Weo 2017 Iea, brutte notizie per il clima: così niente picco del petrolio e calo delle emissioni almeno fino al 2040 (VIDEO)

Gli Usa diventeranno i principali esportatori di petrolio e gas. L’eolico prima fonte di energia elettrica nell’Ue

[15 novembre 2017]

L’International Energy agency (Iea) ha pubblicato il World Energy Outlook 2017  – A world in transformation (Weo 2017) dal quale emerge che «La ripresa della produzione petrolifera e del gas dagli Stati Uniti, il profondo declino del costo delle energie rinnovabili e la crescente elettrificazione stanno cambiando il volto del sistema energetico globale e sconvolgono i modi tradizionali per soddisfare la domanda di energia.  Un mix energetico più pulito e diversificato in Cina è un altro fattore importante di questa trasformazione».

Il rapporto Iea  dice che nei prossimi 25 anni, i crescenti bisogni energetici del mondo saranno soddisfatti  «innanzitutto dalle energie rinnovabili e dal gas naturale, poiché i costi in rapida flessione trasformano l’energia solare nella fonte più economica di nuova generazione elettrica».

Entro il 2040 la domanda globale di energia crescerà del 30% ma è la metà di quanto sarebbe stata senza un incremento dell’efficienza energetica.  L’Iea assicura che «Gli anni del boom per il carbone sono finiti – in assenza di carbon capture, utilization and storage (Ccus su larga scala – e la domanda petrolifera in aumento rallenta, ma non si invertirà prima del 2040 anche quando le vendite di automobili elettriche salissero in modo ripido».

Secondo il Weo 2017, la principale pubblicazione principale dell’Iea, nei prossimi 20 anni il sistema energetico globale verrà ridefinito da quattro grandi forze: «Gli Stati Uniti sono destinati a diventare il leader globale indiscusso del petrolio e del gas; le energie rinnovabili verranno impiegate rapidamente grazie al  calo dei costi di calo; la quota di energia elettrica nel mix energetico sta crescendo; e la nuova strategia economica cinese va verso una modalità di crescita più pulita, con implicazioni per i mercati energetici globali».

Il solare fotovoltaico è destinato ad aumentare grazie alla sua estesa distribuzione in Cina e India, mentre nell’Unione europea l’eolico dopo il 2030 diventerà la fonte primaria di elettricità.

Il direttore esecutivo dell’Iea, Fatih Birol, spiega che «Il solare r sta avanzando nei mercati energetici mondiali perché diventa la fonte più economica di produzione di energia elettrica in molti luoghi, comprese  la Cina e l’India. I veicoli elettrici (EV) sono sulla corsia veloce grazie al sostegno pubblico e alla diminuzione dei costi delle batterie, ma è troppo presto per scrivere il necrologio del petrolio, dato che la crescita dei camion, del petrolchimico, dei trasporti via nave e dell’aviazione continuano a spingere la domanda verso l’alto. Gli Stati Uniti diventeranno leader indiscussi per la produzione di petrolio e gas per decenni, il che rappresenta un grande sconvolgimento per le dinamiche del mercato internazionale».

Di questi temi, ma anche del futuro ruolo del petrolio e del gas nel mix energetico, delle tecnologie dell’energia pulita e della necessità di maggiori investimenti nel Ccus, hanno discusso la settimana scorsa i leader mondiali dell’energia  al meeting ministeriale dell’Iea che si è tenuto a Parigi.

Il Weo 2017 concentra la sua attenzione particolarmente sulla Cina, dove i cambiamenti della politica economica e energetica,  voluti dal presidente XI Jinping e ratificati dal congresso del Partito comunista, «avranno un impatto profondo sul mix energetico del Paese e continueranno a modellare le tendenze globali. Una nuova fase nello sviluppo del Paese produce un’economia meno dipendente dall’industria pesante e dal carbone».

Il rapporto evidenzia anche l’importanza dell’adozione da parte della Cina di tecnologie energetiche più pulite, in gran parte per affrontare la scarsa qualità dell’aria, che «catapulta la Cina nella posizione di leader mondiale per eolico, solare, nucleare e veicoli elettrici e come fonte di oltre un quarto della crescita prevista del consumo di gas naturale».

Mentre la crescita della domanda energetica cinese rallenta, altri Paesi continueranno a tenerla alta, a partire dall’India che fino al 2040 rappresenterà quasi un terzo della crescita mondiale.

Con grande dispiacere degli ambientalisti statunitensi, l’Iea prevede che negli Usa continuerà il fracking di  petrolio e del gas di scisto, «grazie alla notevole capacità dei produttori di sbloccare nuove risorse in modo economico. Entro la metà del 2020, gli Stati Uniti sono proiettati a diventare il più grande esportatore di GNL del mondo e un esportatore di petrolio netto entro la fine di quel decennio. Questo ha un impatto notevole sui mercati del petrolio e del gas, sfidando i fornitori in carica e provocando un importante riorientamento dei flussi commerciali globali, con i consumatori in Asia che rappresenteranno oltre il 70% delle importazioni globali di petrolio e gas entro il 2040. Il GNL Usa sta anche accelerando un importante cambiamento strutturale verso un mercato del gas più flessibile e globalizzato».

Il Weo 2017 conferma che è troppo presto per dare per morto il petrolio: «La domanda globale del petrolio continua a crescere fino al 2040, anche se a un ritmo decrescente, mentre l’efficienza dei carburanti e la crescente elettrificazione porteranno al picco del petrolio utilizzato per le autovetture, anche con un raddoppio della flotta di auto a due miliardi. Ma altri settori – petrolchimici, autocarri, aerei e navi – faranno aumentare la domanda di petrolio a 105 milioni di barili al giorno entro il 2040».

E le brutte notizie non sono finite, soprattutto per la Cop23 Unfccc in corso a Bonn che dovrebbe pianificare le azioni per cominciare a ridurre le emissioni di gas serra dal 2020 e ad abbatterle pesantemente a partire dal 2030 e fino al 2050. Infatti  L’Iea dice che mentre negli ultimi anni la crescita delle emissioni di carbonio è  in stallo, il rapporto rileva che «le emissioni globali di CO2 legate all’energia aumenteranno leggermente entro il 2040, ma a un ritmo più lento rispetto alle proiezioni dello scorso anno. Ancora, questo non è sufficiente per evitare gravi ripercussioni sui cambiamenti climatici».

Il World Energy Outlook non fornisce  una previsione di come sarà il sistema energetico mondiale, ma presenta invece diverse proiezioni al 2040 sulla base di diverse ipotesi di politiche, in modo da dare ai responsabili politici gli strumenti per decidere quale percorso seguire. L’ipotesi principale è chiamata “New Policies Scenario” e modella le politiche energetiche attuali e annunciate, comprese quelle contenute nell’accordo di Parigi.

Quest’anno il rapporto lo scenario dello sviluppo sostenibile , che offre un modo integrato per raggiungere una serie di obiettivi: la stabilizzazione del clima, l’aria più pulita e l’accesso universale alla moderna energia.

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