Catalogna: petizione per il ritiro della Guardia Civil alloggiata sulle navi Moby Lines e GNV

Appello a Delrio, Onorato e Vacchi. Più di 4.000 agenti di polizia su navi battenti bandiera italiana

[5 ottobre 2017]

Mentre la crisi pre e post referendum per l’indipendenza della Catalogna si inasprisce ancora di più dopo l’improvvido, sconsiderato e provocatorio intervento di Re Felipe VI di Spagna, che ha fatto arrabbiare anche i catalani più tiepidi verso la secessione, ad essere presa di mira è soprattutto la presenza della Guardia Civil della quale si chiede a gran voce il ritiro e che, come rivelato tra i primi da greenreport.it è in gran parte alloggiata su traghetti noleggiati in Italia dl governo spagnolo pochi giorni prima ed evidentemente in previsione di quello che poi si è rivelato un brutale tentativo di impedire con la forza un referendum considerato incostituzionale.

Ora su Change.org è stata pubblicata una petizione diretta a Grandi Navi Veloci s.p.a., Moby s.p.a., al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, all’armatore Vincenzo Onorato (Moby/Toremar), noto per la sua avventura velica in Coppa America con Mascalzone Latino, e all’amministratore delegato di Grandi Navi Veloci Giovanni Battista Vacchi.

Nella petizione “Ritiro delle forze di polizia alloggiate nelle imbarcazioni battenti bandiera italiana attraccate nei porti della Catalogna – Retirada dels policies allotjats als vaixells d’estat amb bandera italiana als ports de Catalunya” si legge:

Lo scorso 1 ottobre, i corpi di polizia dello Stato spagnolo hanno perpetrato atti di violenza contro gli elettori catalani chiamati alle urne per il referendum di autodeterminazione della Catalogna. Nel corso della giornata la Guardia civile e la Polizia nazionale hanno posto in essere una repressione sproporzionata, vulnerando diritti, libertà civili, sessuali e politiche, individuali e collettive, dei cittadini catalani, determinando, di fatto, una situazione di stato di eccezione.

La repressione delle forze di polizia contro il referendum ha determinato un bilancio di 844 persone ferite, due delle quali in grave stato. Uno dei feriti gravi è stato ricoverato per ferite all’occhio prodotte da proiettili di gomma; l’altro è stato colpito da infarto mentre i corpi di sicurezza caricavano contro la propalazione indifesa.

Gran parte delle unità dispiegate in Catalogna alloggiano in tre navi che il governo spagnolo ha inviato per impedire il referendum, navi attraccate nei porti di Barcellona e Tarragona dal 20 settembre. Il “Rhapsody”, una nave commerciale della compagnia Grandi Navi Veloci, con capacità pari a 2448 passeggeri, aveva annunciato scalo a Barcellona fino al 4 ottobre, come il “Moby Dada” (ora conosciuto come l’imbarcazione di Titti il canarino) che appartiene alla flotta della compagnia Mobyline. A Tarragona la nave commerciale “GNV Azzurra”, continua anch’essa a stazionare in porto. Si è appreso che le imbarcazioni intendono prolungare la loro permanenza fino al giorno 11 ottobre.

La violenza non può mai essere uno strumento della politica e, dopo le azioni di polizia del 1 ottobre, si fa sempre più evidente l’assenza di giustificazione della massiccia presenza dei corpi di sicurezza spagnoli in Catalogna. Per tali ragioni, chiediamo alle compagnie navali Grandi Navi Veloci e Moby, così come al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del Governo italiano, Graziano Delrio, di recedere immediatamente dagli accordi con lo Stato spagnolo che consentono di alloggiare nei porti catalani più di 4000 agenti di polizia in navi battenti bandiera italiana. Tali accordi danneggiano l’immagine internazionale delle compagnie e del Governo italiano, facendoli apparire conniventi con la brutale repressione poliziesca subita dai cittadini catalani, che ha meritato la condanna unanime dell’opinione pubblica italiana, europea e internazionale.