Osservazioni anche sul clean energy package

Strategia energetica nazionale, cosa chiedono le Regioni

«Prevedere disposizioni che limitino il consumo di suolo e la dispersione urbanistica»

[1 agosto 2017]

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato una Posizione sulla proposta di Strategia energetica nazionale 2017 e sul clean energy package Ue . Il documento di 49 pagine (in allegato)  è suddiviso in tre capitoli:   1. elementi di contesto (gli scenari europei e nazionali; scenario base; scenario policy); 2. approfondimento delle priorità d’azione (lo sviluppo delle rinnovabili; FER elettriche; idroelettrico; bioenergie; termodinamico; FER termiche; biomasse; solare termico; teleriscaldamento; pompe di calore; FER trasporti; mobilità elettrica; biometano; osservazioni sulla promozione delle fonti rinnovabili nel clean energy package);  L’efficienza energetica (osservazioni generali; il punto di partenza per l’Italia al 2015; la declinazione degli obiettivi di riduzione dei consumi al 2030 per settore; le iniziative principali; osservazioni sul pacchetto efficienza energetica nel clean energy package);  sicurezza energetica (gli obiettivi al 2030; interventi);  competitività dei mercati energetici (competitività del Paese; mercato lettrico, interventi proposti sul mercato elettrico; le nuove configurazioni di autoconsumo; osservazioni sulle proposte in tema di mercato interno dell’energia elettrica contenute nel clean energy package);  tecnologia, ricerca e innovazione;  3. Il percorso della Sen e la relativa governance (il patto dei Sindaci)

Per quanto riguarda gli scenari europei e nazionali e quelli definiti a livello europeo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dice di condividere «gli obiettivi proposti dalla Commissione Europea al 2030 su emissioni (-40%), efficienza(-30%) e quota FER su consumi finali lordi (27%);  la proposta di estensione dell’Effort Sharing Decision al 2030 che ha fissato nuovi target obbligatori di riduzione delle emissioni da settori non-ETS per gli Stati membri (per l’Italia: -33% rispetto al 2005)» e le Regioni «esprimono un giudizio positivo per l’inglobamento di tali obiettivi nella Sen».

Sulle prime ipotesi di scenari nazionali e indicazioni per successivi sviluppi dello scenario base, Regioni e Province autonome definiscono  «confortante» lo scenario tendenziale di base perché «evidenzia la stabilizzazione dei consumi, la crescita delle FER e la riduzione dei gas serra». Ma sottolineano che «le figure 7 e 8 mostrano un aumento al 2020 dei consumi di energia primaria (sia nello scenario Base che in quello Primes), una crescita non scontata per le FER (per le quali emergono differenze tra le previsioni dei due scenari) e un tendenziale aumento dei consumi relativi al settore residenziale nonostante le politiche sino qui adottate per ridurre i consumi energetici di tale settore».

Secondo la Conferenza delle Regioni, «Tali dati, insieme a quelli sull’andamento dell’installazione di impianti FER e ai consumi elettrici del settore terziario, portano a ritenere la riduzione dei consumi finali prevista nello scenario di policy per il 2020, non scontata in assenza di azioni che consentano un cambio di passo rispetto alle politiche sin qui perseguite. Pertanto, tenendo conto della riconosciuta difficoltà di raggiungere la percentuale di riduzione dei consumi prevista per i settori non ETS e della conseguente necessità di sostenere politiche dispendiose, le Regioni chiedono di prevedere disposizioni che limitino il consumo di suolo e la dispersione urbanistica, dal momento che l’espansione dei confini urbani comporta l’estensione dei servizi a rete, con conseguente aumento dei consumi energetici necessari per il loro corretto funzionamento, e induce all’incremento degli spostamenti su gomma con mezzi individuali».

Le Regioni chiedono anche «la codifica di uno scenario policy definitivo aderente allo scenario EUCO30 per la quota FER sui consumi finali pari a 28,7% con le relative quote specifiche (FER-E~51.9%, H&C~31.2% e T~17.4%)». L’atra richiesta avanzata al Governo dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è quella di «Valutare la possibilità di adottare lo Scenario EUCO30 anche relativamente al livello di consumo finali (107 MTep) ed al fabbisogno di energia primaria (136,3 MTep). Tale esplicitazione si combina con l’adesione allo scenario di phase-out completo dal carbone sulla generazione termoelettrica al 2030».