Val di Cecina, attrarre investimenti grazie alla geotermia

Ai Comuni geotermici ogni anno 30 milioni di euro da Enel e Regione

[4 ottobre 2016]

rossitoscana

Intervenendo a Pomarance all’interno di un convegno organizzato dalla Spi-Cgil, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha messo a fuoco le oggettive difficoltà economiche ed occupazionali che stanno ancora pressando sulla Val di Cecina, proponendo come via di fuga uno «sviluppo che si coniughi con il rispetto dell’ambiente». Viste le caratteristiche del territorio, questo significa puntare secondo sostenibilità su una risorsa rinnovabile come quella geotermica, abbondantemente presente nel sottosuolo.

«L’Irpet – ha sottolineato Rossi – ci parla di un migliaio di posti di lavoro persi dal 2008 al 2010 nei dodici Comuni della Val di Cecina, ma anche di un recupero ad oggi dei 14.500 occupati nell’area come otto anni fa. Questo non significa essere fuori dalla crisi, ma dice che possiamo reagire». In particolare, ha anticipato Rossi, sul sistema economico dell’Alta Val di Cecina la Regione investirà attraverso un progetto che punterà sul geotermico con altre centrali nell’arco di 5-6 anni, utilizzando insieme ad Enel il Fondo di rotazione integrato da risorse europee.

Alla tavola rotonda pomarancina, cui hanno partecipato oltre al presidente anche il sindaco Loris Martignoni, il responsabile Geotermia di Enel Massimo Montemaggi e il presidente Cosvig Piero Ceccarelli, Rossi ha sottolineato la sua disponibilità per la creazione di un gruppo di lavoro per la Val di Cecina insieme agli enti locali e Irpet per focalizzare i problemi e le soluzioni da proporre: «Quanto si sta facendo a Piombino e a Livorno dimostra che possiamo lavorare ad una nuova idea di sviluppo. Ma per questo dobbiamo abbandonare il gioco in difesa e andare avanti con proposte concrete su cui possiamo chiamare ad un cambio di passo anche a livello nazionale».

«Penso ad piano su questa area capace di attrarre investimenti – ha concluso il presidente – partendo dagli sconti sull’energia e dal riconoscimento di area di crisi non complessa, dalla capacità di utilizzare al meglio la ventina di milioni di euro che Enel versa nelle casse dei Comuni geotermici, oltre ai 10 che vengono dalla Regione. Magari a partire da una migliore viabilità».