Ecco i principi minimi dettati dall’Ue

Fracking e gas di scisti, via libera di fatto della Commissione europea

[22 gennaio 2014]

Oggi la Commissione europea ha adottato una raccomandazione per garantire «l’attuazione di misure appropriate in materia di protezione dell’ambiente e del clima per quel che concerne la tecnica  della fratturazione idraulica su grandi volumi (fracking) utilizzata soprattutto nello sfruttamento del gas di scisto. Questa raccomandazione dovrebbe aiutare tutti gli Stati membri desiderosi di ricorrere a questa tecnica a gestire i rischi ambientali e sanitari e a accrescere la trasparenza riguardo ai cittadini. Introduce anche delle regole del gioco eque per il settore ed offre un quadro più chiaro agli investitori».

La raccomandazione è accompagnata da una comunicazione che esamina le possibilità ed i problemi legati al fracking applicato agli idrocarburi e dice che «questi due documenti si iscrivono nel quadro più globale di un’iniziativa della Commissione mirante a mettere in atto un quadro di azione nei settori dell’energia e del clima con l’orizzonte del 2030».

Insomma, la Commissione Ue ammette che il fracking ha grossi problemi, ma apre alla grande a questa discussa tecnica: una brutta notizia per l’ambiente. Lo stesso commissario Ue all’ambiente, Janez Potočnik, fa l’equilibrista: «Il gas di scisti suscita delle speranze in alcune regioni dell’Europa, ma anche delle inquietudini. La Commissione risponde alle domande di azione formulando dei principi minimi che gli Stati membri sono invitati a seguire per tener conto degli aspetti ambientali e sanitari e dare agli sfruttatori e agli investitori la necessaria previdibilità».

Ecco le raccomandazioni della Commissione che invita in particolare gli Stati membri a: pianificare i progetti e valutare i possibili effetti cumulativi derivanti dalle autorizzazioni; valutare rigorosamente le incidenze sull’ambiente e i rischi associati; vigilare che l’integrità dei pozzi corrisponda alle migliori pratiche; controllare la qualità dell’acqua, dell’aria, dei suoli a livello locale prima dell’avvio delle attività, al fine di evidenziare eventuali cambiamenti e di evitare i rischi emergenti; limitare le emissioni atmosferiche, comprese le emissioni dio gas serra, dalla captazione del gas; informare l‘opinione pubblica sui prodotti chimici utilizzati nei diversi pozzi; vigilare che gli sfruttatori applicano le buone pratiche durante tutta la durata del progetto.

La Commissione assicura che «continuerà a facilitare gli scambi di informazione con gli Stati membri, l’industria e le organizzazioni della società civile per quel che riguarda la performance ambientale dei progetti relativi al gas di scisto».

Gli Stati membri dell’Ue vengono invitati ad applicare questi principi entro 6 mesi a partire dal dicembre 2014 e a informare ogni anno la Commissione sulle misure che hanno messo in atto. La Commissione assicurerà il controllo dell’applicazione delle raccomandazioni attraverso un meccanismo accessibile al pubblico che permetterà di paragonare le situazioni nei diversi Stati membri, ed esaminerà entro 8 mesi l’efficacia di questo approccio.