UNISAT-5: rinnovabili spaziali, low cost e parlano pisano

[22 novembre 2013]

Da pochi giorni nello Spazio c’è anche un dispositivo sperimentale progettato e realizzato all’Università di Pisa: si tratta di un pannello solare installato sul satellite UNISAT-5 lanciato in orbita il 21 novembre dalla base russa di Yasny. Il pannello, di nuova concezione, ha la caratteristica principale di essere a “basso costo” grazie a un innovativo metodo di installazione delle celle solari. Il pannello è stato sviluppato da Stefan Gregucci, giovane borsista del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, sotto la supervisione del professor Salvo Marcuccio e di Pierpaolo Pergola, ingegnere di Alta SpA, azienda spin-off dell’Ateneo che ha partecipato al progetto anche tramite i propri specialisti Carlo Tellini, Nicola Giusti e Stefano Caneschi. Per l’assemblaggio e la qualifica del pannello, il ricercatore dell’Università di Pisa è riuscito a sviluppare tecniche “low-tech”, ossia procedure semplificate che permettono di ridurre notevolmente il costo delle missioni spaziali.

«Una delle peculiarità che distingue questo pannello dagli altri a basso costo è un nuovo metodo per il “coverglassing” delle celle solari –  ha spiegato Stefan Gregucci – Le celle solari sono state installate sul substrato del pannello con una tecnica innovativa che, rispetto ai metodi tradizionali, non richiede particolari strumenti o tecnologie. Abbiamo raggiunto così l’obiettivo di incrementare le prestazioni in orbita, pur riducendo i costi di costruzione». Durante l’attività sono stati realizzati due prototipi accuratamente provati a terra- hanno spiegato dall’Università di Pisa- Entrambi i prototipi sono stati caratterizzati elettricamente per verificarne il corretto funzionamento e sono stati sottoposti a prove di termovuoto presso uno dei simulatori spaziali di Alta SpA, per determinarne la compatibilità con l’ambiente spaziale secondo le normative standard internazionali, requisito necessario per poter volare nello spazio. Il pannello solare è stato quindi sottoposto a prove di vibrazione con l’intero satellite per simulare i violenti scuotimenti che si verificano durante il lancio, non mostrando alcun problema.

«Il know-how acquisito dall’Università di Pisa e da Alta SpA nello sviluppo di questa ricerca, culminata con questa fondamentale esperienza di volo nello spazio – ha aggiunto Marcuccio – ci posizionano al meglio per poter competere sul mercato dei pannelli solari a basso costo ma con elevate prestazioni per piccoli satelliti, un mercato in continuo fermento e rapido sviluppo, poiché rende accessibile lo spazio anche a chi dispone di risorse limitate». Il progetto di ricerca, che è stato supportato da numerose aziende quali la NuSil Technology, Airtech Europe, Qioptiq, Schelnk e la pisana CadLine, è ancora in corso e punta a migliorare ulteriormente le proprietà meccaniche e termiche di questo tipo di pannelli con lo sviluppo di substrati in fibra di carbonio e fibra di vetro, anche grazie ai dati generati con la missione UNISAT-5 che giungeranno a Pisa dallo spazio nei prossimi mesi. UNISAT-5, microsatellite italiano sviluppato dall’azienda romana Gauss Srl, è stato immesso in orbita dal vettore Dnepr alle 8:10:10 ora italiana, a 700 km di altezza, insieme a diversi altri piccoli satelliti.