Italia, il paese di aspiranti migranti a cui non piacciono gli immigrati

Il 20% vorrebbe trasferirsi definitivamente all’estero, il 16% pronto a lunghi viaggi per studio o lavoro

[3 agosto 2016]

migranti italiani

Un sondaggio del Monitor Allianz Global Assistance, condotto in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora, rivela la schizofrenia dell’attuale discussione su emigrazione-immigrazione: «Ben il 20% degli italiani  sarebbe pronto a stabilirsi definitivamente fuori Italia, mentre un 16% vorrebbe viaggiare per motivi di studio o lavoro. In questi casi, le mete preferite dagli italiani risultano essere altri Paesi europei (42%), il Nord America (19%), l’Oceania (17%), il Sud (13%) e Centro (10%) America». Praticamente le stesse mete, esclusa l’America latina, che sognano i migranti che affrontano la traversata dl Mediterraneo con i barconi o che cercano di scavalcare muri e reticolati nell’Europa sempre più blindata o al confine tra Messico e Usa.

Il sondaggio spiega che gli italiani – molti dei quali, c’è da giurarlo, li potremmo trovare su social media a inveire contro gli immigrati che ci rubano il lavoro – trovano motivazione dell’agognata emigrazione «chi per studio, chi per lavoro e chi per cambiare vita». Ovvero le stesse che negli ultimi anni hanno portato sempre più italiani a vivere per un lungo periodo, o addirittura a trasferirsi, in un Paese estero.

Secondo Monitor Allianz Global Assistance e Nextplora, «il desiderio di trasferirsi all’estero è diffuso in tutta Italia, con percentuali diverse da Nord a Sud» e nella graduatoria delle 8 città dove  stata condotta la ricerca i più propensi a trasferirsi all’estero sono i palermitani (30%), seguiti da romani (27%), milanesi (22%), napoletani (21%), bolognesi (19%), padovani (18%), fiorentini (17%) e baresi (15%). Il sondaggio evidenzia anche «l’intenzione di un 49% degli italiani di partire per un lungo viaggio, di almeno tre mesi: il 67% preferirebbe farlo con il proprio partner, il 9% in compagnia di amici, mentre il 15% vorrebbe andarsene in solitaria».

Anche le motivazioni di questa voglia (o scelta) d’emigrare fanno pensare: «La maggioranza vorrebbe dare una scossa alla propria vita e staccare dalla noia della quotidianità (44%), un buon numero scapperebbe dall’attuale lavoro (33%), pochi coloro che fuggirebbero invece dagli obblighi familiari (9%) o dal proprio partner (2%). Oltre che per studio, lavoro e desiderio di trasferirsi, gli italiani vorrebbero andarsene lontano anche per divertirsi e conoscere persone nuove (43%), piuttosto che starsene in totale relax (31%). Lunghi viaggi per i quali il 79% degli intervistati acquisterebbe un’assicurazione al fine di tutelarsi: di questi, il 34% lo farebbe online, il 32% in agenzia viaggi, mentre il 27% in un’agenzia assicurativa».

Insomma le motivazioni degli italiani per emigrare sono le stesse delle quali accusiamo spesso scandalizzati i migranti che arrivano in Italia: economiche e ludiche, scordandoci che molti di loro – la maggioranza – scappano invece da guerre, dittature, povertà estrema, persecuzioni politiche, etniche, religiose o sessuali. Scordandoci che alla nostra evidente noia di vivere qui si contrappone la loro voglia di sopravvivere ovunque sia possibile.

Ma quel che emerge a grandi spanne da questo sondaggio estivo è quello di cui sono ben consapevoli i migranti e chi difende i loro diritti: gli italiani (e gli occidentali in genere) sono convinti che la libertà di movimento e di migrare per lavoro, studio o diletto negli altri Paesi sia un loro diritto, ma molti di loro pensano che questo diritto – e le tutele che si possono permettere – non valga per chi viene da oltre la cinta muraria del nostro benessere.

Un mondo globalizzato ma aperto per i privilegiati e chiuso per i poveri: il mondo in cui viviamo.