Missili, accuse e carta straccia. La Terza Guerra Mondiale comincerà nel Golfo Persico?

Mentre finisce la guerra in Siria e Iraq, si infiamma lo scontro tra Arabia saudita e Iran

[21 novembre 2017]

Oggi il presidente russo Vladimir Putin si è incontrato a sorpresa a Sochi con il presidente siriano Bashir al Assad  per annunciare che la «lotta al terrorismo in Siria è giunta alla fase finale» e auspicare che il processo politico post-conflitto  in Siria avvenga «sotto l’egida dell’Onu» e che quest’ultima abbia «parte attiva». Intanto, mentre  il redivivo Assad  si dice pronto a discutere con «coloro realmente interessati a una soluzione politica in Siria» e si prepara il vertice Russia, Turchia, Iran proprio sul futuro della Siria, diventa incandescente la situazione tra Iran e Arabia Saudita .

Il 19 novembre la Lega Araba ha adottato una dichiarazione che condanna il «lancio di un missile balistico di fabbricazione iraniana dallo Yemen», avvenuto il 4 novembre,  e ha denunciato una «aggressione flagrante». Verrebbe da ridere se queste accuse non celassero una grandissima tragedia umanitaria in corso: l’Arabia saudita giuda una guerra di invasione e i bombardamenti a tappeto dello Yemen – appoggiata da una coalizione arabo-sunnita che coincide in gran parte con la Lega Araba – che hanno provocato migliaia di morti, la più grande epidemia di colera degli ultimi anni e hanno portato alla fame 7 milioni di persone, la gran parte bambini.

L’Iran respinge ogni coinvolgimento nel lancio del missile rivendicato dai ribelli sciiti Houthi che controllano la capitale yemenita Sana’ e il nord del Paese, ma la Lega Araba afferma il diritto alla «legittima difesa» dell’Arabia saudita e del Bahrein, ormai ridotto a un protettorato saudita per reprimere la maggioranza sciita del piccolo emirato. Il ministro degli esteri saudita, Adel al-Jubeir, ha avvertito l’Iran  che Riyadh «non resterà con le braccia conserte di fronte alla sua politica aggressiva» e ha accusato gli sciiti libanesi di Hezbollah di essere complici degli iraniani e degli Houthi. Ma il capo di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ieri ha smentito che la sua organizzazione abbia inviato armi agli sciiti che combattono in Yemen e che resistono nel Bahrein e in Kuwait contro le monarchie sunnite o che sono al potere in Iraq: «Non abbiamo inviato armi a nessun Paese arabo: nessun missile balistico, delle armi sofisticate e neanche una pistola. Abbiamo unicamente inviato dei missili del tipo Kornet verso la Striscia di Gaza, mentre in Siria combattiamo con i nostri armamenti. Nessuno  di Hezbollah libanese è stato coinvolto nel lancio del  missile.  Smentisco categoricamente questa accusa  che non si basa né sulla verità né su delle prove».

Va anche detto che il missile che gli Houthi hanno lanciato verso Riyadh  – subito abbattuto dalla contraerea saudita – qualcuno deve averlo fabbricato e che non possono essere certo stati gli sciiti yemeniti.

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano  Bahram Ghassemi, citato dall’agenzia Isna, respinge le accuse «senza valore» della Lega Araba e ribatte che «La  maggioranza dei problemi del Medio Oriente sono legati alla politica improduttiva dell’Arabia saudita. La soluzione  ai problemi della regione, una gran parte dei quali sono il risultato della politica sterile dell’Arabia saudita, non è quella di pubblicare tali dichiarazioni senza valore, ma cessando di seguire la politica del regime sionista (Israele che gli iraniani accusano di avere un patto segreto con i sauditi, ndr) che cercano di accentuare le divisioni nella regione»

Ghassemi ha definito «menzognere» e ha respinto le accuse di al-Jubeir a Teheran e ai suoi «agenti» (Hezbollah e Houthi) accusando a sua volta Riyadh di «aggressione contro dei Paesi arabi« (Siria, Yemen, Bahrein, Qatar e Iraq), poi ha esortato l’Arabia saudita a «cessare immediatamente la sua aggressione selvaggia contro il popolo arabo yemenita» e a «fermare le sue pressioni contro il Libano, il Qatar e in tutta la regione».

Intanto, si teme che, praticamente finita la guerra siriana e irakena (grazie anche all’intervento determinante dell’Iran), lo scontro per procura in Yemen, Siria e Libano tra Iran e Arabia saudita si trasformi nel Golfo Persico/Arabo, il cuore petrolifero del mondo, in quella che i kurdi siriani – che hanno liberato gran parte della Siria dallo Stato Islamico/Daesh – chiamano già «la Terza Guerra Mondiale». che dalla Siria/Iraq si trasformerà in uno scontro aperto tra l’Iran e i suoi alleati sciiti e le monarchie assolute sunnite, per poi coinvolgere i loro alleati. Mentre Israele continua a intervenire in Siria con i suoi aerei contro Hezbollah e a chiedere di “punire” Teheran, i russi appoggiano Assad e gli iraniani e gli americani (per ora) i Kurdi progressisti siriani e i loro alleati.

In questo contesto fa abbastanza sorridere l’annuncio dato dagli Usa di sanzioni contro due individui e 4 imprese accusate di fabbricare denaro falso per l’Iran. In un comunicato, il ministero del tesoro Usa accusa un emigrato iraniano, Reza Heidari, e un c erto Mahmoud Seif, del quale non si conosce la nazionalità,  di aver utilizzato 4 imprese  per «aggirare le restrizioni europee sul controllo delle esportazioni e di procurarsi delle attrezzature e del materiale sofisticato» per stampare delle banconote yemenite per i Guardiani della rivoluzione islamica iraniani». Non si capisce cosa dovrebbero farci i potenti Pasdaran iraniani con dei Riyal yemeniti che, visto come è messo quel Paese,valgono meno della carta straccia.