Torna a Milano il Festival dell’Energia, un cambio marcia per assecondare la rivoluzione in corso

Ferrante (Kyoto club): «La produzione e distribuzione dell'energia in Italia è in mezzo al guado». I primi punti da affrontare per il ministro Calenda

[9 maggio 2016]

Francesco Ferrante

Dal 12 al 14 maggio si terrà a Milano il Festival dell’Energia (il programma su www.festivaldellenergia.it). Giunto alla sua nona edizione, l’evento più importante e partecipato del settore, cambia pelle assecondando la vera e propria rivoluzione in corso nella produzione e nella distribuzione dell’energia.

A partire dalla formula che prevede ad esempio il venerdì pomeriggio un public hearing con i rappresentanti delle istituzioni che ascolteranno esigenze e proposte, ma anche critiche che verranno dagli operatori del settore. Ci saranno tutti: dai rappresentanti delle grandi aziende che producono con il termoelettrico ai “rinnovabilisti”, da che ritiene che efficienza energetica faccia bene all’ambiente e al Pianeta ma sia anche opportunità di business, a chi spinge sull’innovazione della sharing economy per rispondere a nuove esigenze del cittadino consumatore.

Il mondo della produzione e distribuzione dell’energia nel nostro Paese è infatti in mezzo al guado. Da una parte dimostra di essere in grado di rispondere alla sfide dell’innovazione (si vedano i record sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili o lo shift nell’approccio e nelle scelte industriali della nostra più grande azienda elettrica), dall’altra continua ad avere a che fare con un sistema di norme farraginoso, che a volte interviene in maniera retroattiva combinando sfracelli e appare comunque privo  di una strategia efficace per il futuro.

Con questa contraddizione si dovrà confrontare il nuovo ministro Calenda che potrà imprimere quella svolta positiva di cui ha fame il mondo che si incontrerà a Milano nei prossimi giorni se riuscirà ad emanare immediatamente il tanto atteso decreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche (magari correggendo in corsa le storture che prevedono soldi per inceneritori ed ex zuccherifici che con le rinnovabili non c’entrano nulla); se metterà mano alla riforma delle tariffe elettriche tutelando e anzi valorizzando la possibilità di autoproduzione che è la vera nuova frontiera di sviluppo dell’innovazione tecnologica applicata alle rinnovabili; se troverà il modo di lanciare finalmente la mobilità elettrica; se non frapporrà alcun indugio nel recepire  le direttive europee sull’efficienza e se darà chiare indicazioni al Gse per evitare penalizzazioni retroattive per chi ha investito in rinnovabili ed efficienza.

Appuntamento a Milano.