Gli accordi mondiali sui migranti e i rifugiati devono tener conto della protezione dei bambini

Appello dell’Unicef ai leader mondiali: i bambini a rischio xenofobia e tratta

[1 dicembre 2017]

Dal 4 al 6 dicembre i terrà a Puerto Vallarta, in Messico, si terrà il  summit Global Compact for Migration  che rappresenta una tappa importante in vista della redazione del Patto mondiale per le migrazioni sicure, ordinate e regolari, uno storico accordo intergovernativo che dovrebbe riguardare tutti gli aspetti delle migrazioni internazionali. I leader mondiali dovrebbero così finalmente cominciare ad accordarsi su impegni politici e finanziari conformi alla Dichiarazione di New York sui rifugiati e i migranti e alla Convenzione sui diritti del bambino.

Anticipando il summit messicano, l’Unicef ha presentato  il rapporto “Beyond borders”  che ha come obiettivo quello di fare in modo che gli accordi mondiali sulle migrazioni e i rifugiati aiutino anche i bambini sradicati dal loro luogo di nascita.  Il rapporto presenta le migliori buone pratiche in materia di  cura e protezione dei bambini rifugiati e migranti e fornisce esempi concreti di governi, partnership della società civile e di comunità di accoglienza che lavorano per sostenere e integrare i bambini migranti e le loro famiglie.

Nel mondo ci sono 50 milioni si bambini profughi e 28 milioni tra loro hanno dovuto scappare dalle loro case a causa di una guerra. nel 2015 -2016 hanno fatto domanda di asilo in 80 Paesi 200.000 bambini non accompagnati.  Nel 2015 . 2016 sono stati fermati alla frontiera tra Messico e Usa 00.000 bambini non accompagnati. I bambini rappresentano circa il 28% delle vittime della tratta di esseri umani in tutto il mondo. L’Africa sub sahariana, l’America centrale e i Caraibi sono le aree che hanno le più alte percentuali di bambini tra le vittime della tratta: rispettivamente il 64% e il 62%.

Ted Chaiban, direttore dei programmi dell’Unicef, è convinto che «Il leader e i decisori dei diversi Paesi che si riuniranno a Puerto Vallarta potranno cooperare per garantire la sicurezza dei bambini durante le migrazioni. Il nostro nuovo rapporto dimostra che è possibile, anche in Paesi che hanno pochi mezzi, mettere in atto delle politiche, dei servizi e degli investimenti che sostengano effettivamente i bambini rifugiati e migranti dai  loro Paesi d’origine al loro passaggio dalle frontiere e fino al loro arrivo a destinazione».

I bambini rifugiati e migranti sono particolarmente vulnerabili di fronte alla xenofobia e ai maltrattamenti, allo sfruttamento sessuale e al mancato accesso ai servizi sociali. E’ quindi necessario attuare  politiche che li proteggano lungo tutto il loro viaggio. Il rappirto Unicef presenta degli esempi d riusciti in tutto il mondo, tra i quali la messa in opera di norme di protezione minimali che si applicano ai bambini rifugiati in Germania, dei sistemi di protezione dei bambini alle frontiere dei Paesi dell’Africa Occidentale, le alternative alla detenzione dei bambini migranti attuate dallo Zambia.  Tra gli altri Paesi citati dal rapporto figurano l’Afghanistan, gli Usa, l’Italia, la Giordania, il Libano, l’Uganda, il Sud Sudan e il Vietnam  L’Unicef dice che «Queste iniziative possono tutte essere riprodotte in contesti differenti e apportare un chiarimento utile alle misure basate sui bambini  e per i cambiamenti delle politiche a livello nazionale, regionale e mondiale che saranno decisi nel quadro del Global Compact for Migration».

Le rapporto presenta anche il programma di azione in 6 punti dell’Unicef  che sarà la base per le politiche miranti a proteggere i bambini rifugiati o migranti e ad assicurare il loro benessere: 1. Proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolare i bambini non accompagnati, dallo sfruttamento e dalla violenza. 2. Mettere fine alle detenzione degi bambini che cercano di ottenere lo status di rifugiati o di migrare, mettendo in atto diverse soluzioni pratiche alternative. 3. Preservare l’integrità delle famiglie: il miglior modo per proteggere i bambini e dare loro uno status giuridico. 4. Proseguire l’educazione di tutti i bambini rifugiati e migranti  e dar loro accesso ai servizi sanitari e ad altri servizi di qualità. 5. Esigere delle misure di lotta contro le cause profonde dei movimenti di rifugiati e migranti su grande scala. 6. Promuovere delle misure di lotta contro la xenofobia, la discriminazione e la marginalizzazione nei Paesi di transito e di destinazione.