Uranio, la Commissione Ue apre un’inchiesta sugli aiuti di Stato alla compagnia nazionale della Romania

Il governo rumeno vuole impedire il definitivo fallimento della Compania Nationala a Uraniului

[8 maggio 2018]

La Commissione europea ha aperto oggi un’inchiesta approfondita  per determinare se diversi aiuti pubblici  concessi alla Compania Nationala a Uraniului (Cnu), l’impresa statale rumena che si occupa di uranio, siano confermi a quanto prevedono le normative europee in materia di aiuti di Stato alle imprese in difficoltà.

Il 12 giugno 2017  il governo rumeno aveva notificato alla Commissione Ue un piano di ristrutturazione della Cnu  che prevede di concedere alla compagnia uranifera 441 milioni di Leu, più o meno 95 milioni di euro, sottoforma di sovvenzioni, annullamento del debito e conversione del debito in capitale.

Nuovi aiuti che fanno seguito a un aiuto di emergenza di 62 milioni di Leu (13,3 milioni di euro) per salvare la fallimentare Compania Nationala a Uraniului e per mantenerla a galla che la Commissione Ue aveva autorizzato a titolo temporaneo il 30 settembre 2016.

La Cnu, è un’impresa interamente dello Stato che sfrutta le miniere di uranio in Romania e produce delle materie prime che vengono trasformate in combustibile destinato alle centrali nucleari. La Cnu estrae minerale di uranio e lo trasforma in octaossido di triuranio (U3O2) che viene a sua volta trasformato in diossido di uranio (UO2). La Cnu è proprietaria la miniera di uranio di  Crucea-Botusana (distretto di Suceava, nel nord-est della Romania) e un impianto di trasformazione a Feldioara (distretto di Brasov, nel centro del Paese). Nel 2017 l’impresa uranifera impiegava 772 personnes.

La Compania Nationala a Uraniului  è in difficoltà finanziaria dopo aver perso il suo principale cliente, la compagnia nucleare Societatea Nationala Nuclearelectrica, che è statale come la Cnu. Quindi, paradossalmente, lo stesso Stato che ha già speso e vuole spendere decine di milioni di euro per continuare a estrarre uranio, poi compra l’uranio per produrre energia nucleare da altri.

Oggi l’Ue ricorda alla Romania che «Le regole dell’Ue relative agli aiuti di Stato autorizzano l’intervento pubblico a favore di un’impresa in difficoltà finanziaria solo ad alcune condizioni. L’impresa interessata deve essere in particolare oggetto di un piano di ristrutturazione solido che garantisca il ritorno e la sostenib ilità a lungo termine, contribuisca al costo della ristrutturazione e vigili affinché le potenziali distorsione della concorrenza siano limitate». Ma la Commisione Ue dice oggi che «dubita che il piano di ristrutturazione proposto sia conforme a queste condizioni» e annucia che la sua inchiesta approfondita cercherà di determinare in particolare: «Se il piano di ristrutturazione proposto permetta di ristabilire la sostenibilità sul lungo periodo della Cnu senza mantenere l’aiuto di Stato; Se la Cnu o degli investitori nell’economia di mercato contribuiscono sufficientemente al costo di ristrutturazione, grantendo allo stesso tempo che il piano di ristrutturazione non faccia essenzialmente appello al finanziamento pubblico e che l’aiuto sia proporzionato; Se la Romania  propone misure adatte per limitare le distorsioni alla concorrenza prodotte dall’aiuto».