Bombardamento dell’ospedale in Afghanistan, MSF: «Disgustati dal governo afghano»

Chiesta un’inchiesta internazionale indipendente. Un'ammissione di un crimine di guerra

[5 ottobre 2015]

MSF

L’incredibile bombardamento dell’ospedale di Médecins Sans Frontières a Kunduz, in Afghanistan, che ha ucciso 12 operatori sanitari e 10 pazienti, fa i quali 3 bambini, sembrerebbe avvenuto nel momento meno opportuno, proprio quando gli Usa e i loro alleati occidentali ed arabi accusavano la Russia di bombardare anche obiettivi civili in Siria. Ma tra gli operatori sanitari ed umanitari in Afghanistan comincia a serpeggiare il dubbio che il bombardamento di Kunduz non sia uno sbaglio, ma che sia avvenuto con il lucido proposito di allontanare testimoni scomodi, come i medici e gli infermieri di MSF, da un’area nella quale l’esercito afghano e gli Usa stanno scatenando un’offensiva sanguinosa e senza esclusione di colpi contro i talebani che si erano impadroniti di Kunduz.

Christopher Stokes, direttore generale, Medici Senza Frontiere, non ci sta e ha detto che «MSF è disgustato dalle recenti dichiarazioni provenienti da alcune autorità governative afghane che giustificano l’attacco al suo ospedale a Kunduz. Queste dichiarazioni implicano che le forze afghane e statunitensi che lavorano insieme abbiano  deciso di radere al suolo un ospedale perfettamente funzionante -. con più di 180 dipendenti e  pazienti all’interno – perché sostengono che erano presenti membri dei talebani. Ciò equivale ad  un’ammissione di un crimine di guerra. Questo contraddice completamente i tentativi iniziali del governo degli Stati Uniti di minimizzare l’attacco come “danni collaterali”. Non ci può essere alcuna giustificazione per questo attacco abominevole sul nostro ospedale che ha provocato la morte di operatori di MSF mentre lavoravano e di pazienti mentre giacevano nei loro letti. MSF ribadisce la sua richiesta di una piena un’indagine internazionale trasparente e indipendente».

MSF è convinta che sia stato commesso un crimine di guerra e per questo chiede che le indagini sull’attacco all’ospedale vengano condotte da un organismo internazionale indipendente perché «Basandosi solo su un’indagine interna da una delle parti in conflitto sarebbe del tutto insufficiente».

Stokes respinge le accuse degli afghani fatte trapelare anche dagli statunitensi: «Non un solo membro del nostro staff aveva riportato alcun combattimento all’interno dell’ospedale di MSF prima della attacco aereo degli Stati Uniti di sabato mattina. L’ospedale era pieno di personale di MSF, di pazienti e dei loro assistenti. Vi si trovavano i 12 operatori di MSF e i 10 pazienti, tra cui tre bambini, che sono stati uccisi durante l’attacco. Ribadiamo che l’edificio principale dell’ospedale, dove il personale medico si prendeva cura dei pazienti, è stata ripetutamente e con estrema precisione ha colpito nel corso di ogni raid aereo, mentre il resto del compound è stata lasciata per lo più intatto. Condanniamo questo attacco, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario».