Immigrati, la percezione irreale degli italiani: crediamo che siano dal doppio a 6 volte in più di quel che sono

Come la propaganda politica xenofoba ha modificato la realtà dei fatti e delle cifre, spiegate dall'Istituto Cattaneo

[28 agosto 2018]

Secondo l’ultima analisiImmigrazione in Italia: tra realtà e percezione” dell’Istituto Cattaneo gli italiani sono il popolo europeo che ha la percezione più errata del reale peso dell’immigrazione. L’Istituto mette i piedi nel piatto della discussione politica e ricorda che «l’immigrazione è stato un tema centrale durante la scorsa campagna elettorale ed è rimasto al centro della discussione pubblica anche nei mesi successivi, dopo la nomina del governo Conte. Sicuramente, si è trattato di una tematica che ha contribuito al successo elettorale della Lega e sulla quale lo stesso Matteo Salvini – come si è visto nelle ultime settimane – ha impostato la propria agenda di governo (e di comunicazione) come ministro dell’Interno».

Disegnato il (preoccupante) quadro politico il rapporto evidenzia che «però, su questo argomento i dati a disposizione dell’opinione pubblica sono spesso frammentari e talvolta presentati in maniera “partigiana”, stiracchiandoli da una parte o dall’altra in base agli interessi dei partiti. Il che contribuisce spesso a proiettare un’immagine distorta della realtà del fenomeno migratorio in Italia, dove le percezioni contano più dei dati concreti».

È “l’arma di distrazione di massa” denunciata da molti, e l’analisi del Cattaneo ha il pregio e il coraggio di fare quello che non fa molta “informazione”: scavare nei dati per capire quanto pesa questa possibile distorsione tutta politico/propagandistica nel caso italiano, confrontandola con come viene percepito il fenomeno migratorio negli altri paesi dell’Unione Europea.

Non ci è voluto nemmeno molto: l’Istituto Cattaneo ha analizzato i dati di Eurobarometro (pubblicati più volte anche da greenreport.it) riguardanti la percezione dei cittadini sulla presenza di migranti in ciascuno degli Stati-membri dell’Unione europea. La domanda rivolta agli intervistati era: «Per quanto ne sa Lei, qual è la percentuale di immigrati rispetto alla popolazione complessiva in Italia?».  All’Istituto Cattaneo precisano che «in questo sondaggio, per “immigrati” si intendono soltanto le persone nate fuori dai confini dell’Unione Europea e che attualmente risiedono legalmente nel nostro paese», ma il quadro rimarrebbe valido considerando anche gli irregolari (visto che la loro presenza è stimata per il nostro Paese in 491mila persone nel 2017, ovvero solo il 9,7% della popolazione straniera residente).

Ne è venuto fuori un dato sconfortante che ci parla della riuscitissima manipolazione dell’opinione pubblica in corso: «In Europa gli italiani sono quelli che più sovrastimano il fenomeno immigrazione. infatti, gli italiani pensano che sia più alta la percentuale di immigrati presenti nel proprio Paese, circa il 18% in più rispetto al dato reale. Rispetto ad una media europea del 57%, sono invece il 74% gli intervistati italiani dall’Istituto Cattaneo convinti che gli immigrati peggiorino la situazione della criminalità. Gli italiani considerano più degli altri che una maggiore immigrazione comporti una riduzione dell’occupazione. E’ il 58% sul totale, mentre la media europea è al di sotto del 41%. Gli italiani evidenziano uno scarto maggiore “tra la percentuale di immigrati realmente presenti nel Paese, pari al 7% e quella stimata o percepita, pari al 25%”, si trovano anche “nella posizione più ‘estrema’”, nel rapporto tra le due variabili, “caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose”».

Le politiche xenofobe e aggressive fino al razzismo dichiarato stanno quindi avendo effetti davvero deleteri su un’opinione pubblica che sembra impreparata, e che si allontana sia dal solidarismo cattolico che dalla solidarietà laica di una sinistra che si è suicidata sull’altare della governabilità diventando un centro esangue, conquistato da una neo-destra spregiudicata e menzognera.  L’analisi del Cattaneo fa notare che «quindi all’aumentare dell’ostilità verso gli immigrati, “aumenta anche l’errore nella valutazione sulla presenza di immigrati nel proprio Paese” e pertanto si rileva che “l’Italia si conferma il Paese collocato nella posizione più “estrema”, caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose”».

