Il vettore elettrico è il driver fondamentale per la decarbonizzazione dell’Italia

Elettricità Futura descrive a Ecomondo gli obbiettivi 2030 e le misure per raggiungerli

[8 novembre 2017]

Intervenendo a Ecomondo alla tavola rotonda “Le proposte degli Stati Generali sulla Strategia Energetica Nazionale e il Piano Clima Energia”, il vice presidente di Elettricità Futura Agostino Re Rebaudengo, ha detto che «Solo grazie a una maggior penetrazione elettrica nei principali settori di consumo, in particolare nei trasporti e nel residenziale, sarà possibile per l’Italia raggiungere il target europeo di riduzione delle emissioni di CO2 fra l’80 e il 95% al 2050.Con Elettricità Futura  abbiamo svolto un intenso lavoro sulla bozza di Strategia  Energetica Nazionale (Sen) che ha portato alla stesura di un documento che sintetizza efficacemente le diverse anime dell’associazione: nella nostra visione della transizione energetica il vettore elettrico è il driver fondamentale di de carbonizzazione».

Elettricità Futura, la principale associazione del mondo elettrico italiano, aderisce a Confinf dustria e riunisce oltre 700 operatori che operano nel settore dell’energia elettrica in Italia, ha presentato i suoi quattro i principali obbiettivi di da qui al 2030: «Innanzitutto far crescere la quota dell’energia elettrica sui consumi finali dall’attuale 21% al 25%; in secondo luogo, fissare al 48% (rispetto all’attuale 43) la riduzione delle emissioni di CO2; a fronte di un consumo finale lordo di energia al 2030 stimato a 340 TWh, l’associazione ritiene possibile una riduzione dei consumi dell’ordine del 40%, a fronte del 30% indicato dall’UE; il contributo della fonti rinnovabili, infine, dovrà raggiungere almeno il 50% del consumo finale lordo di energia».

Secondo Re Rebaudengo, «Per raggiungere gli obbiettivi di decarbonizzazione è necessario mettere in campo misure per favorire in modo organico uno sviluppo delle rinnovabili da qui al 2030. Il primo punto da affrontare è l’emanazione dell’atteso decreto per gli incentivi alle rinnovabili per il periodo 2017-20, iniziando anche a introdurre alcune delle questioni che caratterizzeranno la successiva fase di sviluppo di lungo periodo (2020-30)”. E’ poi necessario definire un programma di aste per garantire l’assegnazione della nuova capacità di generazione elettrica da rinnovabili necessaria per raggiungere il target al 2030, oltre a una decisa opera di semplificazione normativa che faciliti la costruzione e messa in esercizio degli impianti, a partire da tempi più brevi per il rilascio dei permessi ambientali. Per quanto riguarda la generazione distribuita è importante procedere con una revisione dell’attuale normativa in tema, inadeguata rispetto alle potenzialità del settore, e con un rafforzamento della rete elettrica di distribuzione, allo scopo di renderla più smart».

Altro fronte dove per Elettricità Futura è necessaria un’accelerazione normativa è il biometano: «Di fatto, il contributo del biometano sarà decisivo per raggiungere quota 10% di rinnovabili nei trasporti nel 2020; nonostante ciò, il quadro di riferimento per l’avvio del settore è, a oltre otto anni dall’emanazione della direttiva europea, ancora incompleto. L’intero comparto si augura che possa essere finalmente definito entro la fine dell’anno».