Altro che vittoria italiana, stanotte «il diritto d’asilo in Ue ha subito un durissimo colpo»

Frassoni (Verdi europei): «Nonostante i declami e i pugni sul tavolo all’Italia resta il contentino di vaghe promesse, e la riforma di Dublino oggi è più lontana che mai. Il cattivismo non paga»

[29 giugno 2018]

Il diritto d’asilo in Europa ha subito un durissimo colpo: grazie alle decisioni prese da capi di stato e governo spinti da calcoli elettorali più che dal rispetto per i diritti umani, il Consiglio europeo ha posto ulteriori limiti alla possibilità di richiedere asilo sul suolo europeo.

Nonostante i declami e i pugni sul tavolo, all’Italia resta il contentino di poche, vaghe promesse. Le proposte del Consiglio si concentrano su più hotspot in Europa, nuovi hotspot in Africa, difesa delle frontiere esterne e lotta ai movimenti secondari tra Stati membri, decisione quest’ultima che va esattamente contro l’interesse del nostro paese, così come quella per il mantenimento a tutti gli effetti del regolamento di Dublino. Proprio la riforma di Dublino dovrà essere approvata all’unanimità e non più a maggioranza, come previsto dai Trattati: anche questa è una cocente sconfitta per l’Italia.

Accettando il senso di “responsabilità” dei singoli Stati membri e di cooperazione tra “volenterosi”, l’Europa rinuncia a soluzioni comunitarie e avvalla il menefreghismo di alcuni paesi, tra cui Francia e i cinque di Visegrad, veri trionfatori della scorsa notte. Se l’obiettivo è costruire delle mini Guantanamo alle frontiere dell’Unione, allora si tratta dell’ennesima picconata al progetto europeo.

Questa soluzione non è una soluzione: l’unico modo per gestire in modo razionale, efficace e umano la questione dei migranti è la solidarietà e la ripartizione automatica secondo criteri obiettivi e tenendo conto della situazione dei richiedenti asilo, ossia riformare Dublino secondo le linee guida del Parlamento europeo. Questa riforma, però, proprio oggi è più lontana che mai: il cattivismo non paga.

Inoltre, il tentativo di ritardare le conclusioni in corso riguardo l’accordo sull’Eurozona, dimostrano che il neo premier Conte sa perfettamente di essere rimasto solo con un pugno di mosche in mano.

di Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei