World Energy Outlook 2018: il futuro del sistema energetico in un momento di crescente incertezza (VIDEO)

Ma per gli ambientalisti le previsioni del Weo sono troppo prudenti

[14 novembre 2018]

Il World Energy Outlook 2018 (Weo) dell’International energy agency (Iea) evidenzia che «Per il settore energetico sono in corso importanti trasformazioni globale: dalla crescente elettrificazione all’espansione delle rinnovabili, gli sconvolgimenti nella produzione di petrolio e la globalizzazione dei mercati del gas naturale. In tutte le regioni e i combustibili, le scelte politiche fatte dai governi determineranno la forma del sistema energetico del futuro».

Il Weo 2018, sottolineando l’importanza fondamentale della sicurezza energetica «In un momento in cui i fattori geopolitici esercitano nuove e complesse influenze sui mercati energetici», descrive le tendenze energetiche globali e il possibile impatto che avranno sull’offerta e domanda, emissioni di carbonio, inquinamento atmosferico e accesso all’energia.

L’ analisi basata sullo scenario Weo delinea diversi possibili futuri per il sistema energetico attraverso tutti i combustibili e le tecnologie e ne emerge che il carbone è destinato ad un declino strutturale a lungo termine e che le rinnovabili stanno acquisendo sempre più importanza ed ad un prezzo sempre più conveniente. Stiamo vivendo, infatti, un momento in cui appare chiara la volontà della comunità globale di tollerare sempre meno l’inquinamento da carbone e le istituzioni finanziarie sono sempre più riluttanti a finanziare “stranded assets”..

Il Weo 2018 fa notare che «Mentre la geografia del consumo di energia continua il suo spostamento storico verso l’Asia» ci sono «segnali contrastanti sul ritmo e sulla direzione del cambiamento. I mercati petroliferi, per esempio, stanno entrando in un periodo di rinnovata incertezza e volatilità, compreso un possibile divario di offerta nei primi anni del 2020. La domanda di gas naturale è in aumento, cancellando l’ipotesi di un eccesso poiché la Cina emerge come un consumatore gigante. Il fotovoltaico solare è alla carica, ma altre tecnologie a low-carbon e in particolare le politiche dell’efficienza richiedono ancora una grande spinta».

In ogni caso, secondo l’Iea  «I governi avranno un’influenza critica nella direzione del futuro sistema energetico. In base alle politiche attuali e pianificate, modellate nel New Policies Scenario, la domanda di energia è destinata a crescere di oltre il 25% fino al 2040, richiedendo oltre 2 miliardi di dollari l’anno di investimenti in nuove forniture energetiche».

Il  direttore esecutivo dell’iea, Fatih Birol, spiega che «La nostra analisi mostra che oltre il 70% degli investimenti energetici globali saranno indirizzati dai  governi e  questo porta a dare un messaggio molto chiaro: il destino energetico mondiale dipende dalle decisioni dei governi. Elaborare politiche giuste e incentivi adeguati sarà fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi comuni per assicurare gli approvvigionamenti energetici, ridurre le emissioni di carbonio, migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani ed espandere l’accesso di base all’energia in Africa e altrove».

Il rapporto dimostra anche che nei prossimi decenni il consumo di petrolio continuerà a crescere  «A causa dell’aumento dei prodotti petrolchimici, del trasporto su gomma e della domanda dell’aviazione. Ma per soddisfare questa crescita a breve termine significa che le approvazioni dei progetti petroliferi convenzionali devono raddoppiare rispetto ai loro bassi livelli attuali. Senza una simile ripresa degli investimenti, la produzione degli scisti statunitensi, che si è già espansa a un ritmo record, dovrebbe aggiungere più di 10 milioni di barili al giorno da oggi al 2025, l’equivalente di aggiungere in 7 anni un’altra Russia alla fornitura globale: il che sarebbe un’impresa storicamente senza precedenti».

Il Weo 2018 sottolinea che «Nei mercati energetici, le energie rinnovabili sono diventate la technology of choice, costituendo quasi i due terzi delle aggiunte di capacità globali al 2040, grazie ai costi in calo e alle politiche governative favorevoli. Questo sta trasformando il mix energetico globale, con la quota di rinnovabili in produzione che, dal 25% di oggi, salirà a oltre il 40% entro il 2040, anche se il carbone rimarrà la fonte principale e il gas rimarrà la seconda più grande. Questa espansione apporta grandi benefici ambientali ma anche una nuova serie di sfide che i responsabili politici devono affrontare rapidamente. Con una maggiore variabilità delle forniture, i sistemi energetici dovranno fare della flessibilità la pietra angolare dei futuri mercati dell’elettricità per mantenere le luci accese. Il problema è di crescente urgenza in quanto i Paesi di tutto il mondo stanno rapidamente aumentando la loro quota di fotovoltaico ed eolico e questo richiederà riforme del mercato, investimenti nella rete e miglioramenti delle tecnologie di risposta alla domanda, come i contatori intelligenti e le tecnologie di stoccaggio delle batterie».