L’Istituto rileva qualcosa di ancora più preoccupante e di completamente legato alla propaganda politica: «Da questa correlazione non è possibile stabilire nessun nesso di tipo causa-effetto. Nel senso che l’atteggiamento fortemente negativo verso l’immigrazione potrebbe essere la causa di una sovrastima degli immigrati presenti nella società così come potrebbe esserne la conseguenza. Il quadro che emerge da questi primi dati segnala innanzitutto un’elevata incertezza dei cittadini sull’ampiezza del fenomeno migratorio in Europa».

Che la spregiudicata semina di paura fatta dalla lega e dai movimenti neofasciti e neonazisti (con la sottovalutazione delle forze democratiche e con l’accondiscendenza del Movimento 5 Stelle) abbia fatto il suo pericolosissimo effetto su una popolazione evidentemente ben predisposta emerge anche da altri dati contenuti nell’analisi: «Se passiamo poi ad osservare le stime sulla percentuale di immigrati fornite dagli intervistatori, confrontandole con i dati reali forniti dall’Eurostat (2017), l’incertezza e l’imprecisione nella valutazione sulla presenza di immigrati vengono ulteriormente confermate, gli italiani sono quelli che mostrano un maggior distacco (in punti percentuali) tra la percentuale di immigrati non-Ue realmente presenti in Italia (7%) e quella stimata, o percepita, pari al 25%». Un’ignoranza nella quale sembrano crogiolarsi le migliaia di leoni da tastiera anti-immigrati e gli hater professionisti che formano su Facebook e su Twitter i volenterosi carnefici del futuro, quelli che hanno fatto del male la nuova banalità o chi professa un cristianesimo che si ferma sul sagrato della chiesa o i “comunisti” che hanno abbandonato l’internazionalismo proletario per un sovranismo nazionalista e reazionario.

E l’elaborazione dell’Istituto Cattaneo su dati Eurobarometro rileva anche che la stima sulla presenza di immigrati in Italia in base alle zone geografiche di appartenenza degli intervistati acuisce ulteriormente questa percezione sbagliata, evidenziando «una differenza piuttosto netta tra i residenti al nord e quelli al centro-sud. Sia a est che a ovest, gli intervistati del nord Italia stimano un livello di immigrazione di circa il 20%, mentre nelle altre zone la percentuale di immigrati è indicata, in media, attorno al 26%, con uno scarto di 6 punti percentuali tra nord e sud». Un  dato ritenuto «particolarmente significativo perché contrasta completamente con la realtà della diffusione degli immigrati nelle regioni/zone italiane. La distanza tra il dato reale e quello stimato è maggiore dove la presenza di immigrati è minore (al sud, inferiore al 5% della popolazione). Al contrario, lo scarto tra realtà e percezione è più contenuto nelle regioni del nord, dove la percentuale di immigrati – corrispondente a circa il 10% della popolazione – è tendenzialmente più elevata».

Insomma, si ha più paura degli immigrati quando non li si conosce, dove ce ne sono meno, e ne ha più paura chi ha un livello culturale ed economico più basso.

Ma quel che segna davvero il successo subculturale e politico della campagna xenofoba e ingannevole incarnata dal nostro ministro degli Interni è il fatto che in Italia «emergono dunque differenze sostanziali tra gli atteggiamenti degli italiani e quelli degli europei sulla questione dell’immigrazione e delle loro conseguenze socioeconomiche».

È evidente che, di fronte a questa spregiudicata distorsione dei fatti e dei dati alla quale ci sottopongono direttamente un Partito di governo con i suoi alleati parlamentari ed extraparlamentari, o le forze democratiche hanno la forza e il coraggio di avviare una campagna di verità o l’incubo gonfiato dell’invasione degli immigrati diventerà ancora di più realtà politica che avvelena con la paura un’opinione pubblica incattivita e smarrita. E la paura si cura solo con il coraggio… ma quello bisogna averlo o ritrovarlo con un rinascimento democratico vero e una nuova resistenza delle coscienze e delle menti, che sconfigga questa efficace “arma di distrazione di massa” occupandosi dei fatti e dei problemi reali del Paese, e parlando soprattutto con chi è stato arruolato in questa guerra di poveri contro poveri.