Fino all’ultimo bambino: 385 milioni di piccoli vivono in povertà estrema. Un milione in Italia (VIDEO)

Ogni anno, quasi 6 milioni muoiono per malattie curabili. 60 milioni non vanno a scuola.

[17 ottobre 2016]

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Dal 1990 il numero di bambini sotto i 5 anni che muore per cause prevenibili e curabili è dimezzato e dal 2000 il numero di bambini che non vanno a scuola è sceso del 42%. Buone notizie, ma il quadro resta drammatico: nonostante questi progressi milioni di bambini sono ancora esclusi dall’accesso alla salute e all’educazione a causa delle condizioni di povertà, disuguaglianza e discriminazione. Save The Children, che oggi ha presentato il suo rapporto “Fino all’ultimo bambino”  sottolinea che «Gli ultimi 15 anni hanno dimostrato che l’impegno della comunità internazionale nei confronti delle grandi sfide del Millennio ha prodotto i suoi risultati. I tassi di povertà, fame e mortalità infantile sono stati dimezzati, è migliorato l’accesso ai servizi di base e all’istruzione. Tuttavia abbiamo visto che il cambiamento non ha prodotto ovunque gli stessi risultati. Tanti gruppi – e tanti bambini – sono stati esclusi dai processi in corso, e non hanno ancora accesso alle cure sanitarie, a una nutrizione quantitativamente e qualitativamente sufficiente, a una buona istruzione. In molti casi si tratta di persone discriminate per via del genere, della religione, per il solo fatto di esser nati in contesti di crisi o per appartenere a un’etnia diversa».

Le cifre del rapporto di Save The Children restano sconvolgenti: «385 milioni di bambini sotto i 13 anni vivono in povertà estrema e altrettanti sono discriminati a causa della loro religione, etnia, disabilità, genere».

L’Ong internazionale che difendi i diritti dei bambini sottolinea che «Milioni di bambini in Italia e nel mondo sono stati lasciati indietro. Sono i bambini senza un domani. I più poveri tra i poveri, senza lo stretto necessario per vivere e crescere. La povertà e il divario sociale, con i fenomeni ad essi collegati, sono problematiche che non riguardano solo Paesi poveri ed economie emergenti. Nei Paesi ad alto reddito la crescita economica ha permesso un generale miglioramento dei livelli di benessere, tuttavia nell’Unione Europea circa il 27% dei minori è a rischio di povertà e di esclusione sociale».

Nei Paesi industrializzati dell’Ocse ci sono 30 milioni i bambini che vivono in povertà .

In Italia, «Oltre 1 milione di bambini vive in povertà assoluta, senza il necessario per crescere e senza opportunità educative, mentre oltre 2 milioni vivono in povertà relativa. Nel nostro Paese, un bambino su 10 non può permettersi abiti nuovi mentre 1 su 20 non riceve un pasto proteico al giorno. 1 su 10 deve rinunciare ad abiti nuovi.».

In questo mondo globalizzato dove le ineguaglianze aumentano,  6 milioni di bambini ancora oggi muoiono per cause prevenibili e curabili, circa 16 mila al giorno . Un bambino su 4 sotto i 5 anni è colpito da malnutrizione cronica e la  malnutrizione è la concausa del 50% delle morti al di sotto del quinto anno di vita.

Sono 60 milioni i minori tra 6-11 anni che non vanno a scuola, bel 58 milioni di questi nei Paesi più poveri. Banbini ai quali viene letteralmente negata ogni possibilità di avere un futuro .

Il 2030 è la data entro cui la comunità internazionale dovrà essere in grado di azzerare questi numeri, senza lasciare nessuno indietro. Save The Children ricorda che «Per questo l’Agenda 2030, lanciata lo scorso anno dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a differenza della precedente si applica a tutti gli Stati che l’hanno sottoscritta, con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro e raggiungere, per primi, proprio i gruppi che vivono in condizioni più svantaggiate. Le grandi sfide dell’ultimo secolo hanno  messo alla luce quanto il raggiungimento degli obiettivi individuati resti particolarmente critico per le realtà colpite da crisi. L’Agenda 2030 pone l’accento anche su questo aspetto, e invita gli Stati a farsi promotori di interventi volti a rendere i Paesi più resilienti per garantire, anche in contesti di crisi, l’accesso ai servizi essenziali».

Per accelerare il percorso verso gli Obiettivi 2030, con la campagna globale Fino all’ultimo bambino Save the Children  chiede ai leader mondiali e al governo italiano di impegnarsi a raggiungere tre garanzie: Finanza equa – e cioè il finanziamento sostenibile e l’accesso gratuito ai servizi essenziali. Trattamento Equo – inteso come la rimozione delle barriere e delle forme di discriminazione nell’accesso ai servizi.  Accountability – e cioè maggiore trasparenza e partecipazione dei gruppi più esclusi.

 

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