Fracking, la Scozia annuncia la moratoria. Blocco in attesa di ulteriori indagini

[29 gennaio 2015]

Il ministro dell’energia scozzese, Fergus Ewing (Scottish National Party – SNP), ieri ha annunciato una moratoria sulla concessione di autorizzazioni per petrolio e gas non convenzionali in Scozia, intanto  verranno effettuati altri studi ed  una consultazione pubblica effettuata. La decisione arriva qualche giorno dopo che il governo del Regno Unito ha votato contro una moratoria sul fracking.

Il 23 gennaio, dopo la pubblicazione del rapporto Smith Command Paper, Ewing aveva scritto al ministro dell’energia britannico, Ed Davey, chiedendo che il governo centrale non rilasciasse ulteriori licenze in Scozia, dato che questo potere dovrebbe essere devoluto alla Scozia.

Il 26 gennaio la Camera dei Comuni britannica aveva respinto, con 308 voti a 52, un emendamento che chiedeva una moratoria sul fracking, anche se il governo britannico ha deciso di rafforzare le restrizioni sulla fratturazione idraulica, con un divieto assoluto nei parchi nazionali, nei siti di particolare interesse e nelle Secondo la Smith Commission for further devolution of powers to the Scottish Parliament, alla Scozia dovrebbero essere devoluti pieni poteri sul  fracking e dovrebbe ottenere il controllo sulle licenze ed i diritti minerari  onshore.

Intervenendo al Parlamento scozzese, Ewing ha assicurato che «Il governo scozzese si impegnerà in un lavoro supplementare per accrescere la base di conoscenze per il processo decisionale su questo tema» e che il governo avvierà una completa consultazione pubblica sull’estrazione di petrolio e gas non convenzionali; commissionerà una valutazione d’impatto sulla salute pubblica completa; lavorerà ulteriormente per rafforzare le linee guida per la pianificazione; proporrà un ulteriore inasprimento della normativa ambientale.

Ewing ha detto: «Sto annunciando una moratoria sulla concessione di autorizzazioni e sulla pianificazione di tutti i progetti di petrolio e gas non convenzionali, tra cui il fracking. Questa moratoria proseguirà fino a quando il lavoro che ho esposto oggi al Parlamento, compresa  una consultazione pubblica, non sarà completato. Il governo scozzese ha adottato un approccio prudente, tenendo in considerazione le evidenze di base sul  petrolio ed il gas  non convenzionali ed il fracking. Ho ascoltato con attenzione le preoccupazioni sollevate dalle comunità locali e dagli attivisti ambientali. Abbiamo messo in atto robusta normativa ambientale, norme di pianificazione più severe e ci siamo opposti con successo ai piani del governo britannico per mettere fine ai diritti capifamiglia scozzesi di opporsi alla trivellazioni sotto le loro case. Ci rendiamo conto che le comunità locali potrebbero sopportare il peso di eventuali impianti di petrolio e gas non convenzionali, in particolare in termini di aumento del traffico e delle relative emissioni e degli impatti del rumore. Si tratta di questioni che devono essere studiate ulteriormente. Abbiamo ascoltato le legittime preoccupazioni riguardo i possibili impatti negativi. Tuttavia, dobbiamo anche riconoscere che alcuni hanno  una visione diversa e che vedono un’opportunità nell’estrazione di petrolio e gas non convenzionali Non dovremmo mai chiudere le nostre menti alle potenziali opportunità delle nuove tecnologie, ma dobbiamo anche garantire che comunità, le preoccupazioni ambientali e sanitarie non vengano mai semplicemente spazzate via. Questo governo non permetterà che ciò accada e spero che le azioni che ho annunciato oggi saranno ampiamente accolto come proporzionate e responsabili».

L’annuncio del governo autonomo scozzese è stato preso molto male dall’United Kingdom Onshore Operators Group (Ukoog), che rappresenta l’industria del petrolio e del gas onshore, che ha detto che «Questo settore dovrebbe rilanciare l’economia della Scozia». Secondo Ken Cronin, chief executive dell’Ukoog, «La Scozia nei prossimi anni si troverà a dover importare la maggior parte del suo gas dai Paesi meno stabili. Il gas e petrolio onshore potranno portare benefici all’economia scozzese, non solo direttamente, con posti di lavoro creati attraverso l’estrazione di petrolio e del gas, ma anche indirettamente, dato che il petrolio e il gas sono una materia prima essenziale per l’industria chimica in strutture come Grangemouth».), ma il Wwf UK  ha ribattuto che «Il fracking, dovrebbe essere escluso completamente» e il  direttore del Wwf Scotland,  Lang Banks ha sottolineato: «L’opinione pubblica è in maniera schiacciante a favore di forme di energia più pulita e ci sono un insieme di elementi sufficiente per dire che il petrolio ed il gas non convenzionali non sono buoni né per le persone né per il  pianeta».

Il laburista Lewis Macdonald ha detto che il suo partito aveva presentato al Parlamento britannico una serie di condizioni da soddisfare prima di dare il via libero al fracking, «molte delle quali sarebbero sotto la responsabilità della Scozia. Il governo scozzese deve poter fare molto di più se si tratta di rispondere alle preoccupazioni dell’opinione pubblica su questo problema».

Ma il conservatore scozzese Murdo Fraser ha detto che «Il governo dello Scottish National Party  è  più interessato a prendere una  posizione politica che a prendere decisioni basate su prove scientifiche. Il governo scozzese preferisce fare politica che prendere decisioni nel migliore interesse dell’economia scozzese» ed il liberaldemocatico Liam McArthur ha ironizzato: «E’ stato affascinante osservare il Labour ed il SNP cercare di superarsi a vicenda nello scetticismo sul fracking, che entrambi sostengono».

La verde scozzese Alison Johnstone ha accolto con favore la mossa del governo scozzese, ma ha aggiunto: «Una moratoria è solo un ritardo o una sospensione».

Ma un portavoce del Department of Energy and Climate Change del governo britannico  ha  ricordato ai politici che si beccano che «Ogni decisione in merito agli sviluppi dello shale gas che possono verificarsi in Scozia è ed è sempre stata una questione del governo scozzese Il governo scozzese ha il controllo sostanziale delle attività petrolifere e gasiere onshore attraverso i controlli di pianificazione. e la normativa ambientale in quanto questi gli sono sati devoluti. Il governo continua a prendere in considerazione con attenzione le richieste pervenute nell’ambito del 14th onshore licensing round.. Queste includono domande di licenze in Scozia».