La Libia è ancora nel caos: l’Onu chiede 313 milioni di dollari per aiutare la popolazione

A rischio la sopravvivenza di 940.000 persone. Il Paese in mano alle milizie armate

[26 gennaio 2018]

Mentre in Italia la Libia sembra essere scomparsa dai radar della campagna elettorale e della stampa – facendo finta che gli accordi fatti con il fragilissimo governo “nazionale” e con le bande armate che trafficano esseri umani e petrolio  funzionino davvero e voltando la faccia dall’altra parte di fronte alle violazioni dei diritti umani –  la coordinatrice per la Libia dell’United Nations Office for the coordination of humanitarian affairs (Ocha), Maria Ribeiro, ha presentato il  2018 Libya Humanitarian Response Plan (HRP) che richiede  313 milioni di dollari per fornire assistenza e salvare la vita a 940.000 persone solo per quest’anno. L’HRP è stato concordato con la comunità umanitaria internazionale in collaborazione con le autorità libiche e l’Ocha sottolinea che «E’ il terzo appello coordinato in Libia e contribuirà all’attuazione di 71 progetti di 22 organizzazioni, tra cui ONG nazionali e internazionali e agenzie delle Nazioni Unite. Questi progetti mirano ad estendere la protezione ai civili, in conformità al diritto internazionale, per garantire l’accesso ai servizi di base per gli sfollati interni, rimpatriati e libici, migranti, rifugiati e richiedenti asilo più vulnerabili. I fondi contribuiranno inoltre a rafforzare la capacità delle famiglie di far fronte alle continue pressioni sulla loro vita dell’instabilità, della frammentazione e al declino economico».

Tanto per dare il quadro del sanguinoso e infinito pasticcio causato dall’intervento occidentale in Libia, l’Onu  ricorda che «La crisi attuale in Libia, che fa seguito al rovesciamento, nel 2011 del leader  Mouammar Gheddafi, è il risultato delle ostilità tra fazioni rivali, dell’instabilità politica e di una mancanza di  gouvernance efficace». L’Ocha spiega che «La Libia continua a soffrire per l’impatto di una crisi politica prolungata, di epidemie di violenza, di sfollamenti e deterioramento delle condizioni di vita della sua popolazione. In tutto il paese, 1,1 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria» e la Ribeiro conclude: «Le difficoltà che devono affrontare le persone in Libia  per soddisfare i loro bisogni di base sono reali e tutti noi dobbiamo essere consapevoli del costo umano dell’inazione. Nelle mie interazioni con uomini, donne e bambini libici vedo persone che vogliono sentirsi sicure, che vogliono che si rispettino i loro diritti e sanno che non possono vivere giorno per giorno».