Velo: siano modello sviluppo per autosufficienza

Galletti: «Le isole minori laboratorio di sostenibilità»

Coordinamento Free: territori ideali per programmare e attivare buone pratiche ambientali

[5 maggio 2016]

Isole

Il convegno “Isole  minori, possibili avanguardie della transizione energetica”, organizzato dal Coordinamento Free (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), una coalizione  che raccoglie 25 Associazioni, ha sottolineato che «Lo scenario energetico delle piccole isole sta cambiando: da residui del sistema fossile de secolo scorso stanno diventando l’avanguardia della transizione energetica. Questa mutazione, in atto in molte parti del mondo, vedrà un’accelerazione in Italia nei prossimi anni grazie a nuove norme in via di adozione». L’iniziativa ha voluto rappresentare  «un’opportunità per comprendere quali ostacoli ancora permangono, ma soprattutto quali opportunità si aprono nello scenario di decarbonizzazione» e c’è riuscita, almeno a giudicare dalla qualità degli interventi e dei protagonisti politici introdotti da Francesco Ferrante,  del Coordinamento Free e del Kyoto Club.

Introducendo i lavori, il presidente del Coordinamento Free, Gianni Silvestrini, ha detto che «Le isole, per le loro peculiarità, rappresentano il territorio ideale per programmare e attivare buone pratiche ambientali che possono diventare preziose soluzioni “di sistema” per il raggiungimento degli obiettivi energetici».

In una nota a conclusione del convegno il ministero dell’ambiente, che ha ospitato l’iniziativa, sottolinea: «Dalla gestione dei rifiuti all’energia, dall’elettricità alla gestione idrica fino ai trasporti,  le isole minori come avanguardie della transizione energetica verso la decarbonizzazione» e aggiunge: «Tra le proposte avanzate nel corso del dibattito, la possibilità di attivare misure di riduzione degli sprechi, come l’uso di distributori pubblici di acqua potabile, ma anche di bevande alla spina e detersivi, o la vendita sfusa di prodotti. Si è parlato anche di veicoli elettrici, bike e car- sharing per ridurre traffico e inquinamento,  cosi come di autosufficienza energetica attraverso le fonti alternative».

Maurizio Pernice, direttore generale per il clima e l’energia del ministero dell’ambiente, ha evidenziato come «Le soluzioni standard nelle isole, pensiamo innanzitutto ai rifiuti ma anche alle auto che invadono le isole nella stagione estiva, abbiano segnato pienamente la loro impraticabilità e la loro insostenibilità nel medio-lungo termine, diventando un rischio per la qualità ambientale e la valorizzazione turistica. Servono soluzioni nuove per migliorare la qualità della vita delle persone e quella ambientale dei territori, nell’ottica dell’economia circolare e delle energie rinnovabili».

Secondo il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, «Le isole minori italiane, perle di biodiversità, devono poter essere anche veri laboratori di sostenibilità. Per questo motivo il ministero vuole essere catalizzatore di un confronto tra livelli istituzionali, per individuare quelle sperimentazioni che possono creare nuove opportunità nelle piccole isole e insieme rappresentare un modello esportabile a livello nazionale. Il negoziato della Cop21 ha messo in evidenza il ruolo fondamentale delle piccole isole: nella prospettiva nazionale, anche quelle italiane possono e devono svolgere un ruolo centrale».

Portando il suo saluto al convegno la sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, ha sottolineato che «Per caratteristiche geografiche, ambientali ed economiche, le isole minori possono diventare un vero e proprio modello di sviluppo per arrivare all’autosufficienza energetica e al superamento dell’uso dei combustibili fossili. Il ministero si è già impegnato in questo senso, finanziando negli anni attraverso il bando Isole Minori progetti su rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile. E anche sul fronte della cooperazione internazionale, l’Italia sta dando un contributo allo sviluppo energetico dei piccoli stati insulari, con un pacchetto di azioni in linea con quanto stabilito nella Conferenza di Parigi».