Mayotte: la crisi di un pezzo d’Africa che vorrebbe essere Europa

La crisi dei migranti è solo il problema più evidente delle difficoltà di un’isola che ha voluto restare francese

[13 marzo 2018]

Ieri la ministro di oltremare della Francia, Annick Girardin, è sbarcata a Mayotte e ha subito annunciato delle misure per rafforzare la sicurezza contro l’immigrazione illegale dalle Comore, delle quali Mayotte faceva parte prima di diventare con un referendum Dipartimento francese di oltremare.

In quest’isola spersa nell’Oceano Indiano a 70 km dalle Comore, uno sciopero generale ha bloccato tutto dal 20 febbraio e alla Girardin è stato dato l’arduo compito di riannodare il dialogo con il movimento intersindacale e il collettivo che hanno promosso la protesta, Ma la ministro di oltremare nel suo primo giorno a Mayotte ha incontrato soprattutto amministratori locali che più che giudare il movimento ne sono a rimorchio.

La Girardin dice di essersi recata nel Dipartimento di Oltremare per annunciare due tipi di misure: «Delle misure legate alla sicurezza e sicuramente alla lotta all’immigrazione clandestina e alle sue conseguenze. Per esempio, questo mese, la creazione di uno stato maggiore operativo di lotta contro l’immigrazione. Questo n on era mai stato messo in campo. C’è anche una nave della marina nazionale, un incrociatore che sarà in zona, per lottare contro l’immigrazione illegale. Cosa che verrà fatta anche a terra, con degli squadroni che sono arrivati, sicuramente per il rientro a scuola e per la sicurezza nelle strade. Une parte resterà sull’isola fino alle vacanze, per coprire tutto il periodo scolare. Dopo faremo in modo che le forze che arriveranno siano stabili».

Ma cosa sta succedendo a Mayotte? Molti degli immigrati clandestini sono donne delle Comore che arrivano sull’isola per partorire, convinte così che il loro bambino prenda automaticamente la nazionalità francese. La Girardin spiega che a causa di questo fenomeno l’ospedale di Mamoudzou a Mayotte è diventata la più grande matermità della Francia e aggiunge che «La  maggior parte di queste nascite sono bambini nati da mamme straniere. Il primo ministro al senato la settimana scorsa, il presidente cdella Repubblica in Guyana, hanno proposto di lavorare a un ospedale estraterritoriale, su un nuovo quadro giuridico, che permetta sia di accogliere queste mamme in tutta sicurezza, perché conosciamo l’area e stiamo lavorando alla cooperazione regionale, sia permettendo loro una rappresentanza dello stato civile delle Comore e del Madagascar, qui, in questo ospedale di Mamoudzou. Non è una rimessa in causa del droit du sol, è un’altra maniera di aiutare i nostri vicini e allo stesso tempo di non accogliere l’insieme delle mamme che vengono sul territorio per partorire e per riaccompagnarle in tutta sicurezza sul loro territorio».

Ma Younous Omarjee, eurodeputato di Oltremare per lla sinistra di France insoumise, ha detto a franceinfo, che l’Isola di Mayotte «E’ sul bordo della rottura» e la Girardin è sbarcata su un’isola in rivolta e con posti di blocco dei manifestanti ovunque.

Secondo Omarjee «Il movimento diventerà ancora più duro», anche perché l’intervento del premier francese in Senato citato dalla Girardin  «ha lasciato un sentimento di insoddisfazione molto grande». Da più di tre settimane i Mahorais . come si chiamano gli abitanti di Mayotte – sono mobilitati e hanno l’appoggio di tutta la popolazione, degli amministratori pubblici e delle forze sindacali. Omarjee spiega che «I Mahorais chiedono semplicemente di essere capiti e  pensano che a Parigi non ci sia la giusta percezione di quel che succede. L’isola è al limite della rottura. Il Mahorais chiedono misure e impegni immediati per rispondere ai bisogni in tutti i settori».

Al primo ministro francese che ha detto che ogni opzione è sul tavolo, Omarjee risponde che «La situazione è di una complessità straordinaria e non ci sono risposte semplicistiche. Dopo la dipartimentizzazione di  Mayotte, non ci sono stati sforzi eccezionali per lo sviluppo di questo territorio. E’ una situazione si sofferenza per i Mahorais che non hanno accesso ai servizi pubblici. Ci sono dei ritardi per la richiesta di istruzione, un grande sentimento di insicurezza, così come dei problemi di igiene e di acqua potabile«.

