Un tetto europeo anche alle emissioni degli impianti di combustione medi

Limiti per le emissioni di SO2, NOx e particolato anche per gli impianti da 1 a 5 MW

[7 ottobre 2015]

energia

Nell’Unione europea ci sono circa 143.000 impianti di combustione “medi”, cioè con una Potenza termica compresa tra gli 1 e i 50 MW, che sono utilizzati per produrre elettricità, calore e freddo a fini residenziali o calore e vapore a fini industriali. Questi impianti rappresentano una importante fonte di emissioni di biossido di zolfo  (SO2), di ossidi di azoto (NOx)  e di polveri. Mentre i piccolo impianti sono coperti dalla Direttiva ecodesign  e i grandi impianti dalla Direttiva sulle emissioni industriali, le emissioni provenienti dai impianti medi non erano fino ad ora generalmente regolamentate a livello di Unione europea. Le cose sono iniziate a cambiare oggi con il voto del Parlamento europeo che, con 623 sì, 70 no e 12 astensioni, ha approvato un progetto legislativo che fissa  dei limiti per le emissioni di SO2 e NOx degli impianti di combustione medi.

Il testo approvato è il frutto di un accodo con il Consiglio europeo e i Paesi dell’Ue dovranno valutare la necessità di introdurre dei limiti più stringenti per questo tipo di emissioni.

Secondo il relatore, il democristiano polacco Andrzej Grzyb. «Questa legislazione viene a colmare un vuoto legislativo da una parte della Direttiva ecodesign, che copre gli impianti di potenza inferiore a 1MW, e dall’altra parte della Direttiva sulle emissioni industriali, che si basa su quelle di potenza superiore a 50MW. I limiti delle emissioni sono stati fissati a un livello ambizioso, al fine di migliorare gradualmente la qualità dell’aria, preservando allo stesso tempo il funzionamento delle installazioni esistenti, in particolare le più piccole, da meno di 5MW, gestite da piccole e medie imprese o da collettività, e che sono importanti, per esempio per riscaldare delle scuole, degli ospedali o delle università».

Per i nuovi impianti  i limiti entreranno in vigore entro 3 anni. Per gli impianti esistenti da più di 5 MW, i valori massimi di emissione per  SO2, NOx e particolato entreranno in vigore nel 2025. Gli impianti più piccoli, con una potenza termica tra 1 e 5 MW, utilizzati di solito dalle piccole e medie imprese, dovranno rispettare i valori limite a partire dal 2030.

La legislazione non impedisce agli Stati membri di applicare norme più stringenti di quelle richieste dalla Direttiva. Durante la discussione, gli eurodeputati hanno sottolineato più volte che per i settori che non rispetteranno le norme europee di qualità dell’aria le autorità nazionali saranno tenutwe a valutare la necessità di imporre limiti più rigorosi.