Migranti: il nuovo quadro di partenariato dell’Unione europea

Cooperazione rafforzata con i Paesi terzi per una migliore gestione della migrazione

[7 giugno 2016]

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Oggi la Commissione europea ha annunciato la sua intenzione di creare un nuovo quadro di partenariato orientato ai risultati per mobilitare e orientare l’azione e le risorse dell’UE nell’ambito dell’attività esterna di gestione della migrazione.

Oggi la Commissione europea ha annunciato la sua intenzione di creare un nuovo quadro di partenariato orientato ai risultati per mobilitare e orientare l’azione e le risorse dell’UE nell’ambito dell’attività esterna di gestione della migrazione. L’UE cercherà di concludere partenariati “su misura” con i principali paesi terzi di origine e di transito utilizzando tutte le politiche e tutti gli strumenti di cui dispone per ottenere risultati concreti. Nello spirito dell’agenda europea sulla migrazione, le priorità sono: salvare vite in mare, aumentare i rimpatri, consentire ai migranti e ai rifugiati di rimanere vicino a casa e, a lungo termine, sostenere lo sviluppo dei paesi terzi per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare. I contributi degli Stati membri a questi partenariati, a livello diplomatico, tecnico e finanziario, saranno essenziali per ottenere risultati.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: «Per porre fine alle inaccettabili perdite di vite umane nel Mediterraneo e mettere ordine nei flussi migratori, dobbiamo riflettere nuovamente sul modo in cui l’UE e gli Stati membri devono unire gli sforzi per collaborare con i paesi terzi. La Commissione propone un nuovo quadro di partenariato: si inizierà con un primo gruppo di paesi terzi prioritari, per i quali saranno elaborati patti su misura che mobiliteranno tutte le nostre politiche e i nostri strumenti per il conseguimento di questi obiettivi, sfruttando l’influenza collettiva dell’UE in stretto coordinamento con gli Stati membri e utilizzando le nostre risorse in modo mirato, anche attraverso la rapida erogazione di 8 miliardi di EUR nei prossimi cinque anni. Prepareremo inoltre un piano ambizioso per gli investimenti esterni che contribuisca a creare opportunità e ad affrontare le cause profonde della migrazione. Se i nostri partner non otterranno risultati concreti nel migliorare la gestione della migrazione, dovremo essere collettivamente pronti ad adeguare il nostro impegno e la nostra assistenza finanziaria».

L’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha aggiunto: «Milioni di persone si spostano nel mondo, un fenomeno che riusciremo a gestire solo agendo a livello globale e in piena collaborazione. Per questo proponiamo un nuovo approccio finalizzato alla creazione di partenariati forti con paesi strategici. Ferma restando la priorità di salvare vite in mare e smantellare le reti di trafficanti, il nostro obiettivo è sostenere i paesi che accolgono così tante persone e stimolare la crescita nei nostri paesi partner. Siamo pronti ad aumentare il supporto finanziario e operativo e ad investire nello sviluppo economico e sociale a lungo termine, nella sicurezza, nello Stato di diritto e nei diritti umani, nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone e nella lotta contro le cause della migrazione. È nostro dovere, ma anche nostro interesse, dare alle persone l’opportunità e i mezzi necessari per vivere in modo sicuro e dignitoso. È una responsabilità che l’Europa condivide con il resto del mondo: ce la faremo solo se agiremo insieme».

La pressione migratoria è diventata la “nuova normalità”, sia per l’UE che per i paesi partner, e rientra in una crisi globale dovuta agli sfollamenti. Per rispondere insieme in modo incisivo occorre un approccio più coordinato, sistematico e strutturato, in grado di conciliare gli interessi dell’UE e quelli dei suoi partner. I partenariati rinnovati con i paesi terzi assumeranno la forma di “patti” su misura, sviluppati in funzione della situazione e delle necessità di ciascun paese partner, a seconda che si tratti di un paese di origine, di un paese di transito o di un paese che accoglie un gran numero di sfollati. A breve termine, concluderemo patti con la Giordania e il Libano e ci adopereremo per stipularne altri con Niger, Nigeria, Senegal, Mali e Etiopia. Intendiamo inoltre rafforzare l’impegno con la Tunisia e la Libia.

