Ecco cosa ne pensano al Cremlino della posizione italiana, dopo la telefonata di Renzi

Truppe russe in Ucraina? La “guerra per le risorse” vista da Mosca

L'Occidente prepara nuove sanzioni, per Putin sono «menzogne» e minaccia di tagliare gas all'Europa

[29 agosto 2014]

Il presidente dell’Ucraina Piotr Poroshenko ha annullato la sua visita in Turchia, prevista per ieri, e ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina (Snbo) «a causa dell’aggravamento brutale della situazione nella regione di Donetsk, in particolare ad Amvrossievka e  Starobechevo», poi ha dato un annuncio che ha fatto tremare il mondo: «Le truppe russe sono entrate in Ucraina».

Kiev ha chiesto, subito appoggiata dalla Lituania, una riunione di urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu che si è tenuta ieri sera a New York  e la ex premier ucraina, Iulia Timoshenko, la miliardaria pasionaria della rivoluzione arancione, già accusata dai nazionalisti di aver svenduto il Paese a Putin, ha chiesto che la Rada suprema (il Parlamento ucraino appena sciolto da Poroshenko per liberarsi dei deputati filo-russi), decreti la legge marziale a Donetsk e Lugansk e chieda un aiuto militare efficace alla comunità internazionale.

Mentre fioccano le accuse e contro-accuse tra russi e occidentali di aver iniziato una guerra per impadronirsi delle risorse minerarie, di shale gas e delle risorse agricole dell’Ucraina (con la Russia che anche oggi minaccia “forti rischi” per le forniture di gas all’Europa in inverno), e mentre entrambi i fronti dicono che si tratta di una guerra voluta per distogliere l’attenzione dalle rispettive difficoltà interne di statunitensi, europei e russi, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sembra molto preoccupato per il propagarsi dei combattimenti verso il sud dell’Ucraina, vicino al Mar d’Azov ed alla frontiera russa.

«Se queste informazioni saranno confermate – ha detto Ban in un comunicato  – questo costituirebbe una pericolosa escalation nella crisi ucraina. La comunità internazionale non può lasciar degenerare maggiormente la situazione e non è possibile lasciar proseguire le violenze e le distruzioni che devastano l’est dell’Ucraina». Lo stesso Onu, in un comunicato appena diramato, ha ricordato che sono almeno 2.593 persone sono state uccise in Ucraina tra metà aprile e il 27 agosto 2014.

Nella sua relazione al Consiglio di sicurezza, il Segretario generale aggiunto dell’Onu per gli affari politici, Jeffrey Feltman, ha detto che «la propagazione dei combattimenti verso il sud, lungo la frontiera v con la Federazione della Russia e il Mar d’Azov, segna un’escalation pericolosa del conflitto. La battaglia per Lubansk continua e le ostilità a  Donetsk si sono estese in più luoghi strategici. Non possiamo ignorare le informazioni profondamente allarmanti sul coinvolgimento militare russo in questa nuova escalation. Se sarà confermato, questo costituirebbe un violazione diretta del diritto internazionale e della Carta dell’Onu». Secondo Feltman, «è urgente garantire una frontiera sicura tra l’Ucraina e la Russia, con una verifica internazionale come quella che è stata discussa a Minsk, (nel summit tra Ucraina e l’Unione doganale  Russia-Bielorussia-Kazakistan e l’Ue, ndr). E’ essenziale che le elezioni previste per il 26 ottobre si svolgano nell’insieme dell’Ucraina. L’obiettivo immediato deve essere quello di trovare i modi per invertire la pericolosa escalation di combattimenti delle ultime 48 ore ed evolvere rapidamente da un conflitto armato ad un dialogo e a delle soluzioni positive».

