Flash mob a Venezia: «Falsa soluzione al problema grandi navi» [VIDEO]

Le cinque priorità per la Laguna

[11 agosto 2014]

Già alla partenza del suo tour 2014 delle coste italiane  Goletta Verde aveva assegnato le bandiere nere dei pirati del mare al Mose e alle grandi navi per l’attacco che rappresentano alla laguna di Venezia ma stamani alle 12 gli ambientalisti con un flash mob in piazza San Marco hanno avviato una manifestazione con cento segnali di divieto d’accesso issati in alto da volontari di Legambiente, turisti di tutte le nazionalità e cittadini, da sfondo la Goletta Verde e slogan di protesta contro il passaggio delle Grandi navi in città. Una gigantografia fotografica dell’assalto alla Laguna da parte delle navi da crociera e lo striscione “Che Vergogna”.

Un flashmob che si è protratto con azioni di informazione e volantinaggio ai tanti curiosi che hanno assistito al blitz dell’imbarcazione ambientalista nel cuore di Venezia «Per alzare la voce contro l’ennesimo colpo di mani del Governo sulla questione», dicono a bordo dell’imbarcazione ambientalista e proprio per questo è arrivata un’altra bandiera nera ai membri del Comitato Venezia, il cosiddetto “Comitatone”, che hanno espresso parere favorevole alla presentazione del progetto di scavo del canale Contorta – Sant’Angelo alla valutazione d’impatto ambientale, a partire dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti, al Presidente Regione Veneto, Luca Zaia, il Magistrato delle Acque, la Provincia di Venezia e l’Autorità portuale di Venezia. Già alla partenza del nuovo viaggio dell’imbarcazione ambientalista, Legambiente aveva assegnato le bandiere al Mose e alle Grandi Navi per l’attacco che rappresentano alla laguna di Venezia.

Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, spiega che «Il flashmob di questa mattina testimonia da un lato la presa di coscienza collettiva di un problema sentito come urgente e prioritario per il futuro di Venezia e dall’altro la necessità che la politica e le istituzioni – a tutti i livelli – giungano a una sintesi finale che tenga conto del futuro, senza invocare sotto il nome dell’emergenza finte soluzioni che non risolvono i problemi e escludono il vaglio di soluzioni alternative. Scavare un nuovo canale all’interno della laguna, allo scopo di mantenere lo status quo, ci fa rabbrividire. L’ipotesi di creare una vera e propria autostrada preferenziale nel canale Contorta Sant’Angelo è una scelta scellerata che si basa su un progetto ambientalmente incompatibile con l’equilibrio lagunare e che tra l’altro ha già ricevuto un primo parere preliminare negativo. Come ambientalisti e come cittadini non possiamo più accettare soluzioni del secolo scorso da parte di una lobby imprenditoriale e politica che di quegli anni sta riproponendo il peggio. I progetti alternativi ci sono, come il nuovo scalo a Marghera, e sono stati già accolti dalla cittadinanza e da personalità importanti che non credono che il futuro di Venezia passi per le grandi navi all’interno della Laguna e soprattutto che l’accoglienza croceristica per questi giganti del mare esca dal cuore della città storica. È ora di imporre un cambiamento radicale a questo settore, che saccheggia risorse ambientali e restituisce poco o nulla ai suoi abitanti».

Secondo l’Osservatorio nazionale del turismo, i quattro porti che registrano più imbarchi e sbarchi rispetto ai transiti sono Venezia, Trieste, Savona e Genova, quello delle navi da crociera è un mercato che sembra non conoscere crisi nonostante qualche lieve calo registrato tra il 2011 e il 2012, anche in seguito all’incidente della Concordia all’Isola del Giglio. «Ma dietro a quella che sembra essere una fiorente economia, si nasconde una minaccia per Venezia e l’intero ecosistema marino – dicono gli ambientalisti – Quello crocieristico è un turismo che a Venezia ha conosciuto una vera e propria escalation grazie a un’esternalizzazione dei costi ambientali e ad un’assenza di regole che ha favorito un “attracco selvaggio».

Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde, ha detto. «Siamo consapevoli che il tema delle grandi navi sia ovviamente problema complesso e, come tutto ciò che riguarda Venezia, reso ancor più delicato dall’unicità della città e del suo fragile ecosistema. on possiamo però fingere di non vedere come il modello di sviluppo finora promosso abbia comportato una vera e propria invasione di traffico crocieristico nel cuore di Venezia. Non ci convince nemmeno il principio “lontano dagli occhi lontano dal cuore”: il problema non è oscurare la vista delle grandi navi davanti al campanile più famoso del mondo ma l’accesso e il transito in laguna. Non è possibile nascondere le grandi navi dietro il dito di chi ancora una volta non tiene conto dell’enorme impatto ambientale di grandi opere come quella dello scavo del Canale Contorta, inutili e non risolutive. Vogliamo piuttosto una pianificazione strategica della città, partendo dalla necessaria riqualificazione e bonifica del territorio; vogliamo immaginare la Venezia del futuro, vogliamo giocare una sfida importante, non solo sulla vergogna degli inchini al campanile delle grandi navi, ma sul recupero di aree e identità, sulla ridefinizione degli spazi, sull’idea di città che vorremmo realizzare».