Si dovranno utilizzare tutte le politiche e tutti gli strumenti dell’UE nel campo delle relazioni esterne.

Impegno mirato: l’assistenza e le politiche dell’UE saranno concepite in modo da produrre risultati concreti; gli obiettivi a breve termine sono: salvare vite nel Mediterraneo, aumentare i tassi di rimpatrio nei paesi di origine e di transito, consentire ai migranti e ai rifugiati di rimanere vicino a casa ed evitare che le persone intraprendano viaggi pericolosi. Nell’immediato, l’azione con i partner mirerà soprattutto a migliorare il quadro legislativo e istituzionale sulla migrazione e a sviluppare la capacità di gestione delle frontiere e della migrazione, fornendo anche protezione ai rifugiati. Una combinazione di incentivi positivi e negativi sarà integrata nelle politiche UE nel campo dello sviluppo e del commercio, per ricompensare i paesi disposti a collaborare in modo efficace con l’Unione nella gestione della migrazione e garantire che quelli che si rifiutano di farlo ne subiscano le conseguenze.

Sostegno rafforzato: tutte le politiche, gli strumenti e le risorse dell’UE contribuiranno a sostenere il quadro di partenariato in modo innovativo, mirato e coordinato. Gioverà a questo processo anche un’intensificazione dell’impegno profuso per attuare il piano d’azione di La Valletta, compresi i suoi aspetti finanziari. Il sostegno finanziario e gli strumenti della politica di sviluppo e di vicinato rafforzeranno lo sviluppo di capacità locali, anche in materia di controllo di frontiera, procedure di asilo, contrasto del traffico di migranti e reinserimento.

Per contrastare la migrazione irregolare è di fondamentale importanza smantellare il modello operativo dei trafficanti di esseri umani. A questo scopo sarà determinante fare in modo che i rimpatri siano effettivi. Per ottenere risultati concreti occorre inoltre avvalersi dell’esperienza acquisita nell’ambito della cooperazione con la Turchia e i Balcani occidentali e con l’operazione EUNAVFOR MED Sophia. L’ulteriore distacco di funzionari di collegamento europei per la migrazione nei paesi prioritari di origine e di transito contribuirà a coordinare la cooperazione dell’UE. In alcuni punti strategici saranno completate le piattaforme di cooperazione dell’UE sul traffico di migranti.

Creare rotte legali: per dissuadere le persone dall’intraprendere viaggi pericolosi occorrono inoltre percorsi legali alternativi verso l’Europa e maggiori capacità di accoglienza umanitaria in località più vicine ai loro luoghi di origine. L’UE sosterrà l’elaborazione di un programma di reinsediamento globale guidato dall’ONU per contribuire all’equa ripartizione degli sfollati e scoraggiare ulteriormente gli spostamenti irregolari. La proposta relativa a un sistema strutturato di reinsediamento, di prossima presentazione, sarà una dimostrazione diretta dell’impegno dell’UE.

