Spalma incentivi: via libera del Senato, entro il 24 agosto il testo definitivo

[29 luglio 2014]

Il testo del Decreto Legge Competitività approvato dall’aula del Senato mercoledì 24 luglio, ha accolto l’emendamento, firmato da relatori delle commissioni Industria e Ambiente, Massimo Mucchetti e Giuseppe Marinello, che introduce tre opzioni a disposizioni degli operatori del settore delle rinnovabili. Gli operatori di impianti fotovoltaici sopra 200 kWp, potranno dunque  dal  1 gennaio 2015 scegliere tra tre diverse alternative:

– spalmare l’incentivo su 24 anni (invece che su 20), ricalcolandolo secondo una percentuale di riduzione che va dal 25% per un periodo residuo di 12 anni, al 17% per oltre 19 anni rimasti;

– mantenere il periodo di incentivazione a 20 anni, ma rimodulare le tariffe in modo che siano più basse  durante i primi anni mentre nei successivi sarà effettuato un conguaglio. Le percentuali, che devono essere fissate dal MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) entro il 1 ottobre 2014, devono garantire che -in caso di adesione di tutti gli aventi diritto all’opzione- si generi un risparmio da 600 milioni l’anno per il periodo 2015-2019, rispetto all’erogazione prevista con le tariffe vigenti.

– mantenere il periodo di incentivazione a 20 anni ma con una tariffa  ridotta, per il periodo residuo di incentivazione, di una percentuale proporzionale alla potenza dell’impianto (6% per gli impianti da 200K w a 500 K w;8% per gli impianti da 500Kw a 900 Kw;10% per gli impianti di potenza nominale superiore a 900 Kw).

Agli operatori che non dovessero aver comunicato la scelta al GSE entro il 30 novembre 2014, sarà applicata   automaticamente la terza opzione.

Tra le novità introdotte vi è anche una sorta di cartolarizzazione delle quote residue degli incentivi che i soggetti titolari di impianti di produzione elettrica da rinnovabili potranno adottare.

I beneficiari di incentivi pluriennali per il fotovoltaico potranno infatti “cedere una quota di detti incentivi, fino all’80%, ad un acquirente selezionato tra i primari operatori finanziari europei“.

L’acquirente dovrà essere scelto con una procedura competitiva stabilita dall’Autorità e dovrà mettere a disposizione almeno 30 miliardi di euro per l’acquisto di quote di incentivi.
Per le tariffe onnicomprensive erogate ai sensi del quinto Conto Energia (DM 5 luglio 2012) le riduzioni saranno applicate alla sola componente incentivante (calcolata secondo l’art. 5, comma 2, del DM 5 luglio 2012).

La norma dovrà adesso affrontare l’esame della Camera per essere convertita in legge entro il 24 agosto e sembra assai probabile che, visti i tempi strettissimi, sarà sottoposta al voto di fiducia.

Critiche ancora le associazioni direttamente interessate, che hanno sempre sottolineato il rischio che una modifica in corso d’opera dei contenuti e delle clausole dei contratti in essere, potrebbe innescare numerosi contenziosi.

Proprio nei giorni di approvazione del testo in Senato un gruppo di 30 operatori internazionali che hanno investito più di 4 miliardi di euro nel fotovoltaico italiano, hanno scritto una lettera al premier Matteo Renzi attraverso le pagine del Corriere della Sera, in cui esprimevano la delusione e indicavano i rischi che questo provvedimento retroattivo potrebbe produrre.

«Siamo davvero delusi del Decreto #spalmaincentivi –scrivono i 30 operatori- che taglia retroattivamente la remunerazione degli investimenti fatti fino ad oggi nel settore, perché è un provvedimento inutile e dannoso, portato avanti a testa bassa senza ascoltare le molte voci contrarie. Un provvedimento che non potrà garantire i risparmi in bolletta promessi dal Suo Governo, ma che produrrà un danno forse irreparabile alla reputazione del Paese».

«Se non ci saranno ripensamenti –scrivono ancora-  non potremo che agire legalmente, ma soprattutto i nostri azionisti bloccheranno qualsiasi altro investimento infrastrutturale in Italia, non essendo assicurata la stabilità normativa a lungo termine».