Tirreno Power di Vado Ligure, Legambiente: «Dalle intercettazioni scenari inquietanti»

La “norma porcata”. Cogliati Dezza e Grammatico: «Ora più che mai chiediamo chiarezza»

[17 luglio 2015]

Tirreno Power Vado Ligure

Secondo il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, è «Uno scenario inquietante quello che emerge sulla questione Tirreno Power dalle intercettazioni  pubblicate da diversi quotidiani. Se confermate, queste disegnerebbero un’attenzione istituzionale inaccettabile nei confronti dell’azienda contro la tutela della salute pubblica per un impianto al centro di un’inchiesta giudiziaria».

Intercettati dal Noe dei dirigenti del ministero dell’ambiente tirano in ballo l’ex vice-ministro allo sviluppo economico, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti (PD) per eludere la legge che imponeva la copertura del carbone e così far riaprire la centrale. Veniva ipotizzata anche un’azione disciplinare contro il PM della Procura di Savona che guidava le indagini Tirreno Power.

In un’intercettazione ambientale si sentono dirigenti del ministero dell’ambiente dire: «Cerchiamo di fare una porcata che almeno sia leggibile». E ancora: «Se si volesse fare una cosa pulita.. Questa pulita non potrà mai essere, meno sporca…» oppure: «Abbiamo una porcata da fare in 30 minuti, scritta da loro, dallo Sviluppo Economico». Dalle registrazioni emergerebbe anche che Paola Severino, ex ministro della Giustizia e difensore di Tirreno Power, avrebbe avuto un incontro con il ministro Federica Guidi per parlare della centrale di Vado Ligure.

Di fronte a tutto questo, Santo Grammatico, presidente regionale di Legambiente Liguria, dice: «Chiediamo la massima chiarezza e trasparenza  perché, se confermati, gli scenari che stanno emergendo darebbero ulteriore sostanza alle denunce e alle lotte che la nostra associazione, insieme alla rete Fermiamo il carbone, i comitati locali e i singoli cittadini, hanno portato avanti in tutti questi anni in favore della giustizia e della trasparenza».

Legambiente Liguria sottolinea: «La chiusura della centrale di Vado, dal marzo 2014 a oggi, ha dimostrato come quell’impianto non sia necessario al sistema elettrico italiano, che non ha risentito affatto della mancata produzione. Del resto i dati sono chiari: in Italia ci sono oltre 125.000 MW di potenza installata con una disponibilità reale (al netto delle manutenzioni e dei fattori di indisponibilità) di oltre 78.700 MW, a fronte di una domanda di punta che è rimasta pressoché invariata e che non ha mai superato i 56.822 MW (massimo picco storico). Nel frattempo (secondo Terna, dati 2014) “ad agosto le rinnovabili hanno generato il 48,9% dell’elettricità nazionale e coperto il 45,4% della richiesta elettrica”».

Grammatico conclude: «Crediamo che questa possa essere un’ottima occasione per fare definitivamente chiarezza sull’affaire Tirreno Power, sugli impatti che il carbone ha avuto sulla salute e sull’ambiente e sulla necessità di trovare una strategia di uscita dal carbone veloce ed efficace, capace di tenere insieme livelli occupazionali, rilancio del territorio in veste green e investimento in energie rinnovabili. Una sfida su cui sarà chiamata a misurarsi la nuova giunta regionale, dimostrando se vuole definitivamente cambiare linea rispetto all’Amministrazione che l’ha preceduta, dirigendosi verso una reale sostenibilità economica e ecologica della produzione energetica in Liguria».