L’ultimo di una lunga serie di incidenti tossici in West Virginia

Sversamento di fanghi carboniferi: a rischio fiumi e acqua potabile (FOTOGALLERY)

[12 febbraio 2014]

Ieri mattina un impianto di produzione di carbone ha sversato una quantità sconosciuta di fanghi (percolato) in un torrente della Kanawha County, nella West Virginia. Secondo la Charleston Gazette, l’incidente è avvenuto nell’impianto Kanawha Eagle della Patriot Coal, vicino all’area delle Fields Creek ed a pochi Km da Winifrede, a sud-est di Charleston, la capitale della West Virginia dove a gennaio c’era già stata una grande fuoriuscita di sostanze chimiche che sta ancora provocando seri guai all’acqua potabile.

La quantità di “coal slurry”, una fanghiglia di carbone, che è finita in acqua è ancora sconosciuta, ma un portavoce del West Virginia Department of Environmental Protection  (Dep), ha detto alla Charleston Gazette che può essere definita “significativa”.

Secondo il direttore dei servizi di emergenza della contea, la fuoriuscita è stata causata dalla rottura della tubazione di 8 pollici che collega l’impianto di preparazione del carbone e la compagnia che stocca le scorie. Lo sversamento si sarebbe verificato tra la mezzanotte e le 5,30 del mattino, ma la Patriot Coal  avrebbe avvertito la Contea e lo Stato solo alle 7,30.

Quando ci si è resi conto di cosa stava succedendo i lavoratori di Kanawha Eagle hanno chiuso le pompe di liquami per fermare la fuoriuscita, ma la fanghiglia aveva già pesantemente inquinato il torrente che sfocia nel fiume Kanawha. Le squadre di emergenza hanno cercato di contenere la fuoriuscita ai Fields Creek, nella speranza che il “coal slurry” non raggiunga il Kanawha, cosa che potrebbe impedire un nuovo massiccio inquinamento di acqua potabile nella West Virginia, anche se l’impresa che gestisce l’acqua dice che a valle della fuoriuscita non ci sono prese d’acqua.

Il “coal slurry” è una miscela tossica di scorie liquide e solide che si produce durante la preparazione del carbone, un processo che comprende il lavaggio del carbone con sostanze chimiche come l’MCHM.

Il Dep della West Virginia in un comunicato ha rivelato che l’impianto utilizza una schiuma chimica chiamata Flomin 110-C  che contiene MCHM, si tratta proprio della stessa sostanza chimica sversata da un impianto delle Freedom Industries che a gennaio ha contaminato l’acqua di 300.000 abitanti della West Virginia e che continua ad avere conseguenze in diverse aree.

John Unger  un senatore democratico della West Virginia ha proposto un Disegno di legge per disciplinare i siti di stoccaggio fuori terra che è stata approvata all’unanimità al Senato, ma la fuoriuscita di ieri dimostra che anche altri impianti di contenimento delle scorie, tra cui i lagunaggi, sono a rischio di fuoriuscite.

Non è la prima volta che in West Virginia avviene uno sversamento di “Slurry”: nel 1972 cedette una diga piena di fanghi carboniferi a Logan County, riversando un’ondata di 132 milioni di galloni su piccoli insediamenti minerari, uccidendo 125 persone e ferendone 1.121.

Nell’ottobre del 2000 una fuoriuscita di liquami carboniferi nella Martin County, in Kentuky,  riversò 306 milioni di galloni  di fanghiglia inquinando i corsi d’acqua per 100 miglia e sterminando animali e piante acquatiche tra il Kentucky e la West Virginia.

L’ultimo episodio c’era stato pochi giorni fa in North Carolina, dove le ceneri di carbone piene di metalli pesanti come arsenico, mercurio e piombo, stoccate dalle centrali elettriche, erano finite per 6 giorni di fila nel Dan River

Sierra Club evidenzia che negli Usa ci sono più di 1.100 siti di stoccaggio delle ceneri di carbone e chiede che il governo federale prenda immediatamente provvedimenti per obbligare le compagnie elettriche e le Big Coal a mettere in sicurezza tutti gli stoccaggi.