2.373 morti dall’inizio dell’anno, 3.573 in 12 mesi

Nel Mediterraneo annegano 10 migranti al giorno

Le cifre ufficiali nascondono una tragedia umana e politica ancora più grande

[26 agosto 2015]

OIm migranti

Le cifre ufficiali  fornite dall’International organization for migration (Iom) parlano di una vera e propria strage che probabilmente è molto più grande: secondo l’organizzazione Onu, «Il numero di migranti e di rifugiati che hanno trovato la morte tentando di raggiungere l’Europa è arrivato alla cifra di 2.373 dall’inizio dell’anno. Il bilancio nello stesso periodo del 2014 arrivava a 2.081 migranti».

Negli ultimi 335 giorni la Iom ha registrato la morte di 3.573 esseri umani che cercavano di raggiungere l’Italia, la Grecia e la Spagna, «Il che corrisponde in media a 10 migranti che periscono ogni giorno in mare». E nessuno sa quanti esseri umani muoiono durante la traversata del deserto, sui campi minati delle guerre sbagliate dell’Occidente, negli assalti e nelle sevizie dei trafficanti di carne umana, nelle galere inumane e nelle camere di tortura dei regimi con i quali intratteniamo amichevoli rapporti e dove i migranti, da ostaggi, aspettano il pagamento c di un riscatto che non arriverà mai.

Ecco i numeri ufficiali di un genocidio, le vittime identificate dall’Iom dall’inizio dell’anno: Itinerario centrale (dall’Africa del nord  verso l’Italia e Malta): 2.267; Itinerario orientale (dalla Turchia verso la Grecia): 83; Itinerari occidentale (dall’Africa verso la Spagna, comprese le isole Canarie): 23. Totale  2.373.

La Iom sottolinea che fino a ieri, «Il totale del numero dei morti nel Mediterraneo per il  2015, cioè  2.373, è inferiore appena di 1.000 persone in rapporto al bilancio finale del 2014. Il numero dei morti nel Mediterraneo l’anno scorso è arrivato a 3.281» La Iom teme che «Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, i decessi in mare potrebbero superare i 2.000 durante l’ultimo trimestre di quest’anno» e anche brevi attraversamenti di bracci di mare, come tra la Turchia e le isole greche, potrebbero rivelarsi letali.

Federico Soda, direttore dell’ufficio di coordinamento dell’Iom per il Mediterraneo, ricorda che solo negli ultimi giorni il meccanismo di salvataggio dispiegato nel Mediterraneo ha permesso di soccorrere mgliaia dui migranti e sottolinea che «E’ un risultato rimarchevole e l’Iom si complimenta per il lavoro realizzato dalla Marina e dalla Guardia Costiera italiane, da tutte le navi internazionali dispiegate nel quadro dell’operazione Frontex/Triton e da tutte le altre navi impegnate nel salvataggio dei migranti in mare».

Tra i migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia – considerata un ponte per raggiungere il Nord Europa –  ci sono numerosi eritrei, somali, sudanesi, africani sub-sahariani, siriani, bengalesi e di altre nazionalità. Soda conclude: «I flussi migratori verso l’Italia sono compositi: comprendono dei richiedenti asilo, dei migranti vulnerabili – in particolare donne vittime della tratta e dei minori non accompagnati –  e anche una larga percentuale di migranti che cercano un lavoro. Indipendentemente dalla loro nazionalità, il caso di ogni persona deve essere esaminato individualmente al fine di esaminarne lo status».

Almeno per loro, per quelli che non giacciono nella profonda tomba che è diventato il Mediterraneo.