Gambia: colpo di Stato (purtroppo ) fallito

[30 dicembre 2014]

Stamattina un gruppo di uomini armati ha attaccato il palazzo presidenziale a Banjul la capitale del minuscolo Stato del Gambia, un’enclave anglofona (ma il dittatore ha deciso che l’inglese non sarà più lingua ufficiale) nel Senegal francofono, retta con un pugno di ferro  che sconfina nella follia e nella bizzarria sanguinaria dal presidente Yahya Jammeh,  che al momento del tentato golpe era in Francia, non si capisce se per affari privati o per motivi di Stato.

Il 2014 poteva quindi finire con la caduta di un altro tiranno africano dopo quella di Blaise Compaoré in Burkina Faso, ma purtroppo i soldati fedeli a Yahya Jammeh hanno opposto resistenza ed alla fine hanno sconfitto i golpisti.

Secondo All Africa, «La circolazione verso la capitale Banjul sarebbe stata paralizzata per questa situazione caotica. Le installazioni  di sicurezza, il porto, l’aeroporto, la prigione di Mile Two ed altre caserme sarebbero passate nelle mani degli ammutinati. Cinque soldati lealisti sarebbero stati uccisi dai golpisti ed una dozzina di altri feriti».  Ma durante i combattimenti sarebbe stato ucciso anche il leader dei golpisti, Lamin Sanneh.

Le Figaro, che cita fonti diplomatiche, dice che Alla fine il colpo di Stato è fallito ed i soldati fedeli alla dittatura stanno riprendendo il controllo di Banjul.

Fonti del regime gambiano confermano che  «Degli individui armati, alcuni dei quali fanno parte della guardia presidenziale, hanno attaccato il palazzo presidenziale a Banjul, la capitale, intorno alle 3,00. L’attacco è stato respinto».

Il servizio stampa di Yahya Jammeh – che controlla e da la linea a tutti i media del Gambia –  non ha dato fino ad ora informazioni sul numero delle vittime del tentativo di golpe né su come le truppe lealiste abbiano sconfitto i ribelli.

Comunque se anche nella Gambia oppressa da  Yahya Jammeh si materializza il fantasma del Burkina Faso e di Thomas Sankara, i tiranni africani, che vedono i loro popoli in piazza e ascoltano l’impaziente rumore di sciabole dei militari prima fedeli, non passeranno certo una buona fine 2014 ed un buon principio di 2015.