Forestale, in piazza a Roma è sceso compatto il fronte a tutela del Corpo

Cresce il dissenso anche nel Pd, dalla commissione Agricoltura si moltiplicano i no

[1 aprile 2015]

Il sostegno dei cittadini italiani alla Forestale, il Corpo che più di altri ha cura della tutela ambientale del nostro Paese, s’è fatto sentire ieri in piazza, a Roma, con un appoggio trasversale come pochi. I forestali stesse, e molte associazioni con loro, hanno manifestato per dire no all’ennesimo taglio che stavolta potrebbe cancellare del tutto questo storico Corpo, fondendolo con altre forze di polizia.

Nonostante il governo di Matteo Renzi continui a sostenere l’ipotesi di questa ingloriosa fine, dal suo stesso partito arrivano forti le richieste di una marcia indietro. In prima fila Ermete Realacci, presidente (Pd) della commissione Ambiente della Camera, ma anche altri; non ultimi i deputati, anch’essi Pd, della commissione Agricoltura della Camera Massimo Fiorio, Luciano Agostini, Susanna Cenni e Alessandra Terrosi. «L’attività svolta fino ad oggi dal Corpo Forestale dello Stato è indispensabile – hanno dichiarato in una nota congiunta – comprendiamo la necessità di una riorganizzazione delle Forze di Polizia ma deve essere assicurato il mantenimento di un nucleo operativo specifico. Il Corpo forestale dello Stato ha garantito, nel corso degli anni, il controllo della qualità dell’intero sistema agroalimentare italiano ed ha rappresentato un presidio efficace contro il dissesto idrogeologico, un fenomeno le cui ricadute negative sono sempre maggiori su tutto il territorio nazionale, e per contrastare i sempre più numerosi reati ambientali che stanno inquinando vaste aree del Paese».

L’Associazione 394, anch’essa presente ieri alla manifestazione romana, punta invece il dito sulle conseguenze che uno scioglimento del Corpo Forestale avrebbe all’interno delle già bistrattate aree protette italiane. Il  Disegno di legge n. 1577 – “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” -, fanno notare dall’Associazione, prevede il  “riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare (…) con riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo nelle altre Forze di polizia”. «Di fatto ciò comporterà la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Un segno evidente di quanto conti l’ambiente per i nostri governanti. E ancor meno le aree protette, dove – sottolinea Elio Tompetrini, presidente dell’Associazione 394 –  la Forestale svolge importantissimi compiti non solo di repressione, ma anche e soprattutto di  prevenzione degli illeciti.  La legge quadro sulle aree protette, la 394 del 1991,  demanda infatti la sorveglianza proprio al Corpo Forestale (salvo il mantenimento dei corpi di sorveglianza autonomi nei parchi storici del Gran Paradiso e dell’Abruzzo, Lazio e Molise) , che in  22 parchi nazionali garantisce l’applicazione di leggi, regolamenti, e dei provvedimenti di tutela emessi dagli Enti di gestione».

L’accorpamento del Corpo forestale alla Polizia indebolirà fortemente la difesa dell’ambiente e non comporterà risparmi per lo Stato – chiosa da par suo Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia, presente con i volontari della Lipu al presidio di Roma – Sciogliere la Forestale  abbasserà i livelli di tutela dell’ambiente e favorirà gli inquinatori, i bracconieri e le ecomafie. Per questo chiediamo al Governo di fermarsi a riflettere e pensare piuttosto a una riforma complessiva, che veda l’accorpamento di tutti i corpi di Polizia, compresi i corpi di Polizia provinciale, i corpi forestali regionali e delle Province autonome, in un unico Corpo di polizia ambientale. Non è in gioco solo la difesa dell’ambiente e della biodiversità ma anche la salvaguardia delle risorse naturali indispensabili per la nostra sopravvivenza e per una buona qualità di vita».