Migrazioni e futuro dell’Europa, l’eredità di Umberto Veronesi

Appello finale della Conferenza Science for Peace 2016

[24 novembre 2016]

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Le migrazioni costituiscono una delle sfide più grandi che l’Europa si trova oggi a fronteggiare. Nel corso del 2015, oltre un milione di migranti hanno attraversato il Mediterraneo. Provenivano da Paesi segnati da conflitti devastanti, come la Siria e l’Iraq, o in cui lo stato viola i diritti fondamentali dei propri cittadini, come l’Eritrea. Non tutti i flussi migratori sono costituiti da rifugiati: molti dei migranti giunti in Italia e provenienti dall’Africa sub-sahariana abbandonano contesti segnati da forte crescita demografica, sottosviluppo, povertà, mancanza di lavoro. Queste sono motivazioni strutturali che, con tutta probabilità, alimenteranno i flussi migratori verso l’Europa nei prossimi decenni. Le stime mostrano una realtà drammatica: a novembre 2016 sono oltre 4.600 i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, un numero addirittura superiore alle 3.770 vittime registrate nel 2015.

Dietro a questi dati si celano le vite di uomini, donne e bambini. Di fronte a loro Science for Peace, in linea con la sua vocazione originale, intende ribadire con forza il ruolo della comunità scientifica nel superare le cause all’origine di conflitti, tensioni e disuguaglianze sociali, che spesso sono alla base dei flussi migratori. Nello specifico, la comunità scientifica deve impegnarsi ad analizzare le ragioni all’origine di tali fenomeni e formulare, sulla base delle evidenze raccolte, linee di azione e proposte concrete. Tutto ciò con gli obiettivi di migliorare le condizioni di vita dei Paesi di origine e supportare i Paesi di destinazione nell’elaborazione di politiche e programmi efficaci di gestione e integrazione dei migranti.

Science for Peace rivolge un appello alle istituzioni europee e ai governi degli Stati membri della UE affinché, di concerto con l’intera comunità internazionale, affrontino le cause alla base dei flussi migratori forzati. In primo luogo, intensificando l’azione diplomatica per raggiungere una soluzione politica ai principali conflitti in corso.

In secondo luogo, estendendo la portata dei programmi di cooperazione bilaterale e multilaterale, con l’obiettivo di favorire la stabilizzazione politica economica e sociale dei Paesi di partenza dei migranti. Parallelamente, è necessario operare in modo unitario per l’elaborazione di una politica europea negli ambiti dell’immigrazione e dell’asilo. Crediamo che la risposta alle sfide poste dai flussi migratori risieda nella solidarietà e nell’equa ripartizione della responsabilità fra gli Stati europei, come sancito dall’Articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Science for Peace intende proporre le seguenti linee di azione ai decisori politici a livello europeo, nazionale e locale, secondo le rispettive competenze:

Affrontare le cause alla base dei flussi migratori. L’impegno dell’intera comunità internazionale deve essere rivolto a perseguire due obiettivi fondamentali: Il rafforzamento dei programmi di cooperazione bilaterale e multilaterale a sostegno dei Paesi da cui provengono i migranti, ponendo le basi per la stabilizzazione politica e lo sviluppo economico di questi Paesi. Un’attenzione particolare va posta agli ambiti della sanità, dell’istruzione e del mercato del lavoro. Occorre non dimenticare anche i Paesi che ospitano il maggior numero dei rifugiati, la gran parte dei quali sono in via di sviluppo. Le azioni intraprese devono mirare a consolidare la stabilità e la resilienza delle società in cui i migranti risiedono o in cui fanno ritorno,

2. Creazione di canali sicuri di accesso all’Europa. Come drammaticamente mostrato dai tragici incidenti che si susseguono nel Mediterraneo, oggi chi necessita di protezione non ha modo di raggiungere in modo sicuro i paesi dell’Unione europea. In questo contesto, è prioritario creare canali di accesso legale alla protezione nell’Unione europea: aumentando l’offerta di posti per il reinsediamento; erogando visti umanitari; esplorando ulteriori canali legali di accesso oltre a quelli umanitari (estensione delle opportunità di ricongiungimento familiare, erogazione di borse di studio per studenti, ulteriori possibilità di ingresso per motivi di lavoro).

Accoglienza e gestione delle procedure di asilo. La gestione dell’accoglienza non può essere affidata solo a un numero limitato di stati. Oggi cinque Paesi membri (Germania, Italia, Francia, Austria e Ungheria) gestiscono circa l’85% di tutte le domande di asilo presentate nella Ue. E’ prioritario mettere in atto un sistema di incentivi, anche economici, affinché tutti gli Stati membri contribuiscano all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Superare la logica emergenziale che caratterizza ancora le strategie adottate in numerosi Stati europei. Occorre mettere in atto riforme strutturali per creare sistemi di asilo organici, in grado di rispondere in modo efficace alle fasi della prima e della seconda accoglienza.

Integrazione dei migranti nelle nostre società. Occorre favorire un processo di graduale integrazione dei migranti all’interno della società ospitante, anche favorendo l’accesso al mercato del lavoro. Andrebbero adottate, anche con il supporto finanziario e istituzionale dell’Unione Europea, una serie di misure per favorire l’integrazione socio-economica dei migranti. In particolare, riteniamo utile:

a) Semplificare e promuovere i sistemi di riconoscimento dei titoli di studio acquisiti all’estero. Estendere e uniformare i sistemi di validazione degli apprendimenti non-formali e informali dei migranti;

b)Estendere e potenziare l’offerta di corsi di lingua sin dai primi mesi di permanenza, anche in vista di un rapido inserimento nel sistema educativo. Promuovere l’apprendimento delle lingue o dei lessici utili in determinati segmenti del mercato del lavoro;

c) Favorire l’accesso dei migranti a esperienze lavorative qualificanti, quali programmi di tirocinio o apprendistato, attraverso la creazione di partnership con il settore privato, le ONG, le fondazioni bancarie e di impresa;

d) Valorizzare e incentivare l’apporto dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione per il rilancio economico e sociale dei territori abbandonati/spopolati o in fase di decrescita economica, promuovendo la messa in atto di iniziative di integrazione in quei contesti.

 

Umberto Veronesi

presidente science for peace

 

L’Appello può essere sottoscritto su change.org