Germania: niente coalizione Giamaica. Salta l’accordo tra Verdi, Csu/Csu e Fdp

I liberali rovesciano il tavolo su carbone, politiche sociali e migranti. Verso elezioni anticipate?

[20 novembre 2017]

Il risultato delle elezioni tedesche sembra aver consegnato la Germania all’ingovernabilità e forse a elezioni anticipate: dopo che il Sozialdemokratische Partei Deutschlands (Spd)ha escluso ogni possibilità di una nuova Große Koalition con la Christlich Demokratische Union Deutschlands (Cdu) di Angela Merkel e i suoi alleati bavaresi della Christlich-Soziale Union in Bayern (Csu)   era iniziata una complicata ed estenuante trattativa tra Cdu/Csu, Bündnis 90/Die Grünen (Verdi) e Freie Demokratische Partei (Fdp – liberali) per realizzare quella che già durante la campagna elettorale veniva data come il risultato più probabile: un’alleanza Giamaica (nero per Cdu/Csu, giallo per la Fdp e verde per i Grünen), visto che un’alleanza con il partito della neodestra xenofoba di Alternative für Deutschland (AfD) viene escluso da tutte le forze politiche tedesche.

Ma stanotte la trattativa è saltata e il no della Fdp ha fatto ammainare la bandiera della Giamaica dal Bundestag, il Parlamento tedesco de l’Afd ha subito chiesto le dimissioni della cancelliera Merkel che, se si andrà a nuove elezioni, potrebbe non essere più la candidata di Cdu/Csu.

Il leader della Fdp, Christian Lidner ha detto: «Abbiamo riscontrato che i quattro interlocutori non hanno un’idea comune della modernizzazione del Paese. Non accusiamo nessuno di sostenere i propri principi, ma non devono farlo nemmeno con noi . E’ meglio non governare che governare in modo sbagliato».  

I Verdi avevano fatto un sofferto referendum interno per capire se potevano partecipare alla coalizione giallo.nero.verde, ma avevano anche sempre detto che la loro  partecipazione era condizionata dal progresso dei loro progetti principali in un piano di 10 punti che riguardavano anche l’uscita della Germania dal carbone e la politica sui migranti, temi molto ostici per Fdp e Csu. Stanotte, abbandonando la sede dei colloqui per la coalizione Giamaica,  i rappresentanti dei Verdi, Katrin Göring-Eckardt e Cem Özdemir,  hanno dichiarato che la coalizione Giamaica si è rivelata un fallimento «Sebbene un accordo fosse stato possibile».

La Göring-Eckardt e Özdemir dicono che «Dopo quattro settimane passate a cercare un’intesa, la Fdp ha dichiarato di voler rompere le trattative. Per la Cdu/Csu e per noi questo annullamento è stato molto sorprendente, dato che abbiamo visto fino alla fine di questi difficili negoziati la possibilità di trovare un accordo. Abbiamo avuto il mandato elettorale per negoziare una coalizione di maggioranza che affrontasse in circostanze difficili le grandi questioni del futuro: la protezione del clima, l’educazione e la digitalizzazione, una politica dei rifugiati umana e ordinata, una sicurezza sociale moderna, una politica estera basata sui valori».
Secondo i Verdi in una trattativa come questa nessuno poteva pensare di imporre il 100% delle sue politiche e dei suoi programmi: «Sappiamo che una tale coalizione può funzionare solo se tutti sono disposti a fare concessioni sostanziali» e  i Grünen  avevano rinunciato a molti dei loro obiettivi per permettere la nascita della coalizione Giamaica, con il rischio di perdere molti consensi a sinistra verso Die Linke.  Ma alla Fdp non è bastato e i liberali hanno rotto proprio su istruzione, energia, immigrazione e facendo un elogio del neoliberismo che sarebbe stato messo in discussione dalle politiche sociali contenute nell’accordo Giamaica.

Ora Göring-Eckardt e Özdemir dicono sconsolati: «Dobbiamo prendere atto che la Fdp non era pronta per questo. Ci dispiace, il nostro Paese ha bisogno di un governo stabile ed efficace e anche responsabile per quanto riguarda l’Europa. Vorremmo ringraziare tutti per la grande fiducia e l’ampio supporto datoci in questo difficile processo. Discuteremo degli ulteriori progressi nelle commissioni di domani e al nostro congresso di partito sabato».

La rottura sembra avvenuta su temi ambientali e sui migranti, con la Fdp che fa l’occhiolino sia alle grandi industrie fossili che all’elettorato dell’Afd e i Verdi che non hanno mollato sul ricongiungimento familiare e sul fissare una data per una graduale uscita dal carbone, anche se più lenta di quella che prospettavano. I Verdi si facevano forti sia dei risultati della Cop23 Unfccc di Bonn che della decisione Ue di abbandonare gradualmente il carbone, che di uno studio ARD-Hauptstadtstudios secondo il quale la Germania potrebbe sostenere senza problemi (e l’economia ne avrebbe bisogno) 200.000 rifugiati all’anno, cifra superata solo in 5 anni da quando c’è stata la riunificazione.

Alla fine la Csu si era convinta, ma a quel punto la Fdp ha rovesciato il tavolo della coalizione Giamaica.