Stop alle fonti fossili in Calabria: flash mob a Roccella Jonica

Legambiente lancia la petizione #NoOil al ministro Di Maio per fermare le estrazioni e i sussidi alle fonti fossili

[20 luglio 2018]

Per dire “basta” alle estrazioni e ai continui finanziamenti che vengono erogati alle infrastrutture, alla ricerca e alla produzione di energia da fonti fossili, in occasione della tappa di Goletta Verde a Roccella Jonica, Legambiente organizza un flash mob e lancia la petizione #NoOil  indirizzata al ministro dello viluppo economico Luigi Di Maio, al quale chiede di «Eliminare i sussidi alle fonti fossili e scegliere di uscire dall’utilizzo di questi combustibili inquinanti, dannosi e climalteranti, è ormai una scelta urgente e non più rimandabile. Basti pensare che negli ultimi 5 anni sono stati 206 i Comuni italiani colpiti da 354 eventi climatici estremi, causando danni, disagi e decessi».

Nel dossier NoOil Calabria: gli ambientalisti ricordano che «In particolare, in Calabria sono stati almeno 23 gli eventi estremi che hanno interessato la regione, coinvolgendo diverse province, da Reggio Calabria, la più colpita, a Crotone e Vibo Valentia. 

Secondo gli ultimi dati disponibili del GSE, «Le fonti fossili in Calabria coprono il 62,4% del fabbisogno energetico complessivo calabrese, contro il 37,6% da fonti rinnovabili. In particolare, il mare calabrese è caratterizzato dalla presenza di concessioni per la coltivazione di gas: sono, infatti, 7 le concessioni, di cui 2 sulla terraferma e 5 in mare, per un totale di 310,5 kmq, che estraggono il combustibile gassoso. Nel 2017 la produzione di gas è stata pari a 574,4 milioni di Smc, ovvero il 10,2% della produzione nazionale, ed è tutta riconducibile alle 4 concessioni produttive, sulle 6 totali, attraverso 26 pozzi».

Il dossier del Cigno Verde evidenzia che «Dal 2010 al 2017 le concessioni produttive di gas hanno estratto in totale 6.001 milioni di Smc di cui 1.605,5, pari al 26,8% della produzione totale, sono risultati esenti dal pagamento delle royalites. Infatti, secondo la normativa italiana i primi 25 milioni di gas estratti dalla terraferma sono esenti dal pagamento di royalties, così come i primi 80 milioni di metri cubi estratti in mare. In questi anni, la percentuale di esenzione non è mai scesa al di sotto del 23%, con il picco raggiunto proprio nell’ultimo anno, il 2017, in cui la percentuale di esenzione dalle royalties è stata del 31,3%. A queste, si accompagnano 3 permessi di ricerca ubicati a mare, che interessano 1.560,1 kmq, le cui società titolari sono la Appennine Energy e la Global Med, che li detengono in esclusiva. Mentre ulteriori richieste sono arrivate da Aleanna Italia, Eni e Global Med per ulteriori aree di espansione pari a 2.668,4 kmq per la terraferma e 4.025 kmq in mare, richiesta invece da Schlumberger Italiana».

La portavoce di Goletta Verde, Serena Carpentieri, conclude: «Questi numeri confermano il ruolo determinante che le fonti fossili ancora rivestono nel nostro Paese anche a causa dell’assenza di politiche concrete e lungimiranti di sviluppo che contemplino un nuovo sistema energetico, innovativo e rinnovabile, in grado di combattere i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e soprattutto capace di portare benefici ai territori e alle famiglie Ecco perché la nostra imbarcazione ambientalista, con il suo viaggio lungo l’Italia, lancia la petizione #NoOil per fermare il business del petrolio, uno dei nemici dei nostri mari e delle nostre coste, chiedendo al Ministro dello Sviluppo economico di cancellare tutti i sussidi ancora oggi garantiti alle fonti fossili e di mettere in campo una rottamazione delle fonti energetiche inquinanti».