Una foca monaca avvistata lungo la costa friulana

[12 agosto 2014]

Un turista in kayak nella laguna di Marano, vicino al canale di comunicazione navigabile della laguna col mare aperto non lontano dalla bocca d’Anfora, ha mandato una e-mail al Gruppo Foca Monaca dicendo di aver visto una foca mentre era intento a pescare.

Emanuele Coppola, responsabile del Gruppo Foca Monaca Italia, lo ha subito contattato telefonicamente per raccogliere una descrizione più dettagliata dell’evento: «La persona, che non desidera essere citata, ha raccontato che all’incirca alle ore 14 del 10 Agosto 2014, mentre si trovava da un’ora intento a pescare con grande soddisfazione in quel tratto di laguna, che pur essendo distante più di due chilometri dal mare è particolarmente ricco di orate e altri pesci che sfruttano il movimento delle correnti di marea, ha improvvisamente visto emergere a meno di 15 metri davanti a sé la testa di un animale. Le condizioni di luce estremamente favorevoli e l’assoluta assenza del movimento ondoso, anche perché in quell’ora non vi era praticamente alcun natante in transito nel canale, gli ha consentito di vedere chiaramente la forma tondeggiante della testa e il colore bruno scuro. Dopo pochi istanti l’animale si è immerso lasciandosi sprofondare senza compiere alcuna capovolta né determinare alcun particolare movimento dell’acqua. Dopo alcuni minuti l’evento si è ripetuto a distanza minore, ma questa volta alle spalle dell’osservatore che sentendo un verso e il movimento dell’acqua proprio dietro di sé, ha a malapena avuto il tempo di voltarsi riuscendo a percepire la presenza dell’animale che nuovamente scompariva sotto il pelo dell’acqua».

Il Gruppo Foca Monaca dice che questo nuovo avvistamento, giudicato di attendibilità elevata, «Non è però supportato da alcuna documentazione visiva e quindi non sono possibili ulteriori considerazioni. Vale la pena ricordare che, se pur ormai più volte confermata, la presenza di individui di foca monaca in alto Adriatico è pur sempre un fatto eccezionale ed è per questo necessario mantenere il beneficio del dubbio in questo tipo di segnalazioni, anche perché sono stati registrati alcuni casi di presenza di foche di altre specie provenienti dalle regioni artiche ed entrate nel Mediterraneo attraverso Gibilterra, anche se questi avvistamenti sono finora avvenuti esclusivamente in aree del Mediterraneo Occidentale».

Il Gruppo Foca Monaca rinnova la raccomandazione di riferire sempre e comunque le osservazioni, anche quelle considerate dubbie. I dati saranno sempre considerati con la massima attenzione e contribuiscono a chiarire una situazione che vede la foca monaca protagonista di un clamoroso quanto insperato ritorno in alto Adriatico. Il Gruppo Foca Monaca ricorda le 3 regole d’oro per osservare senza disturbo le foche monache:

Come abbiamo già più volte spiegato il motivo per cui può essere facile avvicinare una foca monaca lungo la costa è legato ad un particolare comportamento in cui l’animale è completamente o parzialmente addormentato; nel primo caso l’animale può essere osservato a terra (spiaggetta o scoglio affiorante), nel secondo caso l’animale galleggia sotto costa, procedendo con lentissimi movimenti alternati a immersioni ripetute ritmicamente.

Rispettando il Vademecum redatto dal Gruppo Foca Monaca si potrà godere della tranquilla curiosità dei simpatici animali e aiutare la ricerca segnalando i preziosi avvistamenti che potrebbero aggiungersi a quelli già rilevati finora nell’Adriatico settentrionale.

1) E’ possibile osservare liberamente l’animale da alcuni metri di distanza, rispettando le indicazioni del delegato di spiaggia e evitando schiamazzi o movimenti bruschi.

2) Vigilare che nessuno si avvicini troppo e soprattutto che nessuno consenta la libera circolazione di animali domestici (soprattutto cani) nelle immediate vicinanze della foca.

3) In caso di avvistamento durante la navigazione è bene rallentare e spegnere il motore della propria imbarcazione e attendere che l’animale si allontani spontaneamente.