Un’invenzione ecosostenibile e solidale: il forno solare

[6 novembre 2015]

forno solare

Esistono dei campi della fisica che somigliano tra loro. Campi chiamati leggi che si applicano nel mondo quotidiano. Come esempio principale possiamo chiamare in causa la trasmissione del calore in cui i processi fisici si applicano a quantità di energia termica che si trasferisce da un sistema ad un altro a causa di una differenza di temperatura. Questi processi avvengono in base ai principi della termodinamica. Per il primo principio, l’energia termica ceduta da un sistema deve essere uguale a quella ricevuta dall’altro e il calore, qui si apre il secondo principio, passa dal corpo più caldo a quello più freddo. Applicare questi principi al mondo di tutti i giorni ci dà una risposta immediata, che è il forno a energia solare. Questo dispositivo costituisce un’efficace soluzione, specialmente per i Paesi in via di sviluppo: consente di cuocere i cibi o di far bollire l’acqua, alimentato solo dai raggi solari; non ha bisogno né di energia elettrica né di legna.

Un’idea rivoluzionaria colta anche dagli alunni dell’Istituto tecnico agrario “Rozzi” di Teramo, la cui concreta realizzazione è valsa il quarto posto al concorso “Anch’io scienziato” indetto dal laboratorio nazionale del Gran Sasso dell’Infn. Guidati dalla docente di matematica, Emilia Marchitto, gli studenti del triennio hanno progettato e realizzato un forno solare, mossi dal desiderio di aiutare alcuni studenti del Burundi. Dall’assimilazione dei principi dell’energia solare e dalla disponibilità di semplici materiali come cartone, fogli di alluminio, vernice nera e vetri, hanno costruito un efficiente dispositivo per la cottura con l’energia solare. Esso consta di due scatole infilate l’una dentro l’altra; la base di quella interna è dipinta di nero e le pareti sono rivestite di carta argentata. Tra le due l’isolamento è garantito da carta di giornale pressata. I raggi solari, sia quelli diretti sia quelli riflessi, entrano nel contenitore attraverso la copertura in vetro; vengono trasformati in energia termica quando sono assorbiti dalla superficie nera. La maggior parte di questa energia resta intrappolata all’interno dello spazio chiuso, creandosi un effetto serra. All’interno si posiziona l’acqua da bollire o il cibo da cuocere, e il forno esposto al sole raggiunge temperature così elevate da riscaldare anche il contenuto.

Il progetto si allinea alla sempre più urgente richiesta di tecnologie rinnovabili e al tema centrale dell’Expo 2015, appena concluso: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’obiettivo sotteso nell’ideazione di tecnologie all’avanguardia, quale il forno solare, e ricercato dalla manifestazione milanese è il medesimo: creare strumenti finalizzati alla riduzione della denutrizione e alla salvaguardia dell’ambiente.

Infatti, il forno solare può effettivamente migliorare le condizioni di vita di persone svantaggiate, riducendo problemi gravi quali l’emissione di CO2, l’inalazione di fumi, incendi e la deforestazione. Nei paesi africani, è possibile, inoltre, disinfettare l’acqua salvando la vita di bambini che ingeriscono quella infetta. Se la forza costitutiva dell’Esposizione è la collaborazione, il contributo degli istituti scolastici non può che corroborare il perseguimento di un comune intento: proporre idee sostenibili, produttive e avveniristiche. D’altro canto, l’uomo e la natura reclamano un futuro sostenibile, un futuro fondato sul rispetto della dignità degli esseri umani e del sistema naturale.

di M. Santarelli, V. Falconi, E. Marchitto per greenreport.it