Fallito il “colpo di Stato” del Profeta dell’Eterno nella Repubblica democratica del Congo

[2 gennaio 2014]

E’ stato un fine anno ad alta tensione a Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo, e a Lubumbashi e Kindu. Degli assalitori sbucati dal nulla, armati ma con abiti civili, la notte del 30 dicembre a Kinshasa hanno preso di mira la Radio télévision nationale congolaise (Rtnc), l’aeroporto internazionale di Ndjili ed il quartier generale  delle Forces Armées de la République Démocratique du Congo (Fardc). Nei attacchi sarebbero morti più di 70 assalitori e 3 militari delle Fardc, solo a Kinshasa sarebbero stati uccisi 52 “terroristi” ed altri 39 catturati.

Più che un tentativo di colpo di Stato o di “terrorismo” sembra trattarsi di attacchi “suicidi” ordinati dal pastore e capo dell’Eglise du Seigneur Jesus-Christ, Joseph Mukungubila Mutombo, che i suoi adepti chiamano “Profeta dell’Eterno”, una setta cristiana presente soprattutto a Kinshasa, Lubumbashi, Kolwezi e Kalemie.

Il colonnello della Police nationale congolaise, Mwana Mputu, ha detto: «Abbiamo l’impressione che gli assalitori non avessero altro obiettivo, guardando al loro numero ed alla quantità ridotta di armamenti, che quello di seminare il panico e il terrore alla vigilia delle feste del nuovo anno che hanno una grande importanza nella nostra cultura».

Joseph Mukungubila Mutombo, che sul suo account Twitter si presenta come «L’ultimo messaggero per tutta l’umanità dopo Gesù Cristo e Paolo di Tarso, secondo Isaia 18:3» è un politico che si è candidato senza successo a presidente della Rdc nel 2006, si definisce profeta ed ha dei seguaci pronti evidentemente a tutto per questo ex militare convertito al cristianesimo ma molto fedele anche al denaro.

Il disperato “golpe” della setta di  Mukungubila nasce probabilmente dal suo odio per il presidente della Rdc, Joseph Kabila Kabange, accusato di non essere congolese e di nascondere il suo vero nome, Hyppolite Kabange, per celare le sue origini rwandesi. Mukungubila, originario del Katanga, accusa Kabila di essere stato messo al potere a Kinshasa dal presidente del Rwanda, Paul Kagame. Quindi il goffo e sanguinoso tentativo di colpo di Stato avrebbe come ragione il nazionalismo congolese e l’odio dei seguaci dell’Eglise du Seigneur Jesus-Christ verso i tutsi rwandesi (anche loro in gran parte cristiani) che sarebbero i burattinai del clan Kabila per poter così sfruttare le immense risorse minerarie e naturali della Rdc.