Trivelle: no alla moratoria per l’Emilia-Romagna. M5S: «Non c’è terremoto che tenga»

[28 novembre 2014]

Insieme alle autorizzazioni per le trivelle nel Canale di Sicilia, un altro brutto segnale per il movimento no-triv arriva dall’Emilia-Romagna con la risposta data da Simona  Vicari, sottosegretario del il ministero dello Sviluppo  economico (Mise), ad un’interrogazione sul ruolo delle attività di perforazione per gli idrocarburi e alla logistica e progettualità dello stoccaggio di gas in Pianura Padana che vede come primo firmatario Alberto Zolezzi, del Movimento 5 Stelle. Secondo la Vicari (Nuovo Centrodestra), «Non sussiste al momento l’esigenza di predisporre una moratoria per la sospensione delle attività di stoccaggio, ricerca e coltivazione di idrocarburi».

Il ministero ha comunicato che il 24 novembre si sono concluse le attività del gruppo di lavoro per la definizione di indirizzi e linee guida sul monitoraggio sismico dei siti di produzione e stoccaggio di idrocarburi. Il era stato istituito su indicazione della commissione Ichese, costituita nel dicembre 2012 su richiesta dell’allora presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, per  capire se ci fosse un collegamento tra l’attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi e il terremoto del maggio 2012 in Emilia.

Nella risposta a Zolezzi si legge che «con le linee guida sono state definite le caratteristiche tecniche delle reti di monitoraggio sismico, delle deformazioni del suolo e delle pressioni per il controllo delle attività di coltivazione e stoccaggio di idrocarburi. Le linee guida individuano le modalità di diffusione dei dati rilevati per assicurare la massima trasparenza e oggettività dei monitoraggi stessi e delle informazioni, nonché i criteri e le procedure per l’individuazione delle strutture che, in base alle proprie competenze, potranno gestire le reti di monitoraggio e analizzare i dati raccolti».

Il commento del gruppo M5S alla Camera è durissimo: «Mise, avanti con le trivelle! I dati della commissione della Protezione civile Ichese sui possibili eventi sismici da ricerca idrocarburi sono carta straccia, niente moratoria per la sospensione delle attività di stoccaggio, ricerca e coltivazione di idrocarburi anche in aree sismiche».

I deputati grillini sottolineano che «la Commissione Ichese si è concentrata in particolare sui terremoti innescati, per i quali una piccola perturbazione generata dall’attività umana è sufficiente a spostare il sistema da uno stato quasi-critico ad uno stato instabile. L’evento sismico sarebbe comunque avvenuto prima o poi, ma probabilmente in tempi successivi e non precisabili. Nel sito petrolifero di Cavone nell’aprile-maggio 2011 c’è stata una repentina variazione di tendenza, da decrescente a crescente, di tutti i parametri di produzione, che risulta correlata statisticamente con un aumento della sismicità, sia in numero di eventi che in energia. L’ordine di grandezza delle variazioni dei parametri di produzione nel periodo da Aprile/Maggio 2011 a Maggio 2012 è stato importante. Queste valutazioni indicano che l’attività sismica immediatamente precedente il 20 maggio e l’evento principale del 20 maggio sono statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e re-iniezione di Cavone».

La stessa  sottosegretario Vicari ha confermato che non si può escludere che le attività nel sito di “Cavone” (Mirandola, Modena) siano collegate al sisma del maggio 2012.1 I grillini ricordano che «sulla base dei dati Ichese il Mise ha costituito un Gruppo di Lavoro per definire indirizzi e linee guida; pur mancando protocolli consolidati finalizzati a seguire l’evoluzione nel tempo dei tre aspetti fondamentali: l’attività microsismica, le deformazioni del suolo e la pressione di poro, i lavori del gruppo sono stati completati il 24 novembre 2014 con la predisposizione delle linee guida da ieri disponibili sul sito del Mise. Nonostante tutto ciò, non sussiste a parere del Mise l’esigenza di predisporre una moratoria per la sospensione delle attività di stoccaggio, ricerca e coltivazione di idrocarburi».

Per quanto riguarda il contestatissimo sito di stoccaggio gas di “Bordolano” il ministero dell’Ambiente ha concluso positivamente la VIA nel novembre 2009 e il progetto è in fase di realizzazione, non è ancora in esercizio ed  è iniziato il monitoraggio sismico preventivo per monitorare la micro-sismicità di fondo. Il governo ha anche detto che in Italia e nella Regione Lombardia «non sono previsti piani di stoccaggio relativi alle necessità di altre nazioni, i costi (diretti) delle attività di mantenimento e realizzazione degli stoccaggi e delle trivellazioni sono sostenuti esclusivamente da soggetti privati».

Secondo il M5S, «la politica fossile può andare avanti, i 15 miliardi di euro messi a disposizione nel decreto “sfascia Italia” sono già sul tavolo e pronti a essere spesi».