L’Austria ritorna a destra. Coalizione all’Italiana?

Verso la riedizione di un governo Övp – Fpö, Tiene la Spö. Suicidio dei Verdi divisi in due

[16 ottobre 2017]

Il risultato delle elezioni austriache era così annunciato da essere scontato e solo qualche (disattento) osservatore italiano poteva temere in un sorpasso  degli xenofobi del Freiheitliche Partei Österreichs (Fpö) sui democristiani dell’Österreichische Volkspartei (Övp).  Semmai  la notizia è che il Sozialdemokratische Partei Österreichs (Spö) non sia stato scavalcato dall’estrema destra in crescita, pur  pagando salatamente la Grosse Koalition con l’Övp, che alla fine ha rinnegato ogni accordo e ogni patto con i socialdemocratici, consegnandosi a un giovanissimo e spregiudicato leader, Sebastian Kurz, che ha spostato il partito a destra rubando possibili voti alla Fpö e mantenendo comunque quello dell’elettorato “moderato” democristiano che pare non avere nessun problema a rieditare una coalizione di governo “nera” con l’estrema destra che ha già governato l’Austria, sollevando sterili proteste dell’Unione europea.

Come non dar ragione al capo della Fpö Heinz-Christian Strache quando, tracciando un bilancio delle elezioni austriache, dice:   «una cosa è chiara: quasi il 60% degli austriaci ha votato per il programma della Fpoe».

E’ stata quell’esperienza austriaca a sdoganare gente come Orban in Ungheria e la destra integralista polacca che si fondano sul pericolo immigrati in Paesi di emigrazione dove gli immigrati praticamente non esistono, è dall’Austria che potrebbe venire la saldatura di governi xenofobi ed autoritari che si propongono come “modello” alternativo a un’Unione europea troppo cosmopolita e liberal/libertina. Vienna potrebbe ridiventare davvero la capitale politica  di un nuovo “impero austroungarico” che si spinge nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’est e della riscossa politica della neo-destra ormai strutturalmente alleata del Partiti Popolari democristiani, che mollano – dopo averli dissanguati – i socialdemocratici al loro destino, che sembra sempre più ininfluente dopo il naufragio della loro lunga navigazione verso un centro che spariva nelle nebbie e si liquefaceva, mentre le socialdemocrazie diventavano sempre più moderate.

Probabilmente la Spö sarebbe nei guai ancora peggiori se i Verdi austriaci – che solo un anno fa sono riusciti a portare alla presidenza della repubblica un loro ex militante – non si fossero scissi in due, con i Die Grünen ufficiali (3,9%) che non entrano in Parlamento  per un soffio e che hanno preso meno voti del movimento scissionista di Peter Pilz, che in Parlamento ci entra col 4,3% e  8 seggi.

Sono abbastanza sorprendenti gli allarmi di molti giornali italiani per la svolta a destra austriaca che in realtà non è una novità e ripete quanto è già avvenuto più volte in Italia con i governi di coalizione Forza Italia (Partito Popolare europeo), neofascisti e xenofobi della Lega Nord e che potrebbe succedere con le prossime elezioni, visto che i sondaggi danno in testa la coalizione di centro.destra. dove ci sono Partiti ed idee che fanno apparire come moderati la virata a destra dell’Övp e gli slogan razzisti della Fpö.

Forse prima di temere i neonazisti austriaci che hanno già governato l’Austria con i democristiani, sarebbe bene occuparsi dei neo-fascisti e razzisti di casa nostra che ormai stanno dettando l’agenda politica di questo paese con la paura. Proprio come ha fatto il giovane  Kurz in Austria.