Nicaragua, Onu: «La repressione continua mentre il mondo volta lo sguardo da un’altra parte»

Il sogno di giustizia sociale del sandinismo finito nell’incubo del regime familista degli Ortega

[30 agosto 2018]

Secondo il rapportoHuman rights violations and abuses in the context of protests in Nicaragua” del l’ufficio dell’United Nations High Commissioner for Human Rights (Unhchr), «La libertà di espressione è pericolosamente minacciata in Nicaragua e richiede un’azione urgente della comunità internazionale,

Dopo le proteste iniziate il 18 aprile contro il fregime familista instautrato dal presidente sandinista Daniel Ortega e dalla vicepresidente, sua moglie  Rosario Murillo, numerose persone che hanno partecipato alle manifestazioni o che hanno difeso il diritto a esprimere opinioni diverse da quelle del regime – compresi molti ex sandinisti e molti sandinisti “autentici” – sono stati costrette a nascondersi o a lasciare il Nicaragua o stanno tentando di farlo. L’Unhchr lancia quindi l’allarme <sul livello di persecuzione in questo Paese dell’America centrale sprofondato da più di quattro mesi in una crisi politica». Il sogno di giustizia sociale del Frente sandinista de liberación nacional (Fsln) si è trasformato nell’incubo di un regime clientelare che mischia la corruzione endemica a un cattolicesimo integralista, spacciando il tutto per socialismo.

L’ alto commissario per i diritti dell’uomo, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha denunciato in un comunicato che «In Nicaragua proseguono la repressione e le rappresaglie contro i manifestanti  mentre il mondo guarda altrove. La violenza e l’impunità di questi ultimi 4 mesi hanno rivelato la fragilità delle istituzioni del Paese e dello Stato di diritto e creano un clima di paura e di sfiducia».

Al Hussein  ha sollecitato la comunità internazionale a «Prendere delle misure per impedire che l’attuale crisi in Nicaragua non si inabissi in disordini sociali e politici più profondi. Una tale azione dovrebbe puntare ad assicurare che venga reso pienamente conto per le violazioni e gli abusi dei diritti umani, per permettere alle vittime di avere un accesso concreto alla giustizia e a delle risorse appropriate, compresi dei risarcimenti e il diritto a conoscere la verità».

Tra le violazioni  e gli abusi dei diritti umani  il rapporto cita l’uso sproporzionato della forza da parte della polizia e perfino delle esecuzioni extragiudiziarie, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie generalizzate, torture e maltrattamenti e violazioni del diritto alla libertà di opinione, di espressione e di riunione pacifica.

Sembra la descrizione del regime fascista dei Somoza dal quale i sandinisti liberarono il Nicaraguua per restituirlo alla democrazia ed è davvero umiliante per chi ha partecipato a quella lotta di liberazione e ne condivide gli obiettivi e gli ideali, vedere che un ex comandante sandinista, Ortega, ha trasformato il Nicaragua in un regime autoritario che somiglia a dittature fascistoidi come quelle dell’Honduras.

Il rapporto dell’Unhchr fa notare che «La prima fase della crisi (dal 18 aprile a metà giugno) in Nicaragua è stata segnata da una risposta repressiva della polizia e di elementi armati pro-governativi contro i manifestanti. Nel corso della seconda fase detta dite della “pulizia”, che va da metà giugno a metà luglio, degli elementi armati filo-governativi, in particolare le fuerzas de choque (Forze dello chock) e delle turbas (bande) hanno smantellato degli sbarramenti stradali e delle barricate».

Le informazioni ottenute dall’Unhchr  indicano chiaramente che «Questi elementi armati hanno agito con il consenso della Policía Nacional e delle autorità al più alto livello, spesso in maniera congiunta e coordinata. N Benché il governo neghi l’esistenza di elementi armati filogovernativi, tollera le loro azioni e permettono loro di operarare in assoluta impunità».

Secondo diverse fonti  da aprile in Nicaragua sarebbero state uccise circa 300 persone e i feriti sarebbero almeno 2,000  e la maggior parte delle vittime sono uomini di meno di 30 anni, che è l’età media dei manifestanti tra i quali ci sono molti studenti universitari e giovani professionisti.

Il rapporto evidenzia anche  che «Dei membri del Partito sandinista, dei responsabili governativi e dei membri delle forze di sicurezza, in particolare della Policía Nacional, sono stati attaccati e 22 poliziotti sono stati uccisi».

L’Unhchr denuncia che «Il livello di brutalità in alcuni di questi episodi, compreso l’incendio, le amputazioni e la profanazione di cadaveri, illustra la grave degenerazione della crisi, Questi abusi dovrebbero essere oggetto di un’inchiesta e non legittimano in alcun modo una risposta dello Stato che non sia conforme alle norme internazionali in materia di diritti umani».

Ortega e sua moglie avevano vinto facilmente le elezioni perché i loro avversari erano divisi e un Paese rassegnato non vedeva l’alternativa in una destra fascistoide e neoliberistae il regime sembra essere stato preso di sorpresa da una rivolta alla quale partecipa anche una buona parte dell’elettorato sandinista deluso da Ortega. E’ anche per questo che la repressione delle manifestazioni e dei manifestanti e la criminalizzazione di altre persone considerate oppositori del governo continuano e  almeno 300 persone sono in galera con l’accusa di terrorismo e crimine organizzato solo per aver partecipato a delle manifestazioni o per averle appoggiate. Secondo il rapport, «Questi processi presentano delle gravi lacune e non rispettano le regolari procedure, compresa l’imparzialità dei tribunali».

Fuerzas de choque e turbas, spesso formate da delinquenti comuni al soldo dell’ala dura del sandinismo orteguista, intimidiscono e picchiano chi è critico con il governo e insegnanti e  medici colpevoli di aver patecipato a manifestazioni sono stati licenziati.

Nel suo rapporto, l’Unhchr  invita il governo del Nicaragua a «Mettere fine immediatamente all’intimidazione e alla criminalizzazione e a smantellare e disarmare immediatamente gli elementi filo-governativi, a mettere fine a tutti gli arresti illegali e a liberare tutte le persone detenute arbitrariamente».-

Il rapporto chiede anche al governo Ortega di prendere subito misure urgenti per «Garantire l’indipendenza e l’imparzialità del potere giudiziario e riprendere il dialogo nazionale tra i responsabili governativi e i rappresentanti dei diversi segmenti della società nicaraguense, al fine di pervenire a degli accordi basati sui diritti umani e i principi democratici».