Riceviamo e pubblichiamo

Trivellazioni petrolifere nel Mar Ionio, e il governo che ne pensa?

Il deputato dl Pd Ernesto Magorno ha presentato un’interrogazione a risposta scritta a tre ministeri

[14 giugno 2013]

Il deputato dl Pd Ernesto Magorno ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, sottoscritta anche dall’on. Stefania Covello, riguardo alla problematica della paventata esecuzione di trivellazioni nei comuni del litorale ionico calabrese, da parte della Shell Italia E&P e finalizzate alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi.  Nell’interrogazione (che viene riportata di seguito per intero) si chiede al Governo «se e come per quanto di sua competenza,  intenda intervenire per scongiurare, sulla base delle premesse, l’installazione di piattaforme finalizzate alla ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio in quanto incompatibili con la vera vocazione di questo comprensorio litoraneo».

Su tale argomento Magorno intende sottolineare l’impegno assicurato dal consigliere regionale del Pd, Mario Franchino, che il 27 giugno guiderà una delegazione composta di sindaci del litorale ionico che incontrerà il Ministro all’Ambiente Andrea Orlando. Lo stesso Franchino ha invitato a partecipare all’importante incontro i parlamentari calabresi.

Questo il testo dell’interrogazione presentata da Magorno:

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dello sviluppo economico –  Per sapere – Premesso che:

–     la Shell Italia con altre compagnie petrolifere hanno chiesto e avviato i procedimenti per l’esecuzione delle trivellazioni al largo delle coste del Mar Jonio comprese tra il Golfo di Taranto e quello di Sibari, comprese  le relative procedure di V.I.A.;

–     in merito risulta formalizzato esito positivo delle verifiche tecnico-amministrative relative alla procedibilità dell’istanza di V.I.A. da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

–     i comuni costieri interessati hanno formalmente deliberato la ferma opposizione delle popolazioni locali considerato il rilevante impatto ambientale e la vocazione turistica del territorio interessato che verrebbe compromessa irreversibilmente da un’ eventuale attività estrattiva;

–     in particolare l’area della Piana di Sibari, costituisce un’eccellenza agroalimentare che contrasterebbe con la ricerca di idrocarburi nel prospiciente Mar Jonio;

–     al largo della costa tra i comuni di Amendolara, Albidona e Trebisacce, si trova la “secca di Amendolara”, già proposta quale patrimonio dell’UNESCO;

–     l’intera costa jonica è costituita da bellezze naturali e ambientali di particolare pregio artistico e architettonico, con numerosi siti archeologici (Sibari, Francavilla, Amendolara, Roseto Capo Spulico e Broglio di Trebisacce);

–     tutti i comuni costieri hanno avviato iniziative turistiche ecosostenibili inconciliabili con la ricerca degli idrocarburi al largo della costa jonica in quanto ne altererebbe il paesaggio nonché la stessa salubrità delle acque fra le più pulite e trasparenti del mediterraneo;

–     le progettate trivellazioni sarebbero pregiudizievoli per ogni possibilità di sviluppo del litorale ionico calabrese e del suo comprensorio con gravi danni sia dal punto di vista turistico che agricolo e economico;

–     la Regione Calabria ad oggi non ha adottato alcun provvedimento diretto a scongiurare tale pericolo –:

se e come il Governo, per quanto di sua competenza,  intenda intervenire per scongiurare, sulla base delle premesse, l’installazione di piattaforme finalizzate alla ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio in quanto incompatibili con la vera vocazione di questo comprensorio litoraneo. 

Roma 12.06.2013 

Ernesto Magorno, deputato del Partito democratico