Sostegno energie rinnovabili, per la Corte dei conti Ue «c’è un problema di efficienza»

[10 luglio 2014]

Nella relazione speciale “Il sostegno dei fondi della politica di coesione alla produzione di energia da fonti rinnovabili ha ottenuto buoni risultati?”, la Corte dei conti europea rivela che è necessario «Introdurre miglioramenti se si vuole che i fondi Ue contribuiscano il più possibile al raggiungimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili fissati per il 2020».  Ne periodo 2007 – 2013 gli auditor della Corte hanno esaminato se «I fondi siano stati assegnati a progetti in materia di energie rinnovabili scelti in base a priorità ben definite, efficienti, maturi e con obiettivi razionali, e in quale misura questi fondi abbiano ottenuto buoni risultati nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Ue per il 2020 riguardanti l’energia proveniente da fonti rinnovabili». Il Consiglio dell’Unione europea ha fissato per l’Ue un obiettivo vincolante, da raggiungere entro il 2020, del 20% per la quota di energia prodotta da rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, sulla base della “Road map per le energie rinnovabili”, messa a punto dalla Commissione Ue, che descrive il percorso per integrare le fonti di energia rinnovabili nelle politiche e nei mercati dell’energia dell’Ue. Per il periodo di programmazione 2007 – 2013, sono stati stanziati dai fondi Ue della politica di coesione circa 4,7 miliardi di euro per l’energia da fonti rinnovabili. La relazione speciale (n. 6/2014) ha valutato se il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione (i fondi della politica di coesione) che rappresentano le due più importanti fonti di finanziamento tra i programmi di spesa dell’Ue per promuovere le energie rinnovabili, abbiano ottenuto buoni risultati.

Il relatore del rapporto finale della Cote dei Conti Ue, Ladislav Balko, spiega che «Gli Stati membri dell’Ue si sono prefissi obiettivi ambiziosi per le energie rinnovabili che potranno essere sostenuti in maniera significativa dai fondi Ue solo apportando miglioramenti alla gestione dei programmi di spesa. La Commissione, deve anche accertarsi che i programmi che vengono finanziati negli Stati membri siano efficienti».

La Corte ha constatato che «I progetti controllati hanno prodotto le realizzazioni previste, e che la maggior parte di essi erano sufficientemente maturi e pronti per essere attuati quando sono stati selezionati. Non vi sono stati significativi sforamenti dei costi o ritardi nei progetti e le strutture di produzione di energia da fonti rinnovabili erano state installate come previsto ed erano operative».  Ma la relazione fa anche notare che «Tuttavia, i risultati attesi in materia di produzione energetica non sono stati sempre raggiunti o non sono stati adeguatamente misurati. L’efficienza complessiva del sostegno dei fondi della politica di coesione ai progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili è stata modesta sotto il profilo del contributo al raggiungimento degli obiettivi specifici fissati dall’UE per il 2020, in quanto l’efficienza non è stata il principio-guida nella pianificazione e nell’attuazione dei progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili, e il valore aggiunto Ue apportato dai fondi della politica di coesione è stato modesto».

Gli auditor della Corte raccomandano quindi che «La Commissione deve far sì che i futuri programmi in materia di energie rinnovabili cofinanziati nell’ambito della politica di coesione siano guidati dal principio dell’efficienza, evitando anche l’effetto inerziale. I programmi devono essere basati su una corretta valutazione delle esigenze, un’attribuzione di priorità alle tecnologie più efficienti (pur non discriminando tra i settori delle energie rinnovabili ) e un contributo ottimale al raggiungimento degli obiettivi per le energie rinnovabili che l’UE si è prefissa per il 2020. Devono essere stabiliti obiettivi adeguati in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili in relazione alla dotazione finanziaria, nonché criteri di selezione dei progetti con un’attenzione particolare all’efficienza dei risultati della produzione di energia (evitando una sovra-compensazione dei progetti). Inoltre, secondo la Corte dei Conti Ue, la Commissione europea «Deve promuovere l’istituzione, da parte degli Stati membri, di quadri normativi stabili e prevedibili perle energie rinnovabili in generale, nonché rendere più snelle le procedure per l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili;  Gli Stati membri dovrebbero elaborare ed applicare, in base ad orientamenti della Commissione, criteri minimi di efficienza adattati al contesto dei progetti. Gli Stati membri dovrebbero inoltre accrescere il valore aggiunto dei fondi della politica di coesione, migliorando l’attuazione dei progetti in materia di energie rinnovabili, nonché il monitoraggio e la valutazione, e costruendo un archivio dei dati misurati relativi ai costi di produzione di energia in tutti i settori delle energie rinnovabili».

Per leggere l’intera relazione in italiano:

http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR14_06/SR14_06_IT.pdf