«Domani saremo ciò che stiamo pensando oggi»

Francesco Minucci, un fotografo “ambientalista” al Festival internazionale di Roma

[13 novembre 2013]

Nell’ambito della XII edizione di Fotografia – Festival Internazionale di Roma, si apre il 14 novembre, nello spazio espositivo di Officine Fotografiche “Today-Tomorrow” la mostra personale del fotografo grossetano Francesco Minucci, un’iniziativa che si protrae fino al 13 dicembre e che vede la collaborazione di Legambiente e Il Frantoio di Capalbio.

Saranno i viaggi immaginari nel tempo, dal presente a un futuro simbolico di ciò che sarà, il leit-motiv della mostra fotografica. Proprio la trasformazione dall’oggi al domani che dà il titolo alla mostra, “Today-Tomorrow”, che si accosta al tema dell’ambiente che cambia per l’assenza d’attenzione. Nelle foto sono rappresentati uomini dai volti trasformati in una maschera a gas, o mutati in una sorta di ibridi burattini dal volto d’elefante, o ancora elementi naturali che avvolgono esseri umani.

«Le fotografie di Minucci – spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente – ci obbligano ad aprire menti e sentimenti verso quel legame ineludibile e contraddittorio tra Today e Tomorrow».

Minucci riassume tutto in una frase: «Domani saremo ciò che stiamo pensando oggi».

In linea con il tema del Festival di quest’anno, “vacatio” – sospensione, assenza – Francesco Minucci mette in scena dei viaggi immaginari nel tempo, dal presente verso un futuro in cui è simbolicamente rappresentato ciò che vivremo come conseguenza di un’assenza che oggi viviamo. Una serie di dittici fotografici si apriranno davanti lo spettatore come narrazioni in cui all’ “oggi” si affianca il “domani”. Ogni dittico racconta una trasformazione, una causa-effetto che ha nell’assenza il cardine. In composizioni scenografiche, dove ogni dettaglio è minuziosamente curato dall’autore stesso, Minucci pone una serie di ipotetiche situazioni in cui uomo e ambiente vivono in un dato equilibrio, soggetto ad una trasformazione che per certi versi potrebbe trattarsi di una sopraffazione di uno dei due elementi sull’altro, ma allo stesso modo si potrebbe trattare di un incontro, una sorta di abbraccio reciproco che si manifesta nell’ “oggi” come nel “domani”.

Il tema della “vacatio”, della mancanza, in Today-Tomorrow viene accostato al tema attuale della modificazione dell’ambiente a causa dell’assenza d’attenzione, sensibilità e precauzione che oggi abbiamo verso l’ambiente a noi circostante. L’assenza nel presente è il filo conduttore di tutti i dittici, reale protagonista degli scatti in cui oggetti e dettagli diventano contorno, le quinte di una scena il cui fatto scatenante si posiziona nella linea di confine tra i due momenti.

Mettere a fuoco quest’attuale invisibile assenza è dunque lo scopo ultimo dell’autore e chiave di lettura di ogni dittico in cui si vedranno uomini dai volti trasformati in una maschera a gas, o mutati in una sorta di ibridi burattini dal volto d’elefante, elementi naturali che avvolgono esseri umani, manager fieri davanti ad un mucchio di spazzatura.