Il rappresentante permanente della Russia all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Andrei Kelin, durante una riunione speciale dell’Osce ha smentito le affermazioni del presidente ucraino: «Non ci sono colonne russe sul territorio dell’Ucraina» e poi ha detto a Ria Novosti: «Quel che interessava i nostri partner durante la riunione non era la situazione umanitaria nel sud-est dell’Ucraina, ma le mitiche colonne di materiale militare russo che avanzerebbero verso Novoazovsk. Il rappresentante permanente ucraino è stato il solo a parlarne. Nessun’altro dispone di tali informazioni. Ben inteso, queste colonne non esistono».

Anche il presidente della Duma russa, Sergei  Naryshkin, ha detto che le accuse di Porochenko sono «menzogne» e ha detto: «Invito  l’opinione pubblica e i leader politici , soprattutto occidentali, a non cedere a provocazioni mediatiche di questo genere. Siamo già abituati a sentire menzogne dalla bocca delle autorità ufficiali di Kiev. Non bisogna crederci. Si grida alla concentrazione di truppe russe alla frontiera, ma vorrei davvero chiedervi: che farebbe il ministero della difesa  di non importa quale Paese se delle estese ostilità  fossero condotte alle sue frontiere da belligeranti che utilizzano materiale pesante, dei lancia-missili multipli e l’aviazione? E’ precisamente quel che succede oggi sul territorio dell’Ucraina. Ogni Stato in questi casi deve intraprendere iniziative adeguate per garantire la propria sicurezza».

Il problema per i russi è che sia il presidente Usa Barack Obama che la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ieri si sono sentiti per telefono, naturalmente credono agli ucraini e pensano che Usa e Ue debbano esaminare la possibilità di imporre nuove sanzioni. Oggi è intervenuto il presidente russo Vladimir Putin cin un comunicato del servizio stampa del Cremlino nel quale si legge: «Esorto le nuove autorità ucraine a mettere immediatamente fine alle ostilità, a smettere di sparare ed a mettersi al tavolo dei negoziati con i rappresentanti del Donbass, al fine di risolvere esclusivamente per via pacifica tutti i problemi accumulati».

Putin ha anche chiesto alle forze di autodifesa, gli insorti autonomisti filo-russi, di aprire un corridoio umanitario per i militari ucraini circondati dalla milizie russofone, per permettere loro di lasciare la zona dei combattimenti.   Si tratta in particolare di due battaglioni ucraini circondati vicino ad Ilovaïsk, nella regione del Donetsk, dove sono in corso intensi combattimenti  e tra le truppe ucraine cominciano a scarseggiare il cibo e l’acqua.

Ieri Putin si era sentito telefonicamente con Matteo Renzi e in un comunicato il Cremlino dice che il premier italiano “E’ a favore di più importanti sforzi internazionali per fermare lo spargimento di sangue e impedire una catastrofe umanitaria nel sud-est de l’Ucraina, così come per una regolamentazione politica la più rapida possibile della crisi ucraina”.

Al Consiglio di sicurezza dell’Onu  è intervenuto anche il rappresentante permanente della Cina all’Onu, Wang Min, che ha espresso tutta la preoccupazione del d suo Paese per l il conflitto armato in Ucraina ed ha giunto che «La priorità per il momento è che tutte le parti coinvolte concludano un cessate il fuoco immediato, perseverando negli sforzi per promuovere una risoluzione politica dei diritti legittimi, degli interessi e delle aspirazioni di tutte le regioni e gruppi etnici nel Paese, tenendo pienamente conto delle preoccupazioni legittime di tutte e parti». Sembra la posizione di Mosca e non potrebbe essere altrimenti, visti i legami politici ed economici/energetici sempre più stretti tra Russia e Cina, come dimostra anche “Missione di pace 2014” l’esercitazione militare congiunta contro il terrorismo multinazionale dell’ l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai iniziata oggi nella regione autonoma cinese della Mongolia Interna ed alla quale partecipano truppe cinesi, russe, kazake, kirghize e tagike, l’incarnazione del nuovo asse euro-asiatico al quale guarda sempre più Mosca.