Ma secondo le associazioni ambientaliste il declino del carbone e la sua sostituzione con le rinnovabili è più veloce di quanto previsto dal Weo 2018 e non dipende solo dalle scelte dei governi. Anthony Hobley, amministratore delegato della Carbon Tracker Initiative, ha detto: “Concordiamo con l’Iea che i mercati emergenti, in particolare in Asia, guideranno la crescita della domanda di energia. Ma la nostra analisi ha rilevato che stiamo vivendo un punto di svolta economica tale che la diffusione delle energie rinnovabili sarà molto maggiore, con l’energia solare ed eolica che sostituiranno del tutto la crescita dei combustibili fossili dato che questi si espandono in un contesto di rallentamento della domanda di energia. L’energia pulita dominerà la crescita energetica nei Paesi in via di sviluppo, in quanto l’energia pulita batte sul prezzo i combustibili fossili e i governi riconoscono l’urgenza di ridurre le emissioni, controllare il cambiamento climatico e ridurre l’inquinamento atmosferico. Il nostro ultimo studio ha rivelato che, in tutto il mondo entro il 2021 sarà più conveniente costruire nuovi parchi eolici onshore rispetto alle centrali a carbone esistenti . Il nuovo fotovoltaico solare, entro il 2025, sarà più economico del carbone».

Con l’aumento della domanda indotto dall’economia digitale, dai veicoli elettrici e da altri cambiamenti tecnologici, anche i mercati dell’elettricità stanno subendo una trasformazione unica. Il Weo 2018, che quest’anno si occupa approfonditamente dell’elettricità, esamina anche l’impatto di una maggiore elettrificazione nei trasporti, negli edifici e nell’industria e rileva che «Una maggiore elettrificazione porterebbe a un picco nella domanda di petrolio entro il 2030 e ridurrà l’inquinante atmosferico locale dannoso. Ma, senza sforzi maggiori per aumentare la quota di fonti rinnovabili e di fonti di energia low-carbon, avrebbe un impatto trascurabile sulle emissioni di carbonio».

Il Sustainable Development Scenario dell’Iea indica un percorso per rispettare in modo integrato diversi obiettivi climatici, qualità dell’aria e accesso universale all’energia. «In questo scenario – spiegano ancora all’Iea – le emissioni di globali di CO2 legate all’energia raggiungono il picco intorno al 2020 e quindi entrano in un declino forte e sostenuto, pienamente in linea con la traiettoria necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Ma la maggior parte delle emissioni legate alle infrastrutture energetiche sono già essenzialmente bloccate. In particolare, le centrali elettriche a carbone, che rappresentano oggi un terzo delle emissioni di CO2 legate all’energia, rappresentano più di un terzo delle emissioni cumulative bloccate al 2040. La stragrande maggioranza di queste riguarda progetti in Asia, dove mediamente le centrali a carbone hanno solo 11 anni di età, con davanti decenni di operatività, rispetto ai 40 anni di età media negli Stati Uniti e in Europa».

Lauri Myllyvirta. un’analista di Greenpeace esperto di energia non è d’accordo con le previsioni dell’Iea: «Nel mondo descritto dal Weo, il passaggio alle energie rinnovabili, che sono meno costose dei combustibili fossili, è avvenuto o è ben avviato in gran parte del mondo ma non a causa dei vincoli previsti nello studio. L’Iea vuole mantenere le energie rinnovabili come un’opzione “politica”, non come la prima scelta commerciale al di fuori dall’intervento del governo. L’elettrificazione è una parte necessaria della decarbonizzazione perché è relativamente facile decarbonizzare il settore dell’energia elettrica. Ma l’elettrificazione aiuta solo se il settore dell’energia elettrica si muove rapidamente verso emissioni pari allo zero».

Birol  conclude: «Abbiamo esaminato tutte le infrastrutture energetiche attuali e in costruzione in tutto il mondo – come centrali elettriche, raffinerie, auto e camion, caldaie industriali e riscaldamenti  domestici – e abbiamo scoperto che  rappresenteranno circa il 95% di tutte le emissioni consentite dagli obiettivi internazionali sul clima nei prossimi decenni. Ciò significa che se il mondo è davvero seriamente intenzionato a raggiungere i suoi obiettivi climatici, allora, ad oggi, deve esserci una preferenza sistematica per gli investimenti nelle tecnologie energetiche sostenibili. Ma dobbiamo anche essere più intelligenti nel modo in cui usiamo il nostro sistema energetico esistente. Possiamo creare un margine di manovra espandendo l’utilizzo del Carbon Capture Utilization and Storage, dell’idrogeno, del miglioramento dell’efficienza energetica e, in alcuni casi, ritiro anticipato del capital stock. Per poter avere successo, questo richiederà uno sforzo politico ed economico globale senza precedenti».

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