A Casale Monferrato incontro internazionale sulla lotta all'amianto e mostra fotografica

Processo Eternit, presidio davanti alla Cassazione. Pg chiede annullamento condanne

Indignati Verdi e Legambiente: «In Italia sono oltre 4.000 le persone che muoiono a causa dell’esposizione alla pericolosa fibra»

[19 novembre 2014]

Oggi, in attesa della sentenza della Corte Suprema di Cassazione sul processo Eternit, l’Associazione familiari vittime amianto (Afeva) organizza dalle 10,00 un presidio davanti al Palazzo di Giustizia (Piazza Cavour) a Roma, che vedrà la partecipazione di Cgil, Cisl, Uil, Legambiente ed altre associazioni. Una delegazione parteciperà all’udienza in Aula Magna fino al termine (tarda serata) con mantenimento del presidio eterno.

Nel primo pomeriggio arriva però una doccia fredda. «IlProcuratore generale – sintetizza Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi – ha chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna, sostenendo la tesi che il reato sia prescritto. La sentenza di condanna però si basa sulla natura permanente del delitto di disastro ambientale doloso. Quindi il problema della prescrizione non si deve porre perchè la prescrizione decorre dal cessare della permanenza del reato. Per reato permanente si intende quel reato le cui condotte perdurano nel tempo (è esattamente questo il caso). Se il reato non è permanente è istantaneo, cioè si consuma in una volta, ma esistono i reati istantanei ad effetti permanenti. In questo caso, se non vogliamo sostenere che la condotta sia ancora in corso, di certo lo sono gli effetti. Quindi non c’è nessuna prescrizione.  Se dovesse passare questa richiesta, rischierebbero quasi tutti i processi per disastro ambientale. Siamo preoccupati e angosciati per questa richiesta che getta in un incubo le famiglie delle vittime e di diventare un clamoroso precedente per altri importanti processi . Auspichiamo che la Cassazione confermi le decisioni di primo e secondo grado dei tribunali di Torino e che le condanne siano confermate».

Anche Legambiente si dice indignata per la richiesta avanzata  dal procuratore generale Francesco Mauro Iacoviello di dichiarare prescritto il processo Eternit per disastro ambientale e di annullare la condanna a diciotto anni di carcere per l’unico imputato lo svizzero Stephan Schmidheiny.
Il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza commenta: «Per aver inalato le fibre cancerogene di amianto prodotte in quegli stabilimenti si continua a morire. Ci lascia sgomenti l’idea che vengano considerati prescritti reati legati a fatti che ancora oggi continuano a mietere vittime innocenti. Questa vicendaconferma, semmai ce ne fosse bisogno, l’urgenza di inserire immediatamente i reati ambientali nel codice penale, adottando la legge approvata a larga maggioranza dalla Camera dei deputati a fine febbraio scorso e ferma da allora nella commissioni ambiente e giustizia del Senato».

Legambiente ricorda che «In Italia sono oltre 4.000 le persone che muoiono a causa dell’esposizione alla pericolosa fibra.  Le stime parlano di oltre 34.148 siti ancora da bonificare per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese. Di questi 380 sono i casi a maggior rischio. C’è poi la pesante eredità legata alla produzione d’amianto e il problema dell’amianto domestico, sparso nelle case, scuole o edifici pubblici». Per non parlare delle difficoltà che sovente si riscontrano sul territorio all’atto della predisposizione si siti dedicati di stoccaggio. Anche quando il progetto è a regola d’arte (rendendo innocuo per la salute umana l’amianto interrato, a tutti gli effetti un minerale)  le posizioni pregiudizialmente contrarie non sono cosa rara.

Il 20 novembre, alle 10.00, nella sede della Cgil nazionale  a Roma si terrà una conferenza stampa unitaria dei sindacati, che con Afeva rappresentano la totalità delle vittime nel processo Eternit, alla quale sono invitate tutte le associazioni.

Il 21 novembre, a Casale Monferrato, città simbolo della tragedia dell’amianto italiana, si terrà un incontro internazionale sulla lotta mondiale all’amianto che sarà l’occasione per un’assemblea generale pubblica, dalle 17.15, con la partecipazione di delegazioni internazionali, associazioni, magistrati, avvocati e tecnici, moderata dal vicedirettore della Stampa Michele Brambilla.

Intanto, aspettando l’importante data di oggi, l’Afeva, dice: «Non possiamo non voltarci indietro e ripensare a quei viaggi in pullman all’alba, a quelle ore interminabili dentro e fuori il tribunale, alle speranze, le paure, chi c’è stato sin dal primo momento e chi non c’è più, insomma, alla lotta popolare di una Comunità che è stato il Processo Eternit che ci ha fatto arrivare dove siamo oggi. Per questo motivo abbiamo deciso, supportati da il Labirinto e patrocinati dall’Afeva, d’invitare a Casale Monferrato la fotografa Paola Zorzi e la sua intensissima personale “Processo Eternit”, che ci farà capire una volta di più quanto intensa è stata la strada che abbiamo percorso». La mostra fotografica sul  processo Eternit  si è aperta il 15 novembre e proseguirà fino al 28 novembre alla Galleria della Libreria il Labirinto, in via Benvenuto Sangiorgio, a Casale Monferrato.