Tesla Motor cambia nome e punta alla supremazia nell’energia pulita

Musk investe in 3 industrie energetiche da trilioni di dollari. Lo può fermare solo Trump

[3 febbraio 2017]

Tesla Motors, la start-up della Silicon Valley diventata multinazionale globale, che ha dato un’eccezionale spinta alla rivoluzione globale dei veicoli elettrici, non c’è più. Dopo che il suo amministratore delegato Elon Musk ha terminato l’acquisizione di SolarCity con uno scambio azionario da 2 miliardi di dollari, la nuova company si chiama semplicemente Tesla.

Così Musk ha posizionato Tesla al centro di tre industrie emergenti che valgono trilioni di dollari: veicoli elettrici, energia solare e batterie per stoccare le energie rinnovabili. Se poi ci si mette anche la corsa ai veicoli completamente autonomi, ttra i quali le auto lettriche faranno probabilmente la parte del leone, Tesla è entrata mani e piedi anche in un altro dei prnvcipali settori per i quali si prevede una forte crescita.

Come spiega su ThikProgress  Joe Romm di Climate Progress, «Ci si attende che entro il 2025, in tutto il mondo, ci saranno su strada più di 37 milioni di veicoli completamente elettrici» che, secondo Navigant Researh avranno un prezzo competitivo senza sovvenzioni. Bloomberg New Energy Finance (Benf) prevede previsto che entro il 2040 tra un terzo e la metà di tutti i nuovi veicoli potrebbe essere elettrico.

«Quindi – scrive Romm – non è una sorpresa, che l’anno scorso, il modello di Tesla 3 a lunga percorrenza e  a prezzi accessibili, abbia visto la maggior prevendita di qualsiasi auto nella storia degli Stati Uniti».

La seconda industria da trilioni  di dollari su cui punta Tesla è solare. Il 2016 il Benf prevedeva che entro il 2040, in tutto il mondo, verranno investiti 3.4 trilioni di dollari nel solo nel solare, più dell’investimento complessivo previsto per tutti i nuovi combustibili fossili e il nucleare messi insieme.

SolarCity appena acquisita da Tesla  è  il più grande fornitore di serb vzi per l’energia solare degli Stati Uniti e nel 2015 gestiva il 28% degli impianti solari non-utility.

La terza industria da trilioni di dollari è  quella delle  batterie elettriche, in rapidissima crescita sia per le auto elettriche che per  i dispositivi di stoccaggio di energia solare ed eolica sempre più a buon mercato. Bnef prevede che il mercato battery storage  nel 2014 potrebbe arrivare a superare I  250 miliardi di dollari.

La Gigafactory di Tesla, che ha iniziato la produzione di massa a gennaio, sarà presto la più grande fabbrica di batterie del mondo e, entro il 2018,  raddoppierà da sola la capacità produttiva mondiale delle batterie agli ioni di litio.

Romm dice che «Le sinergie di Tesla Inc. sono uniche. Si sta già vendendo batterie utility-scale per lo stoccaggio di energia solare. La sua Powerwall Home Battery  può essere utilizzata  dai clienti di SolarCity quando la rete cede. E, infine, le stesse batterie dei veicoli elettrici possono essere utilizzate i come stoccaggio per solare. Non importa quale di queste strategie avere successo nel mercato – ed è possibile che non lo abbiano tutte  – Tesla è pronta a ottenere un grande aprte dell’attività».

La multinazionale della green economy non ha garanzie che il suo super-ambizioso piano abbia successo, ma negli ultimi anni ha bruciato aggressivamente tutte le tappe. La concorrenza è feroce:rntro il 2020, Ford Motor prevede di investire 4,5 miliardi di dollari nelle auto elettriche; la Cina, che è già leader mondiale nel solare, ha annunciato investimenti massicci sia nelle batterie che nei veicoli elettrici.

Ma Romm fa notare che «D’altronde, dopo l’Accordo di Parigi sul clima, nel complesso il mercato clean-tech è pronto a crescere ancora più velocemente di quanto previsto».  Uno studio della Duke University dice che è necessario moltiplicare per 10 le tecnologie dell’energia pulita se si vuole davvero aggiungere gli obiettivi globali di emissioni. Un impegno che equivale a 50 trilioni di dollari o più.

Secondo numerosi esperti, in un mondo che sta vivendo rivoluzioni globali nel campo dell’energia e nell’industria dei trasporti,  c’è posto per molti vincitori.

Rommdice che «In realtà, la più grande minaccia per la nuova “Tesla Inc” non è la concorrenza della Cina o della Ford. E’che gli elettori hanno eletto un presidente negazionista scientifico, impegnata a uccidere l’azione climatica statunitense e globale e che vuole l’azzeramento dei finanziamenti all’energia pulita, un tizio che va a letto con i nemici dell’ energia solare e dei veicoli elettrici, come ad esempio le Big Oil e Vladimir Putin.
Per ora Musk  – come quasi tutti i grandi imprenditori statunitensi –  on si è mostrato ostile a Trump e ha addirittura lodato la sua scelta di nominare Segretario di Stato l’amministratore delegato della ExxonMobil Rex Tillerson contro il quale si sono espresse le associazioni ambientaliste e quelle imprenditoriali  delle energie rinnovabili.

Ma Musk e Tesla sanno bene una cosa: se Exxon, Trump e il suo staff di negazionisti climatici e amici delle Big Oil e dei King Carbon vinceranno la battaglia per il futuro dell’energia, tra i maggiori perdenti ci sarà  sicuramente Tesla.