Venezia, inoltre, convive con uno dei S.I.N. (Sito d’Interesse Nazionale) più estesi d’Europa, un’enorme area contaminata in abbandono e da bonificare che occupa una superficie a terra di 3.221 ettari, mentre quella relativa alle porzioni in mare è di 2.200 ettari, cui si aggiungono ulteriori 350 ettari di canali portuali. Per questo con il blitz di oggi Legambiente ribadisce l’attenzione ad uno sviluppo portuale che interagisca con la riqualificazione urbanistica delle aree degradate della città.

Ieri Legambiente aveva presentato al commissario straordinario di Venezia le cinque priorità per il territorio:

Sì al turismo di qualità. No grandi navi in Laguna- L’ennesimo “blitz d’agosto” è l’emblema di una politica e di una classe dirigente miope che non solo non vuole ascoltare la sua comunità. È ora di imporre un cambiamento radicale al settore croceristico, che saccheggia risorse ambientali e restituisce poco o nulla alla città. È necessario allontanare subito le grandi navi dal centro di Venezia e riorganizzare il sistema delle escursioni turistiche in città, per evitare che migliaia di persone insistano su questo delicato territorio mettendone a rischio l’integrità e la bellezza. La priorità deve essere quella di ragionare le soluzioni future per la portualità a Venezia partendo dalla necessaria riqualificazione e bonifica del territorio. Il tutto ben sapendo che la tutela, gestione e futuro recupero dell’ecosistema lagunare, oggi in parte compromesso, è elemento fondante su cui ragionare ogni intervento. Siamo stanchi di una pianificazione che ripropone soluzioni del secolo scorso da parte di una lobby imprenditoriale e politica che non mira agli interessi della collettività e dell’ambiente. Laguna e città di Venezia sono un patrimonio mondiale inestimabile che va tutelato e protetto e non più aggredito e sfruttato.

Sì alla navigazione e alla pesca sostenibile. No al moto ondoso e alle illegalità. Inquinamento atmosferico, acustico e i rischi del moto ondoso. È necessario investire da subito su un modello di navigazione sostenibile per Venezia, un modello che passa dalla regolamentazione dell’intenso traffico lagunare, a partire da diminuzione e controlli della velocità, tecnologie meno impattanti, come l’ibrido e il solare ma anche l’istallazione obbligatoria del GPS, a partire dai concessionari del trasporto pubblico e privato. È urgente, inoltre, contrastare la pesca di frodo, a partire da Venezia e in tutto il Veneto che nell’ultimo anno ha registrato un aumento preoccupante delle infrazioni accertate, da 188 a 399, collocandosi al 6 posto in Italia per l’illegalità legata alla pesca (dati Mare Monstrum 2014 – Legambiente)

Sì all’iter attuativo del Parco della Laguna Nord. No alle parole senza fatti concreti. Passare dalle parole ai fatti concreti per il piano attuativo del Parco della Laguna Nord. Una priorità per l’intero tessuto cittadino, per la tutela, per la legalità ma anche per promuovere un’economia green e il turismo di qualità. Un turismo la cui domanda non segue più i vecchi modelli ma cerca la qualità e la natura, caratteristiche sui cui il nostro paese basa ben il 16% delle presenze turistiche complessive. Quindi, subito piano attuativo, subito nuova economia, subito turismo sostenibile.

Sì alla tutela e recupero delle Isole e delle barene. No ai rischi per l’ecosistema lagunare. La laguna di Venezia è soggetta a processi erosivi, che tendono ad “appiattire” le morfologie lagunari (canali, velme, barene, isole) con la perdita annuale di circa 700.000 mc di sedimenti verso il mare. Questo fenomeno mette a rischio la salvaguardia fisica e ambientale della laguna, che è condizione essenziale per la sopravvivenza dei centri abitati lagunari (Venezia e isole). Da più di dieci anni è in corso l’aggiornamento del Piano Morfologico, che è lo strumento che definisce e coordina gli interventi necessari, in particolare quelli a carico dello Stato. In questi decenni i lavori in laguna eseguiti dal Magistrato alle Acque attraverso il concessionario unico Consorzio Venezia Nuova hanno privilegiato un approccio di forte impatto dal punto di vista ambientale ed economico. Oggi si rende necessario un cambio di paradigma che punti su interventi mirati a prevenire il dissesto idrogeologico lagunare, attraverso una manutenzione ordinaria, diffusa e continuativa con tecniche di ingegneria naturalistica, a basso impatto, che valorizzi e responsabilizza le comunità residenti nelle isole. Il Piano Morfologico va dunque ripensato su queste basi e finalmente approvato.

Sì alla bellezza di Venezia. Sì Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Tutelare e difendere senza se e senza ma il patrimonio mondiale dell’Umanità che la città di Venezia rappresenta. Un bene collettivo, storico, ambientale che deve essere gestito con la piena responsabilità nei confronti dei veneziani, del nostro Paese e del mondo intero. Non è più possibile permettere che il nostro patrimonio sia nuovamente testimone e vittima di illegalità, arroganza e sopraffazione. Il concetto di bellezza è oramai un concetto di concretezza, una concretezza che ha due parole d’ordine: difendere e valorizzare.

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  • Il futuro di Venezia non passa per le Grandi navi