Strumenti finanziari: i mezzi finanziari stanziati per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e dello sfollamento forzato saranno potenziati, e sarà aumentata anche la flessibilità nell’attuazione dei programmi. Il nuovo approccio di partenariato combinerà in modo intelligente risorse a breve termine e strumenti finanziari a lungo termine per ottenere risultati immediati, affrontando al tempo stesso i principali fattori all’origine della migrazione. A breve termine, il Fondo fiduciario per l’Africa sarà potenziato con 1 miliardo di EUR, di cui 500 milioni di EUR attinti alla riserva del Fondo europeo di sviluppo e 500 milioni di EUR richiesti agli Stati membri. I programmi finanziari tradizionali dovrebbero inoltre essere riorientati. A più lungo termine, la Commissione propone di riesaminare in modo approfondito la portata e la natura dei modelli tradizionali di cooperazione allo sviluppo. Nell’autunno 2016 la Commissione presenterà una proposta relativa a un nuovo fondo, parte di un ambizioso piano per gli investimenti esterni, al fine di mobilitare investimenti nei paesi terzi in via di sviluppo, basandosi sull’esperienza positiva del piano di investimenti per l’Europa. A tal fine saranno mobilitati 3,1 miliardi di EUR, che dovrebbero attivare investimenti complessivi fino a 31 miliardi di EUR con la possibilità di arrivare a 62 miliardi se gli Stati membri e gli altri partner verseranno un contributo equivalente a quello dell’UE. La Banca europea per gli investimenti (BEI) sta già lavorando su un’iniziativa volta a mobilitare finanziamenti supplementari in Africa nei prossimi cinque anni. Il piano per gli investimenti esterni fornirà inoltre un’assistenza mirata per migliorare il contesto imprenditoriale nei paesi interessati.

Lavorare insieme: il nuovo partenariato fa sì che l’UE e gli Stati membri agiscano insieme per ottenere risultati. Per conseguire gli obiettivi comuni abbiamo bisogno di un impegno coordinato e di una moltiplicazione delle risorse. Gli Stati membri sono invitati a fare la loro parte mettendo a disposizione risorse finanziarie equivalenti e lavorando in partenariato con l’UE per l’attuazione dei patti.

Contesto

L’Europa deve far fronte a flussi migratori irregolari senza precedenti, dovuti a fattori geopolitici ed economici e alimentati da trafficanti senza scrupoli, che approfittano della disperazione delle persone vulnerabili. L’anno che ha seguito l’adozione dell’agenda europea sulla migrazione ha dimostrato l’esistenza di un collegamento diretto fra la politica migratoria all’interno dell’Unione e quella al di fuori dei suoi confini. Un’azione credibile all’interno dell’UE, per scoraggiare il traffico e gli ingressi irregolari, dimostrando al tempo stesso che esistono percorsi legali, è essenziale per il conseguimento degli obiettivi esterni dell’Unione.

Già in passato l’UE ha preso molte iniziative per migliorare il suo lavoro con i partner esterni. I dialoghi ad alto livello sulla migrazione e la revisione della politica europea di vicinato hanno dato nuova centralità alla migrazione nelle relazioni con i paesi strategici. Il vertice tenutosi a La Valletta nel novembre 2015 ha posto le questioni migratorie al centro delle relazioni dell’UE con il continente africano. La cooperazione con la Turchia si è rivelata fondamentale per contrastare lo sfruttamento delle persone vulnerabili che cercano di attraversare il Mar Egeo, aumentando l’assistenza umanitaria in Turchia e aprendo, al tempo stesso, nuovi canali legali verso l’UE. La dichiarazione UE-Turchia ha definito nuovi modi per mettere ordine nei flussi migratori e salvare vite. Collegando la gestione della migrazione delle due parti si è instaurato un livello di cooperazione senza precedenti.

Anche la riunione dei leader dei Balcani occidentali del 25 ottobre e le successive videoconferenze settimanali hanno rafforzato il coordinamento e migliorato la condivisione delle informazioni tra gli Stati membri dell’UE e i nostri vicini diretti lungo un’altra importante rotta migratoria.

Gli strumenti finanziari dell’UE contribuiscono a offrire un futuro migliore, nel loro paese, a coloro che altrimenti sarebbero stati disposti a rischiare la vita intraprendendo un pericoloso viaggio verso l’Europa a partire da luoghi diversi. Il Fondo fiduciario regionale dell’UE per la Siria, il Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa e lo Strumento per i rifugiati in Turchia hanno integrato i programmi finanziari esistenti.

 

Commissione europea