55 morti e 136 feriti nell’incidente a Qingdao

Esplode oleodotto in Cina, danni enormi: 18mila abitanti evacuati [PHOTOGALLERY]

[25 novembre 2013]

Si aggrava il bilancio dell’esplosione dell’oleodotto a Qingdao, una città della provincia dello Shandong, nella Cina orientale: i morti mentre scriviamo sono 55, mentre i feriti ospedalizzato sono 136, ma 8 persone sono ancora disperse, con poche probabilità di trovarle vive, e 10 dei feriti sarebbero gravissimi. Sei delle vittime sono vigili del fuoco dell’hub petrolifero di Huangdao della Sinopec, la maggiore impresa di raffinazione di petrolio della Cina. Ieri le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalla forte pioggia.

L’esplosione è avvenuta venerdì alle 10,30 nel quartiere di Huangdao, dopo una fuga di petrolio che era percolata nelle fogne della città che sono state quindi interessate dall’esplosione.

Dopo l’esplosione dell’oleodotto, che ha distrutto intere strade, rovesciato auto e fracassato tutte le finestre e le vetrine in un ampio raggio,  sono stati evacuate 18.000 abitanti di Qingdao. La pipeline esplosa è una vecchia infrastruttura risalente al luglio 1986 ed è il secondo oleodotto che  collega Dongying e lo Shandong ad Huangdao, misura 711 mm di diametro ed è lungo 248,5 km, con una capacità annuale di trasporto di 10 milioni di tonnellate di petrolio.

Il presidente del consiglio di amministrazione della Sinopec, Fu Chengyu,  ha presentato le sue scuse e si è impegnato a far luce sull’incidente. In un comunicato pubblicato sul microblog officiale della Sinopec, Fu ha detto di essere «Profondamente dispiaciuto per le pesanti perdite umane e materiali» e, dopo aver fatto le condoglianze alle famiglie delle vittime, ha presentato le sue scuse «Agli abitanti di Qingdao ed a tutto il popolo cinese».

L’impressione e che salteranno molte teste tra i dirigenti del gigante dei combustibili fossili cinesi e Fu ha assicurato che «Sinopec condurrà costi quell che costi il lavoro di soccorso e coopererà con il gruppo di inchiesta istituito dal Consiglio degli affari di Stato (il governo centrale cinese, ndr) per determinare le cause dell’incidente», che secondo diversi esperti dipendono proprio dall’obsolescenza e dalla cattiva manutenzione dell’oleodotto.