Ex Isi, il fallimento di una reindustrializzazione: i lavoratori occupano il comune di Scandicci

[9 luglio 2013]

Si torna a parlare della vicenda della Ex Isi (prima ancora Electrolux di Scandicci) perché i lavoratori, esasperati, hanno occupato pacificamente il comune di Scandicci per chiedere chiarezza sulle ipotesi che li vedrebbe esclusi dal rifinanziamento del governo per la Cig.

«Non ci muoveremo di qui finché il sindaco Simone Gheri non ci avrà ricevuti, perché ci sentiamo completamente abbandonati al nostro destino. Siamo relegati nel dimenticatoio», hanno dichiarato gli operai. «La fine di questa vicenda non può essere pagata solo da noi lavoratori. Siamo senza prospettiva, senza futuro e senza cassa integrazione, che non riceviamo da febbraio. È l’ennesima beffa».

Il sindacato e in particolare la Fim-Cisl Firenze-Prato con Alessandro Beccastrini, non fa sconti alla Regione che a suo parere ha responsabilità sull’intera vicenda. «Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, aveva preso degli impegni con i lavoratori ex Electrolux. Ora venga a spiegare loro, in un’assemblea aperta, qual è il punto sulla reindustrializzazione e sugli ammortizzatori sociali. La Regione Toscana come in tante delle grandi crisi che non ha risolto, si era presa degli impegni, anche alla presenza del presidente che era venuto davanti alla fabbrica. Ora su questi impegni abbiamo bisogno di risposte, a partire dall’incontro già fissato in Regione con l’assessore Simoncini, per il 15 luglio».

E proprio l’assessore ribadisce l’appoggio della Regione: «I lavoratori della Isi hanno ragione nel rivendicare attenzioni e soprattutto certezze per quanto riguarda il pagamento della Cassa integrazione in deroga. La Regione sostiene con forza questa richiesta nei confronti del governo, con una pressione costante che va avanti ormai da mesi, con l’obiettivo di assicurare una copertura totale dell’intero 2013, copertura che, ad oggi, purtroppo non è ancora stata assicurata. Appena arriveranno le risorse autorizzate qualche giorno fa dal ministero procederemo subito con i decreti per il pagamento».

Chiamato in causa il presidente della Regione Enrico Rossi ripercorrendo l’intera vicenda, distingue tra le varie responsabilità: «L’impegno della Regione per la reindustrializzazione della ex Electrolux di Scandicci è stato pieno e costante, in sintonia con le istituzioni e i sindacati. Credo si debba però parlare chiaro: non è stata la Regione a individuare l’imprenditore che ha dato vita a Isi e che poi ha portato la società al fallimento. Quella scelta era stata frutto di un accordo, siglato al ministero, fra Electrolux e organizzazioni sindacali. Un accordo nel quale la Regione era assente. Ciò non toglie che, una volta fallito quel progetto, ci siamo impegnati nella ricerca di nuovi investitori. Una volta che questi si sono fatti avanti, abbiamo messo in campo tutti gli strumenti possibili, dalla formazione agli incentivi agli investimenti, per sostenerne il percorso e favorire la ripresa produttiva. In altre parole per dare all’azienda e ai lavoratori una nuova chance».

«Purtroppo anche questo percorso si è interrotto – ha aggiunto Rossi – nel momento in cui il governo ha ridotto le agevolazioni per le energie rinnovabili. A questo sono poi seguiti altri bandi che sono andati deserti.  Capisco l’esasperazione dei lavoratori dopo anni di incertezze, aggravate oggi dall’insufficiente finanziamento degli ammortizzatori sociali da parte del governo. Io stesso, fino a che la situazione non sarà sbloccata, mi sono imposto in segno di protesta di non ritirare il mio stipendio. D’altra parte se gli imprenditori non si fanno avanti e se da parte del governo non viene finanziata la Cassa integrazione, queste situazioni sono destinate a ripetersi».

Le responsabilità sulla vicenda sono varie e il mondo imprenditoriale non si può certo tirar fuori. Di fatto è fallita una reindustrializzazione in un settore della green economy che rimane una ferita da sanare, se politica e impresa vogliono intraprendere la strada della sostenibilità. Ora comunque ci sono da dare risposte contingenti ai lavoratori a partire dall’incontro del 15 luglio convocato da Simoncini con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e il curatore fallimentare.