1 miliardo di euro per rendere green gli edifici della pubblica amministrazione

Testa (Enea): efficienza energetica come opportunità per nuova filiera industriale made in Italy

L’ecobonus ha già contribuito a creare 50.000 nuovi posti di lavoro l’anno nell’edilizia

[8 marzo 2017]

Intervenendo al convegno “Efficienza energetica nelle pubbliche amministrazioni locali: politiche e strumenti per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”, che si è svolto alla Camera dei deputati, il presidente dell’Enea, Federico Testa, ha spiegato che «l’efficienza energetica ha dimostrato di poter giocare un ruolo determinante per l’economia, generando filiere industriali made in Italy e nuovi posti di lavoro, grazie anche al sistema di incentivazione per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio».

Durante il convegno è stato presentato il volume “Promuovere l’efficienza energetica negli edifici – Guida pratica per gli amministratori comunali” curato da Iefe – Università Bocconi e coordinamento Agende 21 locali italiane e l’Enea sottolinea che «in Italia gli edifici della Pubblica Amministrazione sono oltre 13mila e consumano 4,3 TWh di energia l’anno per una bolletta complessiva di circa 650 milioni di euro. Quelli più energivori sono circa il 20% del totale, con un consumo pari a 1,2 TWh e una spesa di 177 milioni di euro».

Testa ha spiegato che «per rendere efficienti energeticamente gli edifici più energivori della Pubblica amministrazione servirebbe investire circa 1 miliardo di euro. In questo modo si riuscirebbero a tagliare i consumi mediamente del 40%, risparmiando ogni anno circa 75 milioni di euro sulla bolletta. Inoltre, questa operazione permetterebbe di creare oltre 13mila nuovi posti di lavoro e tagliare 130 mila tonnellate di emissioni di CO2».

Il presidente Enea ha anche sottolineato che la rivoluzione green della Pubblica amministrazione è  già partita «grazie all’impulso della direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica e al decreto legislativo di recepimento 102/2014, che prevedono un tasso di riqualificazione energetica del 3% l’anno della superficie occupata dalla Pubblica Amministrazione Centrale».

Testa ha i ricordato che «le famiglie italiane negli ultimi 10 anni hanno realizzando 2,5 milioni di interventi per rendere più efficienti le proprie abitazioni, un investimento di circa 28 miliardi di euro che ha permesso di tagliare 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica» e ha concluso: «L’ecobonus nel residenziale ha già contribuito a creare circa 50 mila nuovi posti di lavoro l’anno nell’edilizia, un settore fortemente colpito dalla crisi economica. Ma per ottenere risultati ancora più rapidi e significativi sia per l’economia che per l’ambiente bisognerebbe puntare a interventi di deep renovation, che potrebbero abbattere del 60-80% i consumi dei condomini italiani più energivori».

Altrettanti benefici rispetto a quelli portati dagli incrementi in efficienza energetica potrebbero (dovrebbero?) naturalmente arrivare anche da interventi speculari per aumentare l’efficienza nell’impiego di materia: quell’economia circolare tanto predicata, ma ancora troppo poco praticata.