LeU: è il frutto di un clima di intolleranza, xenofobia e repressione che ha ormai ampiamente varcato i livelli di guardia

Inchiesta sul sindaco di Riace, Legambiente: «Non strumentalizzare politicamente per continuare a giocare sulla pelle dei disperati»

«Il modello di accoglienza del comune calabrese, elogiato nel mondo, va sostenuto e replicato. Errore imperdonabile ridimensionare il ruolo degli Sprar come previsto dal Decreto sicurezza»

[2 ottobre 2018]

Dopo la diffusione della notizia dell’inchiesta della procura di Locri sui finanziamenti del Viminale e della Regione al Comune di Riace per i progetti destinati ai richiedenti asilo che ha portato all’arresto del primo cittadino, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e di Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, dichiarano: «Siamo fiduciosi che presto verrà fatta chiarezza sulle accuse mosse al sindaco Mimmo Lucano, ma il modello Riace va difeso con forza. Si tratta di un esempio di buona accoglienza e integrazione a cui non vogliamo rinunciare e che anzi va replicato, come è già avvenuto in molti altri piccoli comuni italiani, proprio per stroncare il vero business illegale che ruota intorno a questo mondo. Non si strumentalizzi la vicenda giudiziaria per continuare a giocare in chiave elettorale e propagandistica sulla pelle dei disperati e ingannando gli italiani sui reali bisogni del Paese».

A proposito dell’arresto del sindaco di Riace è lo stesso  GIP del Tribunale di Locri a scrivere: «Acclarato che tutti i protagonisti dell’attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate». Ma la Procura ha proceduto comunque.

Per Ciafani e Falcone, «Non possono essere messe in discussione la forza ed il valore di quelle idee alla base di un modello elogiato in tutto il mondo che ha saputo coniugare l’accoglienza dei migranti e la rigenerazione sociale e territoriale, il recupero urbanistico e la definizione di nuova identità di un luogo altrimenti avviato verso lo spopolamento e il declino. Il dramma dell’immigrazione, lo ripetiamo, non si può risolvere alzando muri e barricate o chiudendo i porti, ma proprio preparandoci a un’accoglienza capace di coniugare sicurezza, integrazione, solidarietà, sviluppo locale e coesione sociale. È questa idea che va difesa strenuamente così come va sostenuto il modello Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) che ha consentito di realizzare un programma di buona accoglienza, distribuito sul territorio, che ha superato tanti problemi del passato. Invece, il Decreto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri, oltre ad avere evidenti profili di incostituzionalità, prevede il ridimensionamento degli Sprar, un errore imperdonabile frutto di una scelta ideologica e pericolosa che rischia di gettare l’Italia nel caos».

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, ha detto che «In un Paese civile il ministro dell’Interno esulta quando si arresta un mafioso, non quando si arresta un sindaco che nella trincea della propria dura esperienza amministrativa in Calabria esercita il diritto alla disobbedienza per costruire modelli di accoglienza e di integrazione. Noi sappiamo da che parte stare: dalla parte di Mimmo Lucano, dalla parte di Riace, dalla parte di un’altra idea d’Italia»
Anche per la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto: «L’arresto del Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è di una gravità inaudita ed è il frutto di un clima di intolleranza, xenofobia e repressione che ha ormai ampiamente varcato i livelli di guardia. E’ necessario mobilitarsi e intervenire subito e con tutti i mezzi, per ottenere l’immediata liberazione di Domenico Lucano e fermare questa deriva prima che sia troppo tardi».