Nessun dialogo tripartito con la Russia

Ucraina, l’Unione europea durissima sulla rinuncia all’associazione

Putin fa il lupo mascherato da agnello: «Vedremo se Kiev cederà ai ricatti europei»

[22 novembre 2013]

La decisione dell’Ucraina di sospendere l’associazione all’Unione europea sembra aver scioccato l’Ue che si affida ad una dichiarazione di Linas Linkevičius, ministro degli esteri della Lituania, presidente di turno dell’Unione europea:

«Delle notizie deludenti sono venute dall’Ucraina – dice Linkevičius che non nasconde la sua irritazione –  Abbiamo ricevuto la decisione del governo ucraino, ma abbiamo bisogno di maggiore chiarezza su questa questione. Quale che sia la decisione nella sua forma finale, questo non significa che ignoreremo tutto su quel che è stato compiuto».

Linkevičius è un baltico e i tre Paesi dell’ex Urss sanno più che bene attraverso quali pressioni politiche e dinamiche economiche Vladimir Putin abbia ricondotto l’Ucraina all’ovile dell’alleanza/sudditanza con la Russia. Ma proprio perché i baltici hanno molti conti in sospesi con i russi il ministro degli esteri di Vilnius ricorda a nome di tutta l’Ue che «L’Ucraina, Paese europeo di 46 milioni di abitanti, è diventata più vicina all’Unione europea in questi ultimi anni. Gli ucraini sembrano aver già deciso che essi appartengono alla famiglia europea».

L’attacco è inusitatamente rivolto al governo di un Paese: «Il presidente V. Yanukovych dovrebbe prendersi la responsabilità di intendere le ispirazioni europee del popolo ucraino», ma  Linkevičius  sembra dimenticare che Yanukovych ha vinto le elezioni con un programma filo-russo contro quello filo-europeo dei suoi avversari “arancioni” e che lo ha fatto a capo di un Partito, quello delle Regioni, che non è solo filo-russo, ma che rappresenta soprattutto l’area orientale e russofona dell’Ucraina.

Il ministro degli esteri lituano  ricorda comunque che «L’Unione europea a sempre detto di essere pronta a firmare l’accordo di associazione, il più ambizioso di questo genere, se q quando l’Ucraina era pronta e abbiamo sempre considerato che la scelta finale di intraprendere o meno le riforme finali fosse degli ucraini. Tenuto conto di quel che è già stato fatto lungo questa strada, la decisione del governo è spiacevole».

Poi Linkevičius  risponde a Putin senza nominarlo: «La proposta di dialogo tripartito non è un’opzione ed è senza precedenti. La proposta dell’Ue per un’associazione bilaterale resta sul tavolo e nessun ruolo è previsto per I Paesi terzi in questo processo». Insomma, la Russia si illude se crede di imporre all’Ue un accordo con l’Ucraina sotto la tutela e la supervisione di Mosca, come proponeva ieri il Cremlino.

Linkevičius è durissimo con gli ucraini: «Non crediamo ad un rinvio della firma dell’accordo. Questo diminuirebbe le chances di firmare e ritarderebbe i vantaggi considerevoli  che l’accordo di associazione apporterebbe alla v fine agli ucraini». Il ministro lituano si rivolge direttamente all’ex Paese fratello dell’Urss quando dice: «Forti della nostra esperienza, conosciamo le sfide, ma conosciamo anche i vantaggi che le associazioni ed il processo di libero scambio apportano senza nuocere alle relazioni commerciali con tutto il mondo».

Linkevičius conclude con l’ultimo avvertimento a Kiev e Mosca sul fatto che l’Ue non intende sguarnire il fronte orientale: «L’Ucraina resta un membro importante del Partenariato orientale. A Vilnius, abbiamo in programma di avviare accordi associazione con la Georgia e la Moldova. Cercheremo di rispondere a tutti i partner che ancora esprimono il desiderio di avvicinarsi all’Unione europea». Mosca permettendo, anche se Putin non sembra del tutto tranquillo.

Oggi ha detto ai giornalisti: «Si vedrà nei giorni che verranno se l’Ucraina saprà difendere la sua decisione di sospendere il processo di integrazione con l’Unione europea sotto la pressione dei partner europei. Vedremo nei prossimi giorni se l’Ucraina e la leadership ucraina cederanno a questo ricatto. Kiev potrebbe opporsi ed adottare un atteggiamento pragmatico, negli interessi nazionali del Paese», che secondo Putin, che fa l’agnello dopo aver fatto il lupo ricattando davvero gli ucraini, coincidono stranamente con quelli della Russia, di Gazprom e della Comunità degli Stati indipendenti egemonizzata da Mosca.