Insomma, i Mahorais hanno scelto di essere francesi e di non far parte dell’Unione delle Comore indipendenti e ora si sentono traditi dalla Francia e invasi da comoriani che vorrebbero diventare francesi.

Mayotte è dipartimento francese dal 2011, dopo che con due referendum nel 1974 e 1976 aveva scelto di restare colonia francese mentre le Comore (che ka rivendicano come parte del loro territorio) diventavano indipendenti, Una scelta che sta attirando migranti dalle poverissime Comore e dall’ancor più povero Madagascar che vedono nell’isola la porta di entrata in Europa.

Ma questi migranti non trovano nell’isola quel che cercano e Mayotte diventa una trappola dalla quale è impossibile uscire e la popolazione protesta contro l’aumento dell’insicurezza, degli atti di delinquenza commessi vicino alle scuole ed è questo che ha dato vita a un forte movimento popolare di protesta trasversale.  Il 19 gennaio bande rivali si sono scontrate violentemente al liceo Kahani di Mamoudzou e sono dovute intervenire le forze dell’ordine per evacuare gli studenti. Poi la polizia è entrata in sciopero, seguita  dai guidatori di bus scolastici ed è così che è iniziato lo sciopero generale.  La mobilitazione popolare contro i furti, il racket e le aggressioni (anche se in calo nell’ultimo anno) si è trasformata in protesta politica contro Parigi.

Mayotte continua comunque ad avere il più alto tasso di furti dell’intera Francia anche se le rapine sono sotto la media francese. I Mahorais hanno paura soprattutto dei “coupeurs de route” criminali che bloccano i veicoli e minacciano gli automobilisti, impadronendosi  dei loro cellulari, ma ci sono stati anche assalti a passanti a colpi di machete.

Una situazione resa incandescente da un’immigrazione clandestina proveniente dalla Comore e che vede protagonisti soprattutto  uomini, donne e bambini delle Comore e che sono in tutto e per tutto – anche per lingua e religione musulmana – simili ai Mahorais, Tra i 50 punti presentati dai manifestanti c’è anche «un tetto ai minori non accompagnati” a Mayotte e che quelli in più vengano presi in carico dai Comuni della Francia metropolitana. Secondo la ministro Girardin, a Mayotte il 45% della popolazione è composta da stranieri irregolari.

Anche le donne delle Comore che raggiungono Mayotte con imbarcazioni di fortuna per partorire alla maternità  e Mamoudzou sono diventate un problema: l’ospedale è saturo e i servizi pubblici e le scuole non riescono a far fronte all’arrivo di bambini dalle Comore e dal Madagascar, A questo si aggiunga che la popolazione di Mayotte (376 km2) ha superato i 256.000 abitanti (l’isola d’Elba con 220 Km2 ha meno di 30.00 abitanti)  e che in 60 anni è aumentata di 11 volte, inoltre un Mahorais su due ha meno di 17 anni, Nel 2012 a Mayotte l’indice di fecondità era di4,1, contro 2 bambini per donna di tutta la Francia.

Insomma, Mayotte è un pezzo d’Africa che vorrebbe essere europea e che si trova ad affrontare la migrazione disperata dalle ex colonie francesi.

L’isola non ha i mezzi e le capacità per affrontare questo boom demografico e la Girardin  in Parlamento ha spiegato che per riuscire ad affrontare il problema dei bambini bisognerebbe costruire una classe al giorno. Ma la mobilitazone ha bloccato tutto, compreso le scuole e l’ospedale che non riesce più nemmeno a curare i pazienti e a Mayotte sanno bene che la loro isola è un dipartimento francese ma non è Francia, a cominciare dal tasso di disoccupazione al 26% e dall’84% delle persone che vivono sotto la soglia di povertà. Mayotte sta per esplodere e i migranti hanno solo accorciato la miccia.

Perfino Abdallah Hassani e Thani Mohamed-Soilihi due senatori di Mayotte de La République En Marche! il partito del presidente francese Emmanuel Macron hanno detto che le risposte del governo di Parigi «Non sono all’altezza delle attese» e l’intersyndicale e il Collectif des citoyens de Mayotte che guidano la protesta chiedono che a Mayotte vengano a prendere impegni concreti il presidente della Repubblica, il primo ministro o il ministro